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Messaggio di Maria Regina della Pace. Medjugorje. 25 Agosto 2014.

Cari figli! Pregate per le mie intenzioni perché satana desidera distruggere il mio piano che ho qui e rubarvi la pace. Perciò, figlioli, pregate, pregate, pregate affinché Dio possa operare attraverso ciascuno di voi. I vostri cuori siano aperti alla volontà di Dio. Io vi amo e vi benedico con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

COMMENTO

Figlioli, pregate, pregate, pregate affinché Dio possa operare attraverso ciascuno di voi. I vostri cuori siano aperti alla volontà di Dio.

Se solo recitassimo i 3 rosari quotidiani che richiede la Santissima Vergine circa dall'inizio (questo prima dell'aggiunta del quarto mistero della Luce) staremmo ripetendo ogni giorno diciotto Padre Nostro e comunque anche se fosse solo un Rosario, per coloro che da poco hanno iniziato, sarebbero sei i Padre Nostro. Il rito di comunione di ogni Messa, inoltre inizia con il Padre Nostro. Sia nell'una che nell'altra stiamo dicendo a Dio “si faccia la tua volontà”. Ma realmente ci importa fare la volontà di Dio? Se ci interessa, la conosciamo? Forse la cerchiamo per conoscerla? E poi la portiamo a termine? Cio' che facciamo è la volontà di Dio o mascheriamo la nostra volontà come se fosse di Dio? La seguiamo o prendiamo cio' che ci conviene, cio' che ci piace?

Tutte queste domande non sono fatte pensando a certe patologie pseudo mistiche che continuamente dicono “ Dio mi ha detto” e in questo modo fanno solo cio' che vogliono o manipolano altri con personalità debole per dominarli con la spietata scusa che è Dio che vuole cio' e lo richiede.

No, le domande vanno indirizzate a tutti noi. Noi tutti dobbiamo chiederci se stiamo veramente facendo la volontà divina nella nostra vita.

Per conoscere la volontà di Dio occorre pregare e veramente, con cuore sincero, aperto alla luce divina che deve penetrare, per poi discernere personalmente o con l'aiuto di una guida spirituale, un sacerdote di esperienza e santità, che ci sta ispirando Dio nella preghiera.

San Paolo esortava i cristiani di Roma a non vivere come questo mondo che passa ma di convertirsi, “affinché sappiate discernere –diceva- cio' che è volontà di Dio, cio' che è buono, cio' che piace, cio' che è perfetto” (1). Vale a dire che attraverso la conversione dello spirito e della mente (2) si arriva al discernimento. L'Apostolo presentava un punto molto interessante nella vita spirituale. Il primo è discernere cio' che è buono e cio' che è cattivo, non secondo gli uomini, ossia il criterio di questo mondo, ma secondo Dio.

Oggi tutto cio' non è così facile come sembrerebbe perché ci sono criteri, attitudini, interpretazioni anche dentro la stessa Chiesa che si presentano come buone, come proprie della misericordia di Dio e tuttavia non lo sono. Non lo sono quando queste idee o interpretazioni pretendono di mettersi sopra la legge di Dio, quella che il Signore è venuto a far compiere fino all'ultimo iota (Cfr. Mt 5:18 ma vedere tutto il capitolo 5 del Vangelo di san Matteo). Non è buono né può essere volontà di Dio che, per esempio, si vada contro la verità con la scusa di adattarsi alle “nuove realtà sociali” e così mettersi con ciò che vuole il mondo.

E dopo aver valutato, ossia passare al setaccio, ciò che è buono e cattivo secondo gli insegnamenti dello stesso Signore nelle Scritture e ciò che la Chiesa ha sempre insegnato, per seguire un cammino di perfezione si deve conoscere cos'è perfetto per Dio e realizzarlo.

Quando una persona è lontana da Dio, non si ferma a pensare se quello che fa è buono o no per Dio, ma piuttosto ciò che è buono per lei stessa. Per esempio pensa che arrivare in alto nell'azienda o in politica è buono e usa tutti i mezzi, ma senza fare attenzione come e quali sono questi mezzi per raggiungere il proprio obiettivo.

Evidentemente soddisfare le ambizioni personali, mentire e pregiudicare gli altri arrecandogli danno, non sarà mai voluto da Dio. Quando in cambio la persona comincia un cammino di conversione cerca di non offendere Dio e di discernere sempre ciò che è buono e ciò che non lo è, sforzandosi di fare quello che è buono per Dio. Allora, presenta nella preghiera le sue buone intenzioni, i suoi buoni progetti affinché il Signore li benedica. A volte -e questo può succedere senza rendersene conto- si dice a Dio, quasi si spiega a Dio il perché ciò che vogliamo è buono e conviene che lo conceda. Ma quando più si avanza nel cammino spirituale, la preoccupazione è solo sapere qual è la volontà di Dio nel caso particolare e chiederGli che ce la faccia conoscere. Ora non è il progetto personale che uno presenta alla benedizione e aiuto di Dio ma il progetto divino che si vuole chiarire per portarlo a termine.

Perché il cuore sia aperto alla volontà di Dio, come richiede la Santissima Vergine in questo messaggio, deve essere puro, purificato non solo dai peccati gravi (mortali) ma anche da quelli lievi (veniali). Deve essere pura l'anima dalle cattive intenzioni, di negligenza, di ambiguità e doppiezza. Il cuore aperto a Dio implica di non avere affetti disordinati verso altre persone né verso le cose. E' necessario allontanarsi dal mondano, dalla banalità, dai piaceri che allontanano da Dio, da ogni occasione che possa portare a commettere peccato, e sapere abbandonarsi fiduciosamente a Dio in ogni circostanza.

Alcuni esempi possono servire per chiarire ciò che si sta dicendo e così l'attaccamento alle mode; il godimento in piaceri dei sensi; frugare in Internet o il guardare una rivista o un quotidiano e fermarsi su pubblicità o notizie morbose o indecenti; il preoccuparsi fino all'angoscia per qualsiasi problema, tutte queste cose (e molte altre) allontanano l'anima da Dio. Il corpo deve essere disciplinato e sottoposto alla volontà dello superiore e non il contrario. Si dice che il corpo è come l'asino che più gli dai da mangiare e più ti chiede. Più piaceri e permissioni si dà alla carne più se ne vuole e i sensi sono storditi e più si impedisce l'azione di Dio sopra l'anima. Per questo è anche necessario digiunare e questa è una delle ragioni del perché la Vergine chiede il digiuno.

La purificazione del cuore, mediante l'esercizio delle virtù conferisce maggiore libertà all'anima. Poiché il cuore si lega con le passioni e affetti disordinati e gli è così più difficile rendere la Signoria a Cristo.

La principale virtù che dobbiamo conseguire è l'umiltà. Quando una persona si crede “qualcuno” si allontana da Dio, diventa autosufficiente. E allontanandosi da Dio perde la grazia. Quanto è di aiuto all'umiltà l'adorazione! Lo stare in ginocchio di fronte al Signore!

Chi adora è perché sa che è nulla e che Dio è tutto, è qualcuno che sta scoprendo la sua vera dimensione e più adora più è cosciente della sua piccolezza e più ringrazia Dio di tutto ciò che gli deve. Fino nel modo di ricevere il Signore nella comunione si manifesta l'umiltà o l'autosufficienza, la superbia. Per questo, l'Eucaristia in certi produce frutti e in certi no.

L'anima umile, che si riconosce piccola, spera tutto dal Signore e in Lui confida assolutamente. “Di me tutto temo, di te spero tutto” è la giaculatoria al Sacro Cuore. Chi in cambio si riconosce bello o intelligente o con grandi doti e si compiace di questo, si scopre incatenato nella sua stessa compiacenza e non lascia che Dio operi sulla sua persona.

Ad un'anima privilegiata, il Signore le insegnò di non sentirsi mai offesa dicendole: “Quando sei ferita rifletti perché io lo sapevo in anticipo e lo permisi. Accettalo e perdonalo, anche se in questo caso non abbia ragione, perché devi umiliarti per altri peccati segreti e, se è possibile, non raccontare a nessuno ciò che ti capitò.

Pregare. Pregare e pregare per conoscere la volontà di Dio. Pregare, pregare e pregare per vivere in accordo alla sua volontà e così Dio possa operare in noi e attraverso di noi. Perché, satana

desidera distruggere il mio piano che ho qui e rubarvi la pace.

Quando nostra Madre avvisa è perché qualcosa di concreto sta nascendo, ispirato e istigato dal Maligno. Che Satana voglia distruggere tutto ciò che concerne Medjugorje lo sappiamo dal principio, ma ora sta preparando colpi da fuori e da dentro. Perché meno tempo gli rimane maggiore è la sua furia.

Pregate per le mie intenzioni

Pregare per le sue intenzioni comprende anche pregare per i veggenti, perché non devino, perché trasmettano chiaramente e senza interferenze il messaggio che ha dato loro; pregare per le loro vite affinché siano sempre esemplari; pregare per coloro che nella Chiesa hanno valutato e valutano l'accaduto in Medjugorje e per i frati francescani che si occupano della parrocchia, e per i parrocchiani e gli abitanti di Medjugorje e per i pellegrini affinché trasmettano con le loro vite di conversione la verità degli eventi. Preghiamo ancora per coloro che diffondono i messaggi e danno testimonianza, perché lo facciano con umiltà e non si atteggino con vanagloria credendo che sono “qualcuno” perché siano conosciuti e consultati. Preghiamo per i gruppi di preghiera e i centri perché non si approprino di Medjugorje e diano testimonianza di amore, apertura e obbedienza alla gerarchia della Chiesa. Preghiamo per ognuno di noi al fine di poterci aprire alla grazia e non essere di impedimento all'azione salvifica del Signore e del piano della Santissima Vergine, e preghiamo anche per chi si oppone alle apparizioni, che le negano e vogliono proibire la loro diffusione.

Infine, non ci preoccupiamo, solo preghiamo e facciamo la volontà di Dio per collaborare con il piano salvifico che Maria conduce in questi tempi della battaglia finale.

P. Justo Antonio Lo Feudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org

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(1) Cf. Rm 12: 1-2
(2) Usa la parola greca metanoité, imperativo: Convertiamoci!


¡Benedetto, lodato e adorato sia Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento dell'altare!


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Messaggi dei 25 di ogni mese
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Anno 2011
Messaggio di Maria Regina della Pace. Medjugorje. 25 novembre 2011. 


"Cari figli, oggi desidero darvi la speranza e la gioia. Tutto ciò che è attorno a voi, figlioli, vi guida verso le cose terrene ma io desidero guidarvi verso il tempo di grazia perché in questo tempo siate sempre più vicini al mio Figlio affinché Lui possa guidarvi verso il suo amore e verso la vita eterna alla quale ogni cuore anela. Voi, figlioli, pregate e questo tempo sia per voi il tempo di grazia per la vostra anima. Grazie per aver risposto alla mia chiamata"
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Commento 

         Vediamo la prima cosa che ci dice la Beata Vergine: "oggi desidero darvi la speranza e la gioia". Poi, per dirci cosa si oppone al suo desiderio, continua: "Tutto ciò che è attorno a voi, figlioli, vi guida verso le cose terrene ma io desidero guidarvi verso il tempo di grazia perché in questo tempo siate sempre più vicini al mio Figlio …”.       

         Viviamo immersi in un mondo che ci spinge con forza verso le cose terrene. Questo mondo - in cui viviamo ma al quale non dobbiamo appartenere - inganna, distrae, devia, disorienta, anestetizza e corrompe. A queste forze che da perniciose diventano distruttive, si oppone la forza della grazia che ci porta la Madre di Dio per condurci a suo Figlio, unico Salvatore degli uomini.
         Nostra Madre viene a risvegliare in noi la speranza e la gioia e a portarci tutte le grazie e le benedizioni che provengono dalla vicinanza con Cristo.
         Le cose del mondo, che promettono felicità e grandi conquiste – finiscono con lasciarci nella perdita della speranza, se non nella disperazione, nella tristezza e nella depressione.

         Un esempio: poco tempo fa arrivò una notizia di grandi offerte commerciali che finì in tragedia. E ' accaduto negli Stati Uniti, ma sarebbe potuto succedere in qualsiasi altro luogo del mondo. Più che un'offerta, le persone si disperavano per arrivare ad essere i primi nell’approfittare di quello che veniva dato a bassissimo prezzo o che veniva regalato, e ci furono scontri e morti. Un caso come questo è estremo, ma anche così, mostra una realtà, cioè come si cerca la falsa felicità nelle cose materiali e nei beni terreni, che per essere tali sono transitori e non lasciano traccia alcuna. L'avidità per le cose di questo mondo annega l'anelito di Dio. Vediamo, ad esempio, che quando le persone sostituiscono la celebrazione domenicale con idoli, siano essi lo Shopping o lo sport o qualunque altra cosa e passano ore e ore nei centri commerciali o accalcati negli stadi o di fronte ad uno schermo, rifiutando di rendere onore il Signore nel suo giorno; anche se può sembrare che si divertano durante la giornata, alla fine nel proprio cuore vivono il vuoto, la noia e in fine la stanchezza del vivere.

         Quante ore sprecate, quando non vengono anche contaminate, davanti alla televisione o ad un computer! La Beata Vergine aveva detto a un gruppo di preghiera, che aveva suggerito di formarsi a Medjugorje, che dopo aver visto la televisione, si perde la voglia di pregare. Soprattutto ora che i contenuti televisivi tendono ad essere veleno per l'anima, astenersi dalla televisione sarebbe di grande beneficio e questo potrebbe essere uno dei modi per preparare questo Avvento, questo tempo di grazia e di speranza in attesa del Signore.
         E’ frequente dire: "dobbiamo ammazzare il tempo", perché non si riesce “a non fare niente”. La Madre di Dio viene, invece, affinché trasformiamo il tempo che ci è stato dato in tempo di vita, tempo di grazia, grazia che Lei viene a portarci.

"Desidero guidarvi verso il tempo di grazia perché in questo tempo siate sempre più vicini al mio Figlio affinché Lui possa guidarvi verso il suo amore e verso la vita eterna alla quale ogni cuore anela         

         Il cuore umano non potrà mai essere saziato dalle cose materiali, né dalla gloria terrena. Quelle sagge parole di sant'Agostino: "Il nostro cuore non incontrerà mai pace fino a quando non riposerà in Te”, riflettono una verità eterna.
        In autunno, se le foglie cadute coprono il sentiero non si sa dove andare. È sufficiente che soffi di nuovo il vento per rivedere il percorso. Così è necessario fare con le foglie dell’orgoglio, della vanità delle cose del mondo, di tutti i beni terreni che sono destinati a morire, di tutto ciò che appartenendo alla terra, alla terra ritornerà (cose puramente materiali che si accumulano assieme ad onori e vanagloria di questo mondo). Tutto questo impedisce di vedere il cammino della vita e di raggiungere la meta ultima. La meta ultima per la quale siamo stati creati è il Cielo e il Cielo lo raggiungeremo solo per Gesù Cristo.
        La Santissima Vergine viene perché lo Spirito Santo con il suo soffio spazza via tutto il fogliame delle cose terrene e affinché rimanga libero il Cammino, Gesù Cristo, che ci conduce alla pienezza dell'amore e alla vita della gioia eterna.
         Il tempo di grazia è il tempo di vicinanza a Dio. Il tempo di grazia è un tempo di adorazione; è il tempo dell’ascolto della Parola che, accolta, si incarna come avvenne in Maria ed è custodita nel cuore per diventare vita feconda.
         L'Eucaristia, ha detto il Santo Padre, è la risposta di Dio all'uomo. È la risposta al cuore, al suo desiderio di infinito e di eternità, di bontà e bellezza, di pace e gioia.

         Uno dei più importanti frutti di Medjugorje è di mostrare la centralità e il primato dell'Eucaristia. Il programma della serata fu richiesto dalla stessa Vergine. Le due serie dei misteri del Rosario, che si recitano all'inizio, sono in preparazione alla celebrazione della Santa Messa. Tre giorni la settimana c'è l’adorazione comunitaria del Santissimo Sacramento. Lì, nell'Eucaristia celebrata e contemplata, c’è il centro di Medjugorje. Attorno al centro della presenza eucaristica del Signore, ci sono i Rosari che precedono e seguono la Messa e la confessione sacramentale che riconcilia l’anima con Dio, la purifica e la prepara per ricevere il Signore.
         Nell’adorazione si sperimenta la vicinanza del Figlio di Maria e Figlio di Dio. Nell'Eucaristia celebrata e soprattutto nel culmine della comunione sacramentale, avviene l'incontro con L’Emanuele, con il Dio con noi e per noi; quel Dio che più intimo e più vicino non può essere. Nell'adorazione eucaristica viene riportata la nostra vita davanti al Santissimo esposto e l'incontro diventa più intimo, più profondo, più intenso.
         Il Signore disse: "chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, rimane in me ed io in lui" (Gv 06:56). E disse anche: "chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto" (cfr Gv 15:5). Solo una vita intensamente e veramente eucaristica è portatrice di molto frutto. Chi, purificato nel cuore, vive la Santa Messa e adora il Santissimo Sacramento rimane nell'amore del Signore e porta quest’ amore e ogni grazia ricevuta agli altri.

         Questo tempo di grazia si manifesta nell’amore, verso Dio e verso i fratelli. Per amore si ingrandisce il cerchio delle persone alle quali riportiamo la nostra attenzione, le nostre cure, la nostra intercessione a Dio per loro. Questo tempo di grazia ci fa comprendere e vivere ciò che diceva san Giovanni della Croce: “Dove non esiste amore, mette amore e toglierai amore”.

         Cosa dobbiamo fare per poter accogliere e approfittare di questo tempo di grazia? Ebbene, aprire il cuore, avvicinandoci al Signore nell’adorazione e nella preghiera.  Per molti vorrà dire lasciare un mondo artificiale per recuperare il seme della vita. Per tutti, accettare docilmente ciò che la Madre di Dio ci propone: lasciarci condurre al Signore, perchè Lui, Gesù Cristo, ci guidi verso l’amore, verso la vita eterna. 

         
Madre, che la presenza di tuo Figlio ci possa affascinare con la sua bellezza, ci avvolga nel suo amore, ci mostri la vanità delle cose del mondo che passa, ci rinnovi e ci liberi dal cadere nella schiavitù del peccato.
         Insegnaci, Signore, ad apprezzare con saggezza i beni della terra, nella continua ricerca dei beni del Cielo. Colma con la tua presenza nelle nostre vite, con la vicinanza alla quale ci chiami, il desiderio più profondo del nostro cuore. Amen.
         

P. Justo Antonio Lo Feudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org


¡Benedetto, lodato e adorato sia Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento dell’altare!


Messaggio di Maria Regina della Pace. Medjugorje. 25 dicembre 2011. 

"Cari figli, anche oggi vi porto tra le mie braccia mio Figlio Gesù affinché Lui vi dia la Sua pace. Pregate figlioli e testimoniate perché in ogni cuore prevalga non la pace umana ma la pace divina che nessuno può distruggere. Questa è quella pace del cuore che Dio dà a coloro che ama. Attraverso il battesimo tutti voi siete chiamati e amati in modo particolare, perciò testimoniate e pregate per essere le mie mani tese in questo mondo che anela a Dio e alla pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata"

Commento 

Nel quieto silenzio che avvolgeva ogni cosa

mentre la notte giungeva a metà del suo corso,

il tuo Verbo onnipotente o Signore,

è sceso dal cielo, dal trono regale (cfr Sap 18:14-15).

 

          Un Angelo annuncia ai pastori che il Messia è appena nato nella città di Davide. Al primo Angelo si unisce un esercito celestiale che loda Dio con canto esultante, dicendo: “ Gloria a Dio nel Cielo e pace agli uomini che ama il Signore”. I pastori, che all'inizio hanno sentito una grande paura, subito si vedono avvolti da una pace sconosciuta, soprannaturale e una gioia immensa li pervade. La notte è illuminata dalla gloria del Signore. E' Natale. Sopraggiunge la pace in terra nel cuore degli uomini amati da Dio.

 

Cari figli, anche oggi vi porto tra le mie braccia mio Figlio Gesù affinché Lui vi dia la Sua pace.

          In questo Natale, la Vergine non viene semplicemente a trasmetterci un desiderio o a ricordarci questo evento d'infinita grandezza, ma a portarci suo Figlio, Bambino tra le sue braccia affinché riceviamo la sua pace. Questo Bambino è la nostra pace. 

          Molti secoli prima della nascita di Gesù, Isaia profetizzò: “Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio, sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato... Dio potente, Padre per sempre, Principe della Pace” e “ la pace non avrà fine” (Cfr. Is 9:5.6). Come ricordava il Santo Padre nella Messa della notte del Natale, è l'unica volta nell'Antico Testamento che si parli di un bambino il cui nome sarà Dio potente, Padre per sempre. Avverrà nella pienezza dei tempi che il Dio nascosto si manifesti nella fragilità e nella povertà di un bambino, che porti e dia la pace agli uomini, una pace senza limiti. Perché la pace di Dio si manifesta teneramente nel Bambino di Betlemme e nel sacrificio di Gesù Cristo a Gerusalemme.

          La pace che s'irradia dal Cuore trafitto di Cristo crocefisso sul Golgota abbraccia tutto lo spazio e il tempo dell'umanità ed è segno e frutto del suo amore infinito.

 

Pregate figlioli e testimoniate perché in ogni cuore prevalga non la pace umana ma la pace divina che nessuno può distruggere.

          Poco prima di consegnarsi volontariamente alla sua Passione, il Signore dice ai suoi discepoli e così anche a noi: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace; non come la da il mondo” (Gv 14:27). La pace di Cristo, ossia la pace divina, è un dono suo non una fabbricazione umana. E' un dono infinito, inestimabile, pienezza di beni spirituali, ai quali tutti anelano ma che non tutti conoscono. E' la pace del cuore convertito a Dio, la pace che si nutre di preghiera e di perdono, quella che viene dall'Eucaristia, la pace di rimanere nell'amore di Dio. Questa pace, l'unica vera, quella di Cristo, non può essere tolta né dalle insidie del mondo né dai furiosi colpi del Nemico. 

          Il mondo concepisce la pace come l'assenza di guerre o di conflitti armati o sociali. Nel senso personale s'intende come un certo stato di tranquillità condizionato da innumerevoli fattori come, ad esempio, quello di avere un lavoro remunerato, di non soffrire di privazioni né di malattie gravi, di avere un “futuro sicuro materialmente”, di stabilità nell'ambiente familiare e lavorativo, di non temere per la propria sicurezza fisica né di quella dei familiari in genere.

          Sappiamo che raramente potranno esserci tutti questi fattori insieme e comunque sia una tale situazione non può durare per sempre. E' per questo motivo che l'incertezza del futuro diviene inquietudine, che molti, non avendo Dio nelle loro vite, pretendono di scongiurare ricorrendo a qualsiasi forma di divinazione o di altri mezzi.

          L'unica certezza riguardo al futuro è che arriverà il momento del termine della vita, sia la propria che quella delle persone care e davanti ad un tal pensiero – per coloro che ignorano Dio – sopraggiunge l'angoscia e in casi estremi il panico.

          La pace del mondo non resiste al minor vento d'avversità.

          Al contrario, la pace che Dio ci mette nel cuore, nessuno la potrà togliere. E' un sigillo che non viene distrutto né davanti alle calamità, né davanti alla guerra, né davanti a grave malattia. Niente può distruggerla. Sì contrastare, attaccare ma mai distruggere. Solo noi possiamo eliminarla se ci allontaniamo da Dio.

 

Questa è quella pace del cuore che Dio da a coloro che ama. Attraverso il battesimo tutti voi siete chiamati e amati in modo particolare, perciò testimoniate e pregate per essere le mie mani tese in questo mondo che anela a Dio e alla pace.

          Dio vuole che la sua pace si propaghi a tutta l'umanità. E a questo arriva la Regina della Pace, a chiederci preghiera e testimonianza, affinché le sue mani arrivino a tutti coloro che non hanno voluto, non hanno saputo o non hanno potuto avvicinarsi a Cristo per incontrare la sua pace. 

          In questi giorni stavo leggendo un intelligente articolo sulla nascita di Cristo nel quale l'autore si chiedeva cosa sarebbe di noi senza quest'avvenimento inaspettato per l'umanità. All'uomo non rimarrebbe altro che farsi buddhista o finire nella più grande banalità.

          Per non conoscere Cristo, per non aver saputo di Lui o per averLo ignorato, per non aver incontrato coloro che ebbero o che hanno incontri col Signore, molti in Occidente – per mancanza della pace vera- hanno guardato verso Oriente in cerca di una probabile armonia cosmica e di una fuga dalla vita per scongiurare l'angoscia della morte.

          Loro e tutti quanti siamo chiamati ad accogliere e a vivere la buona, bella notizia di Dio che si fece uomo per salvarci. Devono anche loro scoprire – e noi siamo i mezzi, gli strumenti invitati dalla Regina della Pace – in questo Bambino nato a Betlemme il Dio con noi che ci porta la pace e la vera vita. Quando invece non lo scoprono -attraverso la nostra testimonianza, la nostra preghiera d'intercessione per loro, la nostra vicinanza a Dio, fonte di pace e di amore infinito- continueranno a seguire vie che non conducono a nulla. Perché se per loro Dio non è venuto sulla terra, se non ha piantato la sua croce nella storia dell'umanità, facendo della sua carne mortale lo strumento di salvezza, se l'eternità non si è unita al tempo, l'Infinito al nostro essere finito, dando alla vita un significato di eternità, tutta la nostra esistenza è solo il preludio pieno di rumore di un “niente”, il nirvana. Se non esiste un Dio che redime, che salva l'uomo, ogni cosa si dissolve come fumo nell'aria. All'uomo non resterebbe altro che liberarsi scappando dalla realtà, disprezzandola, denunciandola come illusione e anestetizzandosi. 

          Il cuore umano non può incontrare la pace che anela se non in Cristo. Ugualmente, tutti gli uomini che desiderano la pace, anelano, forse senza saperlo, a Dio, rivelatosi in Gesù Cristo. 

          Riceviamo la pace di Cristo non per trattenerla egoisticamente dentro di noi ma per diventare messaggeri e portarla al mondo. La pace che portiamo è quella che riceviamo e che rinnoviamo in ogni incontro col Signore, in ogni momento di preghiera del cuore, in ogni Eucaristia celebrata e adorata. 

          L'adorazione a Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento è il luogo d'incontro intimo e privilegiato con Lui e la forma più elevata di preghiera possibile che ci spinge a dare testimonianza di vita. L'Eucaristia ricevuta in ogni comunione sacramentale è un incontro personale col Signore che, per questo appunto, esige da noi adorazione. Nell'uno o nell'altro caso, Gesù dalla sua presenza eucaristica , dà a noi la pace e tutte le grazie per diventare portatori al mondo dei beni ricevuti; per portarli al nostro mondo, all'ambiente dove abitiamo e ci muoviamo, e allo stesso tempo ci trasforma in testimoni della sua presenza viva in mezzo a noi. Chi adora, ancora nel silenzio, da testimonianza agli altri della sua fede e del suo amore verso Dio. 

          Un medico, che si definiva agnostico, venne interpellato circa l'esistenza di una cappella di adorazione perpetua nella sua città. Gli avevano riferito che lì si adorava Dio presente nella Santissima Eucaristia e che ora dopo ora si susseguivano gli adoratori per tutto il giorno e per tutta la notte, sempre, senza interruzione, tutti i giorni. Inoltre venne a sapere che l'adorazione era silenziosa e che non era dato assolutamente nulla. Disse fra sé e sé: “Qualcosa ci dev'essere perché sempre, in ogni momento, ci siano persone che trascorrono ore in silenzio”. Così decise di andare. Sperimentò una pace che mai prima aveva conosciuto. Da quella volta ogni giorno si reca a far visita al Santissimo. Si alza mezz'ora prima per rimanere col Signore prima di andare all'ospedale.

          In un'altra cappella di adorazione perpetua, una signora lasciò un bigliettino con la sua firma. Diceva così: “Sono più di dieci anni che non entro in una chiesa cattolica. Se prima lo feci fu solo per qualche visita d'arte. Ancora non so perché entrai in questo luogo (la cappella). Credo nella pace che c'è qui e voglio incontrarla.” Chi è che rese possibile questo primo incontro? Certamente la grazia di Dio, ma anche le persone che sono lì in adorazione, che permettono che la cappella rimanga aperta e la stessa intercessione degli adoratori per le persone che non conoscono.

          In questi giorni ho conosciuto una religiosa cinese. Quando mi disse che proveniva dalla Cina pensai che venisse da Taiwan. No, veniva dalla Cina continentale, dall'interno. Mi raccontò piena di gioia che nel suo paese hanno un parroco santo (e sorridendo mi diceva: “Come il Santo Curato d'Ars”), che trascorre molto tempo in adorazione, così offre un grande esempio a tutti. Incredibilmente loro hanno l'Adorazione Perpetua. Poiché il suo villaggio è molto esteso, il parroco l'ha diviso seguendo i punti cardinali, e in ognuno ha posto una casa come luogo di adorazione permanente. La Suora diceva, con grande orgoglio e gioia, che una di queste case era quella dei suoi genitori. Tutti adorano almeno un'ora la settimana. Suo padre, continuava a raccontarmi, lo fa di notte, dall' una alle due. Suo zio continua dalle due alle tre. Sua madre durante il giorno. E aggiungeva: “E' dall'Adorazione Perpetua che prendiamo la forza e abbiamo la fortezza e la pace per far fronte alla persecuzione (ricordo che la persecuzione è molto dura, che molti vescovi, sacerdoti e fedeli sono incarcerati, scomparsi e morti). E' dall'adorazione che escono i nuovi missionari, giovani che ricevono istruzione per portare il Vangelo in altri luoghi. E' dall'adorazione che nascono le vocazioni per la vita consacrata.” 

          Tutti siamo chiamati alla preghiera, a dar testimonianza di Cristo, della sua salvezza, della sua pace, del suo amore. Tutti i battezzati sono chiamati ad essere messaggeri e costruttori di pace e ad annunciare, a chi ancora non conosce Dio, la Buona Novella che Dio lo ama di amore eterno, che per questo amore senza limiti si fece uomo per salvarlo, donargli la pace, fargli conoscere il vero amore preludio del Cielo che lo attende, se crede in Lui e compie i suoi comandamenti. Per dirgli inoltre di non aver timore, perché il Signore è con noi, tutti i giorni fino alla fine del mondo (Cfr. Mc 16:15-16; Mt 28:20). 

        Che il Signore ci benedica e ci preservi
          Il Signore faccia brillare il suo volto su di noi e ci sia propizio,
          rivolga su di noi il suo volto e ci conceda la pace (cfr Num 6:22s)


P. Justo Antonio Lo Feudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org


Anno 2012

Messaggio di Maria Regina della Pace. Medjugorje. 25 Febbraio 2012.

Cari figli! In questo tempo in modo particolare vi invito: pregate col cuore. Figlioli, voi parlate tanto ma pregate poco. Leggete, meditate la Sacra Scrittura e le parole scritte in essa  siano per voi vita. Io vi esorto e vi amo perché in Dio troviate la vostra pace e la gioia di vivere. Grazie per aver risposto alla mia chiamata


Commento 


“Sia parca e frugale la mensa,

sia sobria la lingua ed il cuore;

fratelli, è tempo di ascoltare

la voce dello Spirito”.

 

Queste parole dell’inno dell’ufficio in questo tempo di Quaresima, si possono associare molto bene al presente messaggio della Santissima Vergine. Gli eccessi – siano di cibo, nel bere o di parole o di passioni o di altra natura- impediscono l’ascolto di Dio che è uno dei fini della preghiera. Le parole oziose, delle quali dobbiamo rendere conto, tolgono spazio e tempo alla preghiera.

 

Quaresima: Tempo da profittare

Quando, come ora, la Santissima Vergine dice “in questo tempo” si riferisce prima di tutto al tempo liturgico corrente e poi anche al tempo storico attuale che stiamo vivendo.  In questo , vediamo che ci sta invitando specialmente ad approfittare del tempo quaresimale.

La Quaresima è un tempo privilegiato con grazie speciali e necessarie per il nostro cammino di conversione. E’ il tempo di approfondimento della conversione, di abbandono della fede stanca per camminare con decisione verso Dio.

E’ dall’inizio delle apparizioni che la Madre di Dio ci chiama alla sobrietà, alla spogliazione di tutto ciò che è superfluo e inutile e soprattutto, alla liberazione di tutte le forme del male, per sprigionare così ciò che più conta: il cuore. Così come tante volte ci ha esortato al digiuno, ora ci chiede digiuno dalle parole inutili e dagli argomenti che distraggono la nostra attenzione ingannando il nostro spirito, al fine di poterci occupare di più di ciò che è importante: stabilire, con cuore purificato, una relazione più stretta ed intensa con Dio. Ci sta dicendo “parlate meno e pregate di più”. Se preghiamo con il cuore, saremo ascoltati perché in lui potremo ascoltare la voce di Dio.

 

Molte parole, un caso ricorrente

Gli esempi sono sempre utili e fra tanti quello più vicino al parlare eccessivo è il parlare di argomenti apparentemente buoni, apparentemente spirituali ma che in realtà sono superflui, non fondamentali e che non fanno né l’annuncio di Salvezza né la salvezza stessa. E’ il caso del parlare e del diffondere presunte e anche a volte vere manifestazioni divine, quando ciò che spinge a farlo è il voler soddisfare  curiosità o certe morbosità provocando la sensazione, falsa, di credersi per questo protetti dal male e facenti parte di un gruppo di eletti che hanno assicurata la salvezza. Tale attitudine provoca in altri uno spostamento di attenzione da ciò che è importante e, allo stesso tempo, crea ansie e in alcuni panico. Di questi argomenti i falsi veggenti e i falsi profeti fanno una gran raccolta. Sono queste persone che con linguaggio criptico, come usano fare gli indovini, annunciano calamità o grandi eventi o altre che danno addirittura date per poi, quando non si avverano, cambiarle in altre diverse.

 

Necessita' di discernere fra il vero bene e il male

Coloro che hanno dato credito ai falsi messaggi e ai falsi profeti finiscono, delusi, col considerare allo stesso modo il vero dal falso e così non sanno né a cosa né a chi credere. Quando questo succede il lavoro di contaminazione della verità, il cui effetto è la confusione e la miscredenza , è raggiunto. A questo si riferiva la Regina della Pace quando, molti anni fa, disse che Satana si sarebbe appropriato di parte del suo piano.

Conoscere le date d’importanti eventi o di contenuti di segreti non salva nessuno. Salva la preghiera; salva recitare con fede i misteri del Rosario nella preghiera del cuore; salva inginocchiarsi umili e devotamente davanti al Signore in adorazione; salva portare  Cristo nel cuore assistendo chi di Lui ne ha bisogno, consolando, intercedendo, amando; infine salvano i sacramenti della Chiesa.

 

Pregare con il cuore e dal coure

La preghiera del cuore è quella di un cuore che ha desiderio di Dio, e perché lo anela lo cerca per incontrarsi con Lui. Di più, la preghiera del cuore è già incontro, perché Dio è già presente in quel desiderio d’incontro. E questo desiderio va molto oltre lo stato d’animo e sensibilità speciali. Vale dire, non sempre ci vengono dati  segnali speciali sensibili come la certezza di una vicinanza, perché ci sono volte in cui può sopravvenire aridità. La preghiera del cuore è allora quella del cuore che gioisce quando percepisce spiritualmente l’incontro e che, soffrendo quando Dio decide di nascondersi, persevera nel combattimento della fede e non perde la pace.

La preghiera del cuore è di chi si lascia purificare riconoscendo le sue miserie davanti al Signore, supplicando l’assoluzione dei suoi peccati nel sacramento della confessione. Come può qualcuno con risentimenti, con odio, con invidie e gelosie, con maldicenza nella bocca pregare con il cuore?

La preghiera del cuore è quella che porta ad amare Dio con tutta la volontà, con tutte le forze, con tutta l’anima e amare l’altro, fino allo stesso nemico.

Quando la preghiera riempie il tempo della vita, la bocca parla della pienezza di questo cuore orante e le parole pronunciate o pensate son gradite a Dio e costruttive per gli uomini.

Dobbiamo parlare di più con Dio, ci chiede la Santissima Vergine. Il Padre si è mostrato vicinissimo nel suo Figlio Gesù Cristo, che lo ha rivelato. E sta qui, alla porta sperando che Gli apriamo, lasciandoLo entrare nella nostra vita. Non irrompe, rispetta la nostra libertà. Se Gli apriamo entra nella nostra intimità e ci rivela la sua. La porta è quella del cuore  e la chiave della porta: la preghiera che scaturisce da lui. La chiave è soprattutto l’adorazione che fa in modo che noi ci inginocchiamo, che ci prostriamo scoprendo la nostra  misura, la misura della nostra fede e del nostro amore verso questo Dio che –come lo ricorda il Santo Padre- fu Lui che per primo si inginocchiò davanti a noi per lavarci i piedi sporchi. Piedi sporchi per il cammino sbagliato della vita.

Senza preghiera del cuore, senza l’adorazione che ci rende umili, il cuore continua a rimanere chiuso e la vita nell’oscurità.

 

Dio parla. La sua parola

Nostra Madre Santissima ci invita a leggere e a meditare le Sacre Scritture. Nel messaggio del 18 ottobre 1984 diceva: “Cari figli, vi invito a leggere ogni giorno la Sacra Bibbia nelle vostre case; ponetela in un luogo ben visibile perché sempre vi stimoli a leggerla e a pregare”. Se ripercorriamo tutti i messaggi della Regina della Pace, vediamo che solo due sono di pratica quotidiana: la recita del Santo Rosario e la lettura delle Sacre Scritture, principalmente i Vangeli.

La Chiesa ci insegna che l’autore della Sacra Scrittura è lo Spirito Santo e che con lo stesso Spirito deve essere letta e meditata. Pertanto, è raccomandabile recitare invocando lo Spirito di Dio prima della lettura. Così la Parola farà cammino in noi interpellandoci e obbligandoci a rispondere con azioni concrete di vita.  Dalla sua parte, l’Eucaristia, celebrata e adorata, ci darà la forza per vivere tutto ciò che Dio ci chiede e insegna attraverso la sua Parola.

Come la Santissima Vergine, dobbiamo custodire la Parola nel nostro cuore e farla crescere affinché noi cresciamo con essa.

 

La pace e la gioia del coure

Perché nostra Madre ci ama, vuole che ci avviciniamo ogni volta sempre più al Signore perché possiamo vivere felici e in pace.

Molti e per differenti motivi, hanno perso la gioia di vivere. Una delle malattie più comuni al giorno d’oggi è la depressione. La depressione è di radice spirituale. Servono cure e attenzioni ma chi guarisce è il Signore.

Il Signore parla nella Sacra Scrittura e dice: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi. Io vi ristorerò”. Se non si conosce o ci si dimentica del Vangelo e se non si prega, non è possibile rispondere alla chiamata del Signore. Non è possibile perché non lo si è ascoltato.

La Vergine viene affinché rispondiamo aprendo il cuore alla grazia, insegnandoci il cammino e accompagnandoci . Ogni volta che rispondiamo alla chiamata della Vergine stiamo avvicinandoci sempre più a Dio.

Quando la vicinanza a Dio diviene incontro si recupera il gusto e il senso della vita. In ogni incontro Dio guarisce le ferite, risolleva dagli insuccessi, resuscita dalle morti interiori riempiendo l’anima di pace e di gioia.

 

“Protesi alla gioia della Pasqua

sulle orme di Cristo Signore,

seguiamo l’austero cammino

della Santa Quaresima”.

P. Justo Antonio Lo Feudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org


 

Messaggio di Maria Regina della Pace. Medjugorje. 25 Luglio 2012.

Cari figli! Oggi vi invito al bene. Siate portatori di pace e di bontà in questo mondo. Pregate che Dio vi dia la forza affinché nel vostro cuore e nella vostra vita regnino sempre la speranza e la fierezza perché siete figli di Dio e portatori della Sua speranza in questo mondo che è senza gioia nel cuore e senza futuro perché non ha il cuore aperto verso Dio, vostra salvezza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

         Gli inviti della Santissima Vergine non sono chiamate al volontarismo. Non ci sta dicendo che riusciremo, come in questo caso ad esempio, ad essere portatori di pace e di bontà come effetto della nostra sola volontà. Non è che io mi propongo di essere buono e con ciò basta. Non è così. La volontà è imprescindibile, chiaro che c'è, per quanto la volontà sia indirizzata a pregare Dio perché conceda questi beni, volontà di pregare per rimanere vicino al Signore e affinché le sue grazie penetrino dentro di me. Vale a dire che la volontà va indirizzata prima e sempre alla preghiera, all'apertura del cuore a Dio e in seguito all'esercizio delle virtù e alla repressione delle cattive abitudini. Dalla preghiera tutto parte e arriva tutto, perché è incontro con Dio. Nulla potremmo portare al mondo se prima non l'avessimo ricevuto da Dio. Nulla di buono. La preghiera è il costante richiamo per fare ciò che la Madre del Signore ci chiede. Per questo, implicitamente, l'invito al bene è prima di tutto una nuova chiamata alla preghiera del cuore e, specialmente alla preghiera maggiore di tutte, l' Eucaristia, che è la preghiera diretta al Padre nell'offerta del sacrificio puro, santo, propiziatorio che lo stesso Figlio fece di sé. Il sacrificio per il quale ci arriva la salvezza è l'Eucaristia. L'Eucaristia celebrata è, al tempo stesso, la presenza del sacrificio del Signore, “qui ed ora”; la presenza della sua Persona e il banchetto sacro per il quale riceviamo la sua carne e il suo sangue gloriosi che ci danno la vita eterna. Questa presenza è un dono infinito che Dio ci fa, è un grandissimo regalo, che ci permette di amare, lavorare per gli altri e trasformarci in strumenti di salvezza perché lì riceviamo la forza dello Spirito, lì riceviamo la pace e il bene che ci chiede, lì ci carichiamo di speranza e aumenta la nostra fede. Davanti all'infinito dono totalmente gratuito del Signore la nostra risposta è la gratitudine perenne che offriamo in terra in ogni Eucaristia degnamente celebrata e coscientemente partecipata e in adorazione perpetua.

         Nello stesso tempo la chiamata al bene, all'essere portatori di beni celestiali, richiede in noi una coscienza attiva. Vale a dire, scoprire immediatamente tutta la deviazione al bene che sorge nei nostri cuori, ogni tendenza e azione malefica, a volte mascherata da cose buone. E una volta scoperte purificare il cuore attraverso la confessione sacramentale. Non dobbiamo tollerare il male che vuole costantemente annidarsi in noi.
         Solo con un cuore purificato possiamo ricevere la Sacra Comunione, liberi da ogni peccato mortale. Diversamente, non solo non riceveremmo grazie ma anche staremmo già mangiando e bevendo la nostra stessa condanna (Cf 1 Cor 11:29). Per questo, i sacramenti di salvezza della confessione e la comunione vanno insieme, essendo prefigurati dal sangue e dall'acqua che sgorgarono dal cuore trafitto del Signore morto in croce. L'acqua è segno del battesimo ma anche della confessione perché rappresenta il lavato purificatore e rigeneratore e il sangue segno della stessa Eucaristia.

         Una seconda riflessione è che nostra Madre del Cielo non smette di chiedere a noi di essere i suoi inviati in questo mondo triste e desolato, cioè a tutti coloro che non aprono i loro cuori a Dio. Lei viene per tutti i suoi figli e non solo per coloro che la amano, per coloro che la seguono, per coloro che credono in Dio, pregano e si sforzano per essere migliori ai suoi occhi. Viene sì a parlare a questi figli –che poi siamo noi- perché possano essere suoi strumenti nell'avvicinamento di altri al Signore e in Lui incontrino la salvezza. Questo tema è molto importante, soprattutto quando da molte parti si vede o si sente riguardo a presunte rivelazioni. Ci sono diffusioni di messaggi e alcuni suonano molto bene. Tuttavia, in alcuni di questi emergono esortazioni alla salvezza di “eletti”, che sono coloro che leggono e seguono questi messaggi. No, questa non è la Madre della salvezza. Questa non è nostra Madre. Perché Lei ci sta sempre incitando ad aiutarla nel suo piano di salvezza per tutta l'umanità. La Santissima Vergine non respinge nessuno poiché vuole la salvezza di tutti e fino all'ultimo istante ci proverà.

Pregate che Dio vi dia la forza affinché nel vostro cuore e nella vostra vita regnino sempre la speranza… in questo mondo che è senza gioia nel cuore e senza futuro

         Senza la virtù e cioè la forza della speranza, che viene da Dio, il futuro si fa oscuro fino ad arrivare al massimo dell'oscurità della disperazione e che certamente cancella ogni gioia del cuore. Se non c'è speranza non c'è futuro.

…perché non ha il cuore aperto verso Dio, vostra salvezza
         Dio salva in e per Gesù Cristo, l'unico Salvatore di tutti gli uomini, ora che “in nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale sia stabilito che possiamo essere salvati” (At 4:12).
         Saggiamente il salmista dimostra che “ Nessuno però può in alcun modo redimere il fratello, né dare a Dio il prezzo del riscatto d'esso. Il riscatto dell'anima dell'uomo è troppo caro e farà mai sempre difetto. Non può farsi che ei continui a vivere in perpetuo e non venga la fossa” (Sal 49,7-9).
         Nessuno si può salvare da solo. Si salva chi si apre a Dio e quando la persona si chiude, è volontà divina che –per penetrare in quest'anima che se resiste o è tiepida oppure indifferente- possa l'intercessione degli altri per mezzo della preghiera e della sofferenza offerta arrivare ad aprirla alla grazia. Questa intercessione la esercita sopra ogni creatura la stessa Madre di Dio, Maria Santissima, e tutti noi insieme a Lei. Questa è la chiave di queste lunghe apparizioni, per le quali non dobbiamo smettere di ringraziare Dio.

Siate portatori di pace e di bontà in questo mondo
         La bontà, insieme alla pace, la gioia del cuore, la stessa benignità sono tutti frutti dello Spirito Santo.
         Essere persone buone ossia portatori di bontà significa avere occhi di misericordia verso quella persona che non ci piace per niente, è vederlo con benignità. È prima di criticare amare. Non è mormorare ma comprendere. Non odiare ma perdonare. È, come esorta san Paolo: avere gli stessi sentimenti di Gesù Cristo (Cf. Fil 2:5). Ovvero non essere mossi da interessi egoistici ma conformare il nostro modo di pensare, di sentire, di agire a ciò che ci mostra Gesù nel Vangelo: arrivare all'altro spogliato di ogni sorta di superiorità, aprendo il nostro cuore all'altro e a Dio con fiducia e obbedienza. E' questa stessa bontà che ci mostra nostra Madre con questa sua presenza e sue parole. Lei non è venuta ad accusarci e ci chiama tutti “cari figli” pur conoscendo le nostre miserie.
         Essere portatori di pace e di bontà è, allo stesso tempo, rispettare ogni vita perché nessuna è superflua, perché l'uomo porta in sé l'impronta di Dio che lo rende degno.
         Per essere portatori di pace, di bontà, di speranza occorre ricevere la spinta dall'alto che arriva attraverso la preghiera e nella vita in Dio, nello Spirito e dal suo Spirito. Colui che vive in e a partire dallo Spirito non solo beneficia dei frutti dello Spirito ma si trasforma, per impulso dello stesso Spirito in portatore dei frutti.
         La tradizione della Chiesa, che si basa sulla lettera di san Paolo ai Galati, elenca dodici frutti dello Spirito: carità, gioia, pace, pazienza, longanimità, bontà, benignità, mansuetudine, fedeltà, modestia, continenza o temperanza e castità (Cf. Gal 5:22-23), la stessa gioia, quella che la Santissima Vergine chiama orgoglio di essere figli di Dio, è pure frutto dello Spirito. Quindi, per ricevere ed essere portati dalla forza dello Spirito occorre vivere in lui e di lui. In uno dei suoi primi messaggi a Medjugorie, la Regina della Pace chiese che la prima cosa che avremmo dovuto fare all'inizio della giornata sarebbe dovuta essere quella di invocare lo Spirito Santo. Diceva: “Voi non sapete chiedere. Chiedete lo Spirito Santo e avrete tutto”.

         Finisco con un'altra riflessione. Immediatamente dopo aver dato il suo consenso all'Arcangelo per essere madre del Figlio dell'Altissimo, lo Spirito Santo si posò sopra Maria di Nazareth e la ricoprì con la sua ombra e la spinse ad andare in fretta dalla sua parente Elisabetta. Quali furono le conseguenze di quella visita della Madre del Signore? Per la sola presenza della Vergine Madre, appena lei salutò Elisabetta, lo Spirito si diffuse sopra colei che era stata sterile e sopra il figlio che stava aspettando. Lo Spirito Santo riempì di gioia colui che diventò poi il Battista, il precursore di Gesù e lo unse. Il bambino, come profetizzato dall'Angelo, fu pieno di Spirito Santo nel seno di sua madre. Ma, la scena non termina qui ma segue piena di Spirito Santo, perché per lo stesso Spirito Elisabetta riconobbe nella sua giovane parente niente meno che la Madre del suo Signore proclama il suo canto di lodi a Dio.
         La riflessione è soprattutto un invito per i nostri fratelli separati, per i protestanti, che hanno la sola Scrittura come fonte di rivelazione. L'invito è che meditino questo passaggio del Vangelo di Luca. Chi è Maria e chi sono io. Maria non è una donna come le altre, non è simile a noi in gerarchia e dignità né per elezione né per preparazione né per missione. Elisabetta disse e con lei tutti noi diciamo, a partire dallo Spirito, chi sono io perché la Madre del mio Signore venga da me. Tutti lo diciamo. Lei, inviata dal suo Altissimo Figlio, viene a noi per portarci la salvezza nel Salvatore. Anche in noi grandi cose farà Dio se noi ci apriamo a questi messaggi del Cielo nella docilità dello Spirito Santo. E costantemente faremo esperienza dell'orgoglio di essere figli di Dio, che è la gioia del battezzato.


P. Justo Antonio Lo Feudo
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Messaggio di Maria Regina della Pace. Medjugorje. 25 Settembre 2012.

Cari figli! Quando nella natura guardate la ricchezza dei colori che l'Altissimo vi dona, aprite il cuore e con gratitudine pregate per tutto il bene che avete e dite: sono creato per l'eternità e bramate le cose celesti perché Dio vi ama con immenso amore. Perciò vi ha dato anche me per dirvi: soltanto in Dio è la vostra pace e la vostra speranza, cari figli. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

         Dio ha colorato la natura e l'ha fatta così varia e ricca perché infinito è il suo amore, e ce l'ha donata non solo perché ne facciamo un buon uso ma anche perché con essa possiamo deliziarci.
         Ogni fiore, ogni foglia, ogni essere partecipa e riflette qualcosa della bellezza di Dio.
         Per questo, con il salmista ci meravigliamo nel vederci così amati. Poiché l'uomo “l'hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato: gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi….Signore, nostro Dio, quant'è grande il tuo nome su tutta la terra !” (Cf. Sal 8).
         Contemplare il creato e meditare sulla nostra esistenza deve necessariamente aprirci il cuore e mettere in moto in noi il ringraziamento che sfocia nella preghiera.
         Il nostro destino non è la terra né la morte ma l'eternità. Siamo stati creati per essere salvati attraverso Gesù Cristo (Cf. 1 Ts 5:9).
         Il 2 luglio scorso la Madre di Dio ci incitava a riflettere sulla transitorietà di questa vita sulla terra e ci esortava a meditare sull'eternità e la felicità eterna della quale si beneficiano solo coloro che credono nell' amore illimitato di Dio e accolgono la sua salvezza. La Vergine ci interpella dicendo: “Cosa desiderate? Per quale cammino desiderate andare?”. Il cammino, diceva, è quello della purezza dell'anima.
         E' il cielo la nostra meta e per raggiungerlo il nostro cuore deve essere puro. “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio” (Mt 5:8).
         Desiderare il cielo significa cominciarlo già a viverlo qui, è –guardando con occhi puri la creazione- intravvedere la Somma Bellezza che un giorno incontreremo e che sarà l'amore infinito e eterno. Significa conoscere che solo Dio è il Bene Supremo, la nostra felicità perfetta. Noi sapremo allora in chi avremo riposto la nostra fede (Cf. 2 Tim 1:12). Perché Dio è la nostra Pace e in Lui è riposta tutta la nostra speranza.

P. Justo Antonio Lo Feudo
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Messaggio di Maria Regina della Pace. Medjugorje. 25 Ottobre 2012.

Cari figli! Anche oggi vi invito a pregare per le mie intenzioni. Rinnovate il digiuno e la preghiera perché satana è astuto e attira molti cuori al peccato e alla perdizione. Io vi invito figlioli alla santità e a vivere nella grazia. Adorate mio Figlio affinché Lui vi colmi con la Sua pace e il Suo amore ai quali anelate. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Anche oggi vi invito a pregare per le mie intenzioni. Rinnovate il digiuno e la preghiera perché satana è astuto e attira molti cuori al peccato e alla perdizione.
         Mentre nella Chiesa è abitudine stare zitti e sono pochi quelli che parlano di satana, dell'inferno, delle azioni diaboliche e di come arrestarle, la nostra Santissima Madre continuamente ci avverte circa l'azione demoniaca e ci dice come combatterla.
         Ci è stato detto, e con ragione, che riguardo satana e i demoni si può incorrere in due gravi errori: mai menzionarlo e con ciò contribuire alla strategia del Nemico – che è quella di far credere che non esiste e che nemmeno esiste l'inferno, che tutto è remora di tempi di ignoranza – oppure il contrario, vale a dire attribuire al demonio un potere praticamente assoluto dandogli così importanza, poiché lo si trasforma in una specie di secondo dio.
         Quest'ultima è grave eresia, perché satana è una creatura, certamente potente, ma mai lo si può paragonare a Dio, a Colui al quale sta sottomesso.
         La Santissima Vergine è la potentissima nemica dell'Avversario di Dio e degli uomini, il Dragone o il serpente antico o Diavolo o satana (Cfr. Ap. 12:9). Dinanzi alla sua presenza il demonio fugge. Lei, Colei che schiaccia la testa al Superbo Nemico (Cfr. Gn 3:15) ricorda, a noi suoi figli, come combattere satana, come impedirgli che si approfitti delle nostre ferite e debolezze.
         Come? Semplicemente rinnovando la preghiera e il digiuno che significa rafforzare la preghiera disanimata e riprendere il digiuno se lo si era lasciato.
         Nell'episodio del giovane posseduto (Mc 9:17ss) – che i discepoli di Gesù non poterono esorcizzare dal demonio che lo teneva schiavo e che già in altre occasioni voleva ucciderlo – dopo che il Signore lo aveva scacciato, i suoi discepoli gli domandarono perché loro non ci erano riusciti. Il Signore risponde loro che certi demoni non è possibile scacciarli se non con preghiera e digiuno (Cfr. Mc 9:29).
         Satana si combatte con la preghiera e con il digiuno. Con la preghiera del cuore e il digiuno del cuore. Vale a dire mettendo il cuore nella preghiera e nel digiuno, poiché entrambi sono rivolti e offerti a Dio.
         E' con il potere di Gesù Cristo, per la preghiera, insieme al digiuno, sacrificio offerto al Signore, che satana viene allontanato.
         Preghiera e digiuno vanno insieme. La preghiera aiuta a digiunare e il digiuno potenzia la preghiera. Quando una persona prega e digiuna con il cuore in esso regna solo Dio e non vi è posto per il Nemico.
         Sembrerebbe che in questo messaggio la Santissima Vergine si riferisca all'azione ordinaria del Demonio, che è la tentazione con la quale attira le anime al peccato che allontana da Dio e le porta alla distruzione e perdizione finale. Tuttavia oggi più che mai ci avverte affinché non cadiamo vittime dell'azione straordinaria del Demonio che trova spazio quando , per esempio, diverse volte si cade in peccato grave; quando la tentazione è di ottenere poteri o soddisfare desideri impuri o si ricorre alla magia di qualsiasi tipo; quando si incorre nell'esoterismo o nell'occultismo perché in questi casi si aprono porte di accesso a satana cadendo così nei suoi artigli e finendo sempre col soffrire di mali maggiori che si manifestano in queste azioni straordinarie e che portano a richiedere l'intervento dell'esorcista (1). In questi casi – che si verificano quando le chiamate della Madonna non sono ascoltate o vengono ignorate – la prima cosa è fare l'immediata rinuncia a queste pratiche e a satana, l'istigatore e farlo nell'ambito di una confessione sacramentale col proposito di intraprendere una vita di intensa conversione a Dio. Solo così l'esorcismo o le preghiere di liberazione fatte dal sacerdote saranno efficaci. La lotta potrà arrivare ad essere dura, il combattimento lungo nel tempo, ma mai, anche chi avesse commesso gravi peccati e si è compromesso in pratiche sataniche deve perdere la speranza perché Dio è l'unico Onnipotente e può, per la sua onnipotenza, trasformare il male in un bene molto maggiore di quello immaginato.
         Il Padre Emmanuel Dumont nel suo libro di demonologia pastorale (2) scrive: “Come il demonio si oppone con tutte le sue forze alla nostra santificazione, è un fatto che Dio si serve di lui per farci avanzare nelle profondità della vita spirituale attraverso un cammino di purificazione, di fede e di speranza. E' così che molti si svegliano e si trasformano in ferventi credenti grazie agli attacchi demoniaci, riscoprendo l'importanza dei sacramenti e della preghiera, come anche di altri strumenti di combattimento spirituale (la parola di Dio, il digiuno e la vigilia, l'elemosina, la devozione mariana)”.
         Può essere che la persona che si vede molto colpita dalle azioni disturbanti del Nemico ricorra alla Chiesa e cerchi un sacerdote con la sola e unica idea di togliersi il male che la tormenta.
         Come colui che cerca un rimedio solo per stare meglio, e nient'altro, e pretenda far un uso solo strumentale di un sacramentale, come la preghiera di liberazione o quella di esorcismo. Può succedere che pensi che i sacramenti sono come una medicina che si prende per il tempo che permane la malattia e poi la si dismette, senza rendersi conto che la radice di tutto il suo male sta nel suo allontanamento da Dio e che il suo problema solo si risolve avvicinandosi a Lui, al suo amore. In questi casi, è compito del sacerdote non solo procurargli sollievo e la liberazione ma portarlo all'incontro con Cristo, il Salvatore. Il sacerdote dovrà aiutarle ad incontrare il cammino di fede e di speranza verso Cristo vittorioso dal male attraverso la Croce e a fare esperienza dell'amore del Signore che lo guarirà e salverà. A mano a mano che la persona recupera la speranza mette in prospettiva e relativizza l'azione del demonio, vuol dire da all'azione malefica la sua vera dimensione che prima assolutizzava e ciò avverrà in virtù della certezza che Dio riverserà il male in bene in lei.
         Per questo, la questione non è tanto sapere da dove viene il male ma di porre in evidenza il cammino di grazia che gli si sta offrendo. Questo è un cammino di conversione e la conversione implica preghiera e piena aderenza ai sacramenti così come all'adorazione. Si tratta, in definitiva, di spostare lo sguardo dal male patito a Gesù Cristo, con la coscienza che è una prova dalla quale bisogna uscirne con una maggiore fede e un maggior amore.
         Il potere liberatorio, sia dalle azioni ordinarie di tentazione e anche di discordia per fraintendimenti e di incitamento ai litigi, che da quelle straordinarie, sta – vale la pena di ripeterlo – nei sacramenti e nell'adorazione. Giacché quando nostra Madre ci dice:

Io vi invito figlioli alla santità e a vivere nella grazia.
         
Ciò che sta dicendo è che viviamo una vita sacramentale, con buone e frequenti confessioni (3), partecipazione assidua alla Messa (4), insieme alla preghiera quotidiana, principalmente il Rosario giornaliero. Pregare al mattino e alla notte. La preghiera deve essere la porta che apre e chiude il giorno. Pregare di più e meglio, con serietà, con la pace del cuore riconciliato con Dio e con l'altro (il perdono prima di tutto). Decidere di cercare sempre la volontà di Dio in tutto e obbedire ai Comandamenti di amore (Dt 5:1-22; Mt 5:6-7). Digiunare, come lo chiede la Santissima Vergine, i mercoledì e i venerdì a pane e acqua (5). Rinunciare alle banalità, vanità e frivolezze. Vestirsi decentemente. Fare attenzione a non guardare per TV o Internet ciò che potrebbe essere nocivo come scene erotiche, pornografia, violenza. Digiunare con il cuore, come richiede nostra Madre. Nutrirsi con la meditazione della Parola di Dio, gli insegnamenti dei santi (6) e della Chiesa.

Adorate mio Figlio affinché Lui vi colmi con la Sua pace e il Suo amore ai quali anelate.
         
Alla preghiera e al digiuno, Lei aggiunge l'adorazione a suo Figlio, ossia l'adorazione eucaristica (7). L'adorazione ci permette di approfondire il mistero, avere incontri più profondi con il Signore, più prolungati e duraturi di quelli che abbiamo nelle celebrazioni eucaristiche, e così, nella misura in cui entriamo nella sua intimità Lui entra nella nostra. Perché adorare è penetrare nel mistero dell'amore di Dio, che è la sua intimità più profonda e lasciarsi penetrare dal suo amore.
          Di questa vicinanza a Dio in Gesù Cristo ci arriva la pace e si riceve l'amore perché nell'adorazione si accede alla fonte dell'amore e della vita.
         Tutti, anche quelli che non sono coscienti di ciò, desiderano la pace e l'amore. L'unica pace vera è quella che non viene dal mondo ma da Gesù Cristo (Cfr. Gv 14:27). Tutti aspirano all'amore, al sentirsi amati e poter amare e questo amore viene dall'unica fonte inesauribile che è la stessa fonte di acqua viva: Gesù Cristo, il Signore. Questo è il dono di Dio che è alla portata di tutti. Di tutti coloro che si comunichino con Lui attraverso la preghiera e lo adorino in spirito e verità (Cf. Gv 4:10s).

P. Justo Antonio Lofeudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org
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(1) Le azioni straordinarie del Demonio sono la ossessione diabolica (un caso tipico è quando la persona sente interiormente una voce o qualcosa che lo spinge a commettere il suicidio o ad ammazzare), la oppressione o vessazione diabolica (è l'azione esterna e fisica contro la persona, questa la subirono santi della portata di P Pio e del santo Curato D'Ars), l'infestazione diabolica (è sopra gli oggetti, sopra le case), e la possessione diabolica (quando prende possesso del corpo della persona, questo caso richiede l'esorcismo). Se ne può essere vittima se la persona si è data a pratiche esoteriche, occultismo, tarocchi, pratiche come il reiki e altre, ma anche senza diretta partecipazione ma come conseguenza di altre cause. La protezione è sempre quella di vivere in grazia di Dio, come ci esorta nostra Madre in questo messaggio.
(2) Emmanuel Dumont, Louis Pelletier, “Demonologie pastorale e pratique de la prière de liberation”, in Combattre le démon, histoire, thèologie, pratique. Èditions de l'Emmanuel, 2011, pag. 205
(3) Chiese che la confessione fosse almeno mensile e per i consacrati settimanale. Le persone divorziate che vivono in un'altra coppia possono accedere ai sacramenti se decidono di vivere come fratelli.
(4) Se fosse possibile giornalmente e, ovviamente, non saltare quella domenicale o di precetto.
(5) Coloro che non possano per ragioni mediche potranno sempre fare qualche sacrificio nel mangiare, privarsi di qualcosa che piace.
(6) Le uniche letture a cui fece riferimento e che raccomandò la Regina della Pace in tutti questi 30 anni e più di apparizioni a Medjugorie, furono le Sacre Scritture (lettura quotidiana) e la vita dei santi.
(7) Non c'è miglior esorcismo per un luogo che avere adorazione e specialmente perpetua, che significa incessante.


 

Messaggio di Maria Regina della Pace. Medjugorje. 25 Dicembre 2012.

La Madonna è venuta con Gesù bambino tra le braccia e non ha dato messaggio,  ma Gesù bambino ha iniziato a parlare  e ha detto: “Io sono la vostra pace, vivete i miei comandamenti”. La Madonna e Gesù bambino, insieme, ci hanno benedetto con il segno della croce.


COMMENTO

         Questo messaggio non ha precedenti. In tutti gli anni, da quando la Vergine iniziò a dare messaggi il 25 (1) di ogni mese, mai smise di parlarci. Qualche volta ci disse molto laconicamente “pregate, pregate, pregate”. Ma mai mancò al suo impegno di parlarci in queste date. Mai, da 31 anni e mezzo ovvero dall'inizio delle apparizioni, ci fu un solo messaggio di nostro Signore (2). Dunque ora non solo la Vergine non parla ma colui che lo fa è suo Figlio.
         Tutto questo ci può far pensare di essere davanti alla fine di un periodo o chissà che siamo già vicini alla fine stessa dei messaggi.
Non è da scartare che questa impressione possa essere condizionata perché, come si era detto, tra poco Roma dirà qualcosa in merito ed è da supporre che farà qualcosa anche nei confronti di Medjugorje. Vale a dire che il Vaticano potrà decidere qualcosa di diverso a ciò che siamo abituati a vedere e a vivere.
         Questo messaggio, nella sua forma e contenuto, ci darebbe motivi per pensare ad una cambiamento radicale a partire da ora e il primo indizio sarebbe appunto questo cambiamento cioè in Colui che da il messaggio.

         Almeno due sono le ipotesi che confermerebbero il pensiero che siamo davanti alla fine del tempo di Medjugorje. Entrambe le ipotesi nascono dallo stesso messaggio.
         Il primo per una certa simmetria fra il primo messaggio della Regina della Pace del 26 giugno 1981 e questo ultimo. E' come se si trattasse dell'apertura e della chiusura di un tempo speciale, che il Cielo ci ha concesso.
         In effetti, la prima volta che la Santissima Vergine parlò a Medjugorje fu per dirci: “ Pace, pace e solo pace. Deve regnare la pace fra l'uomo e Dio e fra gli uomini ”. E poi si fece conoscere come Regina della Pace, venuta –come inviata di suo Figlio- a portarci la pace che è il cammino di riconciliazione con Dio e fra di noi.
         Senza alcun dubbio questi 32 anni circa sono stati, per coloro che hanno accolto i messaggi e li hanno vissuti e li vivono, una scuola di conversione quotidiana verso Dio, di conseguente crescita spirituale personale e di propagazione della fede rinnovata; totalmente in accordo con gli insegnamenti del Magistero e della tradizione della Chiesa, come lo attestano i tanti gruppi di Medjugorje in tantissime parrocchie e diocesi del mondo che hanno ravvivato la preghiera e l'adorazione al Santissimo.
         La Vergine è venuta a parlarci dell'essenziale e a ripeterlo, perché molte volte non ne prestiamo attenzione e perché la sua intenzione è di mettere in luce l'importanza di ciò che ci chiede di fare.
         Ora, è il Figlio che ricapitola tutto quanto detto da sua Madre in questo suo messaggio. Ci sta dicendo “ questa pace alla quale mia Madre vi chiamava sono Io. Questa pace viene dal fare ciò che Io vi comando di vivere”. “Lei vi ha detto ciò che vi doveva dire e siccome è vostra Madre, l'ha detto non una ma moltissime volte rimanendo con voi per tutto questo lunghissimo periodo”.
         Tante volte ha ripetuto i messaggi per i quali molti, confondendo le cose, hanno disprezzato questa grazia sovrabbondante del cielo perché dicevano che la Vergine non può parlare tanto, né ripetersi tanto, né – sono arrivati anche a dire- tanto scontate e banali. Coloro che la pensavano e la pensano così non comprendono la gravità dei tempi che stiamo vivendo e neanche il perché la Vergine è venuta ed è rimasta tanto tempo con noi e ci ha condotto per mano mese dopo mese.

         L'altra ragione, per la quale si avrebbe l'impressione di un congedo o almeno di un finale vicino, è nella risonanza delle parole del Bambino Gesù: “Io sono la vostra pace, vivete i miei comandamenti”. Il Signore, nel momento del suo addio ai suoi discepoli menziona anche la pace, la sua pace, insieme ai comandamenti che dà a loro. Lo incontriamo nei capitoli 13 e 14 del Vangelo di san Giovanni, quando dice loro: “Figlioli ancora per poco sono con voi….Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri”. (Cfr. Gv 13:33-34). E poi aggiunge: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace; non come la da il mondo. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore” (Gv 14:27).
Non sembrerebbe casuale questo parallelismo. Se le parole sono le stesse è da prendere in considerazione che la circostanza sia la medesima.

         Questa apparizione presenta un altro elemento molto importante e che dobbiamo considerare: Colui che da il messaggio è Gesù ma Bambino, in braccio a sua Madre. E' lo stesso Dio che viene nel Bambino, il piccolo Figlio di Maria, per non farci paura e darci fiducia, per permetterci di avvicinarci e affinché possiamo anche accoglierLo. Non viene come Giudice severo ma le sue parole sono piene di autorità, dell'autorità di Dio. E come Dio, Dio vicino, ci dice:

Io sono la vostra pace
         Nessuno che non sia Dio, può darci la pace perché la pace è un dono che viene da Gesù Cristo. Noi non possiamo generarla da noi stessi né la pace è la semplice conseguenza di circostanze favorevoli.
         La cosiddetta pace del mondo è una sorte di tregua, mai piena, sempre condizionata, fragile superficiale, e alla quale si sa che seguirà poi l'ostilità che la interromperà.
         La pace che offre il mondo non è la pace del cuore ma una certa tranquillità che non ha le radici che affondano nel cuore. Per il mondo avere pace è non avere ostilità, godere di salute, del benessere materiale. Questo, quando e se si avvera, si presenta in un ambiente di calma generale, precisamente quando la gente più si dimentica di Dio e inoltre è per natura effimero. Il fatto che le circostanze siano tutte favorevoli non toglie l'orizzonte della malattia e della propria morte e delle persone vicine e care che, davanti alla mancanza di Dio, provoca angustia.
         La pace di Cristo è totalmente differente, perché Lui stesso è la pace. Perché è il nostro Salvatore, Colui che ci riscatta dalle nostre paure e solitudini, Colui che da risposta alla nostra vita, per aver dato la risposta definitiva alla morte vincendola con la Resurrezione. Per questo, ci redime dalle nostre piccole e grandi morti –che sono i nostri peccati- e per questo la morte non ha il potere di cancellare la vita che si vive in Cristo. “Dov'è o morte, la tua vittoria? Dov'è o morte il tuo pungiglione?” (1 Cor 15:55).
         Ho pace nella misura in cui sono unito a Cristo, ancorato in Cristo, in cui Lui è il Signore della mia vita. Ho pace nella misura in cui non mi allontano dai suoi comandamenti.

Vivete i miei comandamenti
         Alcuni fra i suoi contemporanei lo accusavano che il suo insegnamento andava contro la Legge che Dio aveva dato loro tramite Mosè. Lui rispondeva loro: “ Non pensate che io sia venuto per abolire la Legge o i Profeti. Non sono venuto per abolire, ma per dare pieno compimento ” (Mt 5:17).
         E poi, perché si capisca bene che nemmeno un solo iota o un solo trattino della Legge passerà senza compimento, così prima diceva: “Avete inteso che si è detto agli antichi..”, per poi aggiungere: “Ma io vi dico …” (Cfr. Mt 5:21 ss). Con ciò manifestava un maggior rigore, una superiore giustizia derivante dall'esigenza di amore. Ossia il Signore non venne ad addolcire la Legge, ma a esigere che si compia nella sua totalità. Proprio ora (è importante ricordarlo) Lui non fa sconti sui suoi comandamenti come chiedono e esigono alcuni gruppi nella Chiesa che si ribellano al Magistero, con la scusa o la pretesa che è necessario che gli stessi comandamenti si adeguino al momento in cui si vive. Il Signore in cambio ci chiede di sopportare il giogo della Legge, che riassume nei comandamenti dell'amore a Dio, al di sopra di tutte le cose e all'altro come a se stessi. E' il giogo soave dell'amore, è il carico che Gesù Cristo ci alleggerisce.
         L'essenziale è l'amore e dalla risposta di amore viene la pace che Cristo ci dona. E' inutile cercare la pace e la felicità se ci allontaniamo da Lui, se rifiutiamo il suo amore.
         Vivere i comandamenti significa vivere l'amore fino a raggiungere l'altro, talvolta oggi lontano da Dio e da noi, per avvicinarlo, farlo prossimo , attirandolo con la nostra intercessione e testimonianza. Significa far conoscere l'amore, far conoscere Cristo a chi non lo conosce, a chi non conosce l'amore di Dio.

         Il messaggio oggi non termina con il ringraziamento che sempre ci dà nostra Madre per aver risposto alla sua chiamata. Oggi, la nostra risposta deve essere quella di vivere i comandamenti per ricevere la pace del Signore. Al posto del ringraziamento riceviamo la benedizione della Madre e del Bambino.
         Da questo Bambino che è la Buona Novella che attraversa i tempi e gli spazi. Da questo Bambino, “Figlio dell'Eterno Padre e vero uomo, nato da Maria che, pur essendo Madre non perde la sua verginità. Chiamato Messia e Cristo, Salvatore atteso dagli uomini. Lui, che è la Via, la Verità e la Vita è in mezzo a noi.”
         “Gloria a Dio nel cielo e pace in terra agli uomini che Dio ama.Venite adoriamo il Salvatore” (3) in questo santo Natale.

P Justo Antonio Lofeudo
PS: Ora attendiamo il messaggio del 2 di gennaio che darà a Mirjiana
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(1)  Proprio all'inizio la Madonna dava messaggi tutti i giorni, poi tutti i giovedì fino all'8 gennaio del 1987 a da allora tutti i 25 di ogni mese.
(2)  La Vergine apparve una volta mostrando Gesù nella sua Passione e in tutti i Natali portando il Bambino, come lo fece la prima volta, quella del 24 di giugno 1981. Tuttavia messaggi di Gesù Cristo non ce ne sono stati fino ad ora.
(3)  Dalla Calenda di Natale della Messa del gallo.


 

Messaggio di Maria Regina della Pace. Medjugorje. 25 Febbraio 2013.

"Cari figli! Anche oggi vi invito alla preghiera. Il peccato vi attira verso le cose terrene ma io sono venuta per guidarvi verso la santità e verso le cose di Dio ma voi lottate e sprecate le vostre energie nella lotta tra il bene e il male che sono dentro di voi. Perciò figlioli, pregate, pregate, pregate affinché la preghiera diventi gioia per voi e la vostra vita diventerà un semplice cammino verso Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

COMMENTO

         Mi si permetta di iniziare con una riflessione personale nella speranza che serva anche agli altri fratelli. La riflessione in questione è la seguente: nel ricevere il messaggio della Santissima Vergine il primo confronto che dovrei fare è con me stesso. So molto bene che non va indirizzato agli “altri” ma a “noi”, vale a dire anche e soprattutto a me stesso. Per questo, devo lasciarmi interpellare dal messaggio senza opporre resistenza nè alcuna scusa. In questo caso sono obbligato a vedere in cosa e quanto sono attaccato alle cose terrene e quanto peccato nascosto ancora vi è in me.

         
In ognuno di noi si genera costantemente un combattimento spirituale giacchè per nostra natura caduta abbiamo una tendenza al peccato, chiamata concupiscenzia, che sarebbe questa propensione -che ci viene dal peccato originale- di fare il male. A cio' costantemente si aggiunge l'azione del Tentatore, che conosce le nostre debolezze e ci presenta come buono e appetibile ciò che è essenzialmente cattivo. E tuttavia non desiderando fare o farci del male se l'attrazione è grande, se il peccato è radicato ci possiamo ritrovare, senza desiderarlo, complici del Demonio e vittime di noi stessi. Quante volte ritardiamo l'inizio di un vero cammino di conversione o ben si nasconde la persona nel male e non si cerca subito la riconciliazione con Dio, la stessa salvezza –perchè di questo si tratta- perchè c'è un piacere o un'attrazione verso quel male per cui non lo si vuole lasciare? Il chiudersi in se stessi rimanendo nel peccato o nascondendolo al confessore dà potere al Nemico perché possa compiere la sua opera di distruzione. Chi non confessa il suo peccato rimane sotto il dominio dello Spirito del Male che opera nell'oscurità e nella solitudine per la perdizione dell'anima, invece che al contrario ricorrendo al sacramento in cerca del perdono di Dio fa in modo che questo potere delle tenebre sia annientato davanti alla luce di Cristo. In questo modo riconosce nel sacramento il potere della sua Misericordia e Lui come unico Signore e Salvatore.

         
La Santissima Vergine ci esorta a svegliarci alla nostra realtà davanti a Dio, a essere vigilanti per poter rilevare la zizzania che si radica nei pensieri, nelle attitudini e naturalmente nelle azioni.
         
La preghiera non può condurre alla gioia se il cuore si sporca nel peccato. Il peccato porta tristezza. Per raggiungere questa preghiera che si trasforma in gioia occorre purificare il cuore in ogni confessione preceduta da un vero esame di coscienza e unita alla contrizione necessaria per raggiungere il perdono di Dio. Nel momento della confessione sacramentale il male rimane allo scoperto, la persona si riconcilia con Dio recuperando la sua amicizia e insieme al perdono si riceve la grazia – del rafforzamento della volontà- necessaria alla lotta contro le tentazioni e la ricaduta in quel male. Esattamente per questo, davanti al peccato commesso, non ci devono essere ritardi nel ricorrere alla confessione perché più tempo passa maggiore è il dominio del male sopra la persona. Al sacramento della confessione si deve giungere col cuore contrito e con sinceri propositi di correzione. Questa contrizione non è altro che l'anima addolorata per il peccato commesso che detesta.
         
Vale a dire che colui che va con questa disposizione accusa se stesso; non va dal confessore – come ahimè accade di solito- per auto giustificarsi né per accusare gli altri. Il penitente è colui che si assume la sua propria responsabilità per il male commesso e che confessa tutti i peccati gravi (mortali) che non ha confessato prima.

         
Davanti e sopra alla realtà del male c'è la grazia e la chiamata di Dio al bene e alla santità. Questa chiamata persiste anche quando il cuore è indurito e sporco e la coscienza soffocata per la contumacia nel peccato. Per Dio, come anche per nostra Madre del Cielo, nessuna vita è definitivamente persa, ogni fallimento è suscettibile di correzione e la tristezza e il lamento possono trasformarsi in perenne gioia e ringraziamento a Dio.

         
Fra noi e la santità si alza il muro dell'io, dell'egoismo, dell'orgoglio, dell'invidia, perfino del vittimismo che fa in modo che la persona, per qualsiasi ragione, si veda sempre vittima di altri.
         
E' per questo che la strada per vivere i messaggi, anzi per vivere lo stesso messaggio evangelico, è quella dell'umiltà e della verità sopra se stessi.
         
Chi si chiude in se stesso, nel suo ego, anche quando recita la sua preghiera si eleverà poco e quando reciterà “liberaci dal male” del Padre Nostro penserà al male che potrà succedergli o venire dagli altri e non si accorgerà che tale richiesta va indirizzata prima di tutto al male che è nel suo cuore e al male fatto agli altri e che ferisce Dio.
         
Impedire che la zizzania del cuore si radichi e che , in cambio, cresca il buon grano dipende dai nostri sforzi e dall'accogliere la grazia resistendo al male.

         
Questa è la lotta spirituale che ognuno deve fare sapendo che è assistito e sostenuto dalla grazia.
         
Tuttavia questa lotta trascende la persona poiché è soltanto una parte di un altro combattimento maggiore per le nostre anime che è la lotta della Santissima Vergine , Nostra Madre, la Donna vestita di sole e coronata da dodici stelle, contro il Dragone. Questo è il dramma che nel nostro tempo si presenta con maggior forza (e con molta evidenza, per chi vuole vederlo) come mai prima nella storia. Per questo, perché Satana è molto più attivo e aggressivo che mai, perché si è infiltrato nello stesso santuario e attacca furiosamente da dentro e fuori della Chiesa, la Madre di Dio e Madre nostra si manifesta con la sua presenza riassicuratrice – da tanto tempo e con tanta insistenza- con la vicinanza che ci trasmette nei suoi messaggi. Non dice cose nuove e ripete molto ciò che ha già detto perché comunque sia tutto stato detto, tutto anche deve essere ricordato e tutto ancora da fare.
         
Il messaggio che più abbiamo ascoltato è stato quello sulla preghiera. Ognuno di noi deve rispondere a se stesso su quanto è avanzato nella preghiera. Perché non si tratta solo di quantità ma di qualità della preghiera.
         
Lei ci chiede quella preghiera che diventa vita. La preghiera per la quale respira l'anima e senza la quale non si può vivere. La preghiera di colui che mantiene lo sguardo costantemente verso l'Alto e il cuore desideroso di Dio. “Pregate, pregate, pregate fino a che la preghiera si trasformi per voi in gioia”, ripete ora.
         
Forse ci potrà chiamare l'attenzione che in un tempo così difficile per la Chiesa e per il mondo, in momenti in cui i cristiani sono perseguitati e specialmente i cattolici lo saranno ancora di più, Lei ci parla di gioia. Il possibile stupore si dissipa quando si vede che non c'è nessuna contraddizione tra il messaggio e le circostanze nelle quali viviamo e che le dovremo vivere perché il messaggio sta a significare l'affermazione della grazia.
         
Teniamo sempre presente –ne avremo abbastanza bisogno di questo- che la Regina della Pace ci ha detto: “Chi prega non teme il futuro e chi digiuna non teme il male”.
         
E' la grazia di Dio, alla quale la Santissima Vergine insistentemente ci chiama, ciò che fa che la preghiera si trasformi in gioia per essere incontro celestiale e certezza di beni futuri.

         
Il Santo Padre, nella sua ultima udienza generale di oggi, 27 febbraio, ci ha chiesto: “Vi supplico che vi ricordiate di me nella vostra preghiera e che continuiate a chiedere per i Signori Cardinali, chiamati al delicato compito di eleggere un nuovo Successore alla Cattedra dell'apostolo Pietro. Imploriamo tutti l'amorosa protezione della Santissima Vergine Maria, Madre della Chiesa”.
         
Cari fratelli, preghiamo tutti, con il cuore aperto e il Rosario in mano, per il nostro caro Benedetto XVI, per i Cardinali elettori invocando in tutto la protezione di nostra Madre e Madre della Chiesa.

P. Justo Antonio Lofeudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org


 

Riflessioni sui messaggi del 18 e il 25 marzo 2013

18 marzo 2013

“Cari figli! Vi invito a benedire il nome del Signore con fiducia totale e gioia e a ringraziarLo col cuore di giorno in giorno per il grande amore. Mio Figlio, attraverso questo amore dimostrato con la croce, vi ha dato la possibilità che tutto vi sia perdonato, cosicché non abbiate a vergognarvi, a nascondervi e per paura a non aprire la porta del proprio cuore a mio Figlio. Al contrario, figli miei, riconciliatevi con il Padre celeste perché possiate amare voi stessi come vi ama mio Figlio. Quando comincerete ad amare voi stessi, amerete anche gli altri uomini e in loro vedrete mio Figlio e riconoscerete la grandezza del suo amore. Vivete nella fede! Mio Figlio tramite Me vi prepara per le opere che desidera fare tramite voi, attraverso le quali desidera glorificarsi. RingraziateLo. In modo particolare ringraziateLo per i pastori, vostri intermediari nella riconciliazione con il Padre Celeste. Io ringrazio voi, i miei figli. Vi ringrazio.”

25 marzo 2013

"Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito a prendere fra le mani la croce del mio amato Figlio Gesù e a contemplare la Sua passione e morte. Le vostre sofferenze siano unite alla Sua sofferenza e l'amore vincerà, perché, Lui che è l'Amore, ha dato se stesso per amore per salvare ciascuno di voi. Pregate, pregate, pregate affinché l'amore e la pace comincino a regnare nei vostri cuori. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

         Questi due messaggi sono in gran parte complementari e questo permette di offrire una riflessione unica e comune. La Santissima Vergine parla durante il periodo liturgico della Quaresima, tempo speciale di grazia, e lo fa all'interno dell'arco di tempo esistenziale nel quale viviamo. Perché siamo coscienti che viviamo un tempo di grazia speciale nel quale il Cielo – quando la confusione e il male desiderano dominarlo completamente- viene in nostro aiuto.
         Nella Quaresima, la liturgia ci conduce a una maggiore meditazione sulla Passione e la Morte del Signore. Meditare significa entrare nella profondità del mistero di questo insondabile amore che Dio ha per ognuno di noi. Questo amore è assolutamente gratuito e la nostra risposta ad una tale meravigliosa gratuità deve essere la gratitudine.
         Contemplando dalla fede, il corpo esangue di Cristo nella croce, sospeso fra cielo e terra, ci risulta evidente che quell'amore ha vinto il dolore e la morte (1). Ma la croce ci dice qualcosa di più ed è ciò che esprime nostra Madre quando ci invita ad unire la nostra sofferenza a quella di suo Figlio affinché anche le nostre siano motivo di redenzione. Ci sta dicendo che la sofferenza ha senso quando, unita alla croce, si rimette a Dio, perché il potere dell'amore di Dio lo accoglie e lo trasforma per renderlo fecondo, fonte di nuova vita.
         La croce è l'icona dell'amore e la fonte della nostra giustificazione nel perdono del Padre attraverso il sacrificio del Figlio. La Santissima Vergine ci dice: “Mio Figlio, mediante questo amore che dimostrò con la croce, vi ha dato la possibilità che tutto ci venga perdonato”. E questo è sempre un motivo di grande felicità.

         Davanti alla confusione regnante per la quale molti pensano che Dio sempre perdona e quindi per questo non ci si deve preoccupare per la salvezza o detto in altro modo, infine tutti si salvano, la Santissima Vergine ricorda una verità che dovrebbe essere elementare ma che purtroppo non lo è. Non dice che tutto ci sarà perdonato ma che abbiamo la possibilità che tutto ci sia perdonato.
         Da cosa dipende, allora, il perdono? Non da chi lo dona ma da colui che lo dovrebbe ricevere. Dipende dal pentimento e dall'accogliere la Misericordia Divina (2).
         D' altra parte, ci ricorda la Regina della Pace esistono muri che impediscono alla persona di ricorrere al confessore in cerca del perdono. Gli impedimenti che si devono immediatamente allontanare sono il vergognarsi e il nascondersi, come fecero i nostri padri Adamo ed Eva quando peccarono, e il timore che chiude la porta del cuore a Colui che sta chiamando.

         La riconciliazione passa attraverso la Chiesa e in concreto attraverso il sacerdote confessore. Ci sono coloro che tuttavia si negano di andare dal confessore perché si dicono che è solo un uomo, anche lui peccatore e così dicono che si confessano solo con Dio. Ma questa è una trappola del demonio perché la persona rimane con i suoi peccati e questi peccati non gli sono perdonati. San Giovanni Crisostomo diceva che il Padre ha rimesso tutto il giudizio nelle mani del Figlio e il Figlio, a sua volta, ha concesso questo potere ai sacerdoti. Il Signore diede alla sua Chiesa il potere di legare e di sciogliere . La Sacra Scrittura è chiarissima al riguardo. Nel capitolo 20 del Vangelo di san Giovanni leggiamo che Gesù Cristo appare da resuscitato ai discepoli e dopo aver dato la pace e aver detto che così come il Padre lo inviò, Lui invia loro “alitò su di loro e disse: “ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi ” (Gv 20:22-23).
         Così come Cristo fu inviato dal Padre, Lui inviò gli Apostoli e i suoi successori, non solo a predicare il Vangelo ma perché realizzassero l'opera di salvezza mediante il sacrificio dell'Eucaristia e degli altri sacramenti (Cf. Sacrosantum Concilium, 6) (3).
         Riconciliazione con Dio implica riconciliarsi con gli altri e con se stessi.
         “Riconciliatevi con il Padre Celeste perché possiate amare”, ci dice. Non si tratta di narcisismo ma di amarsi curando non solo il corpo ma soprattutto l'anima. Chi si ama sa di essere prezioso agli occhi di Dio e desidera rispondere a questo amore con amore. Questa risposta è la maggiore attenzione dell'anima perché è la risposta di santità. Riconciliarsi con Dio è riconciliarsi con se stessi. Chi non può amare Dio, detesta e si detesta. Chi cerca la misericordia di Dio riconosce la sua miseria ma questa miseria non rimane lì accusandolo, non lo segue sporcandolo, ma annullata dalla misericordia di Dio che si manifesta nel perdono sacramentale della confessione, rinnova la vita della persona e gli permette di vedere la bellezza non solo del creato ma di se stessa come creatura nella sua filiazione divina. Così è come ama se stessa perché ama ciò che Dio ha fatto e fa con lei. Così, recupera la serenità, la pace e l'allegria e la libertà di figlio di Dio.

         Senza sacerdoti non ci sarebbe la possibilità di riconciliazione. Per questo, chiede riconoscenza per i sacerdoti, che agendo nella Persona di Cristo, sono coloro che assolvono dal peccato che separa infinitamente dal Padre.
         Quando l'uomo sperimenta che i propri peccati gli sono stati perdonati, quando depone ai piedi della croce il peso che lo schiaccia e lo distrugge, quando il bagno nel sangue di Cristo lo purifica e lo giustifica e la sua tristezza si trasforma in sorriso di ringraziamento, la gratitudine spinge l'anima a lavorare per il bene degli altri, seguendo Cristo.
         Pregare e ringraziare. Pregare e non smettere di pregare ricercando il fine ultimo della preghiera che è la pace e l'amore che vengono da Dio.

Santa e Felice Pasqua perché Cristo è resuscitato, veramente è resuscitato!

P Justo A. Lo Feudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org

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(1) E' la stessa certezza che la fede ci indica nell'Eucaristia. L'Eucaristia è il segno della vittoria di Cristo e della sua presenza viva per sempre fra noi.

(2) L'assoluzione sacramentale presuppone contrizione del cuore, confessione dei peccati e promessa di riparazione. Se mancasse pentimento, se non si accettasse Gesù Cristo come Salvatore, se si ignorasse la misericordia di Dio manifesta nel sacrificio redentore del Signore, allora non ci sarebbe perdono ma condanna.

(3) La Chiesa Cattolica è colei che dispone nei sacramenti tutti i mezzi di salvezza e a questi dobbiamo ricorrere per essere salvati.


Messaggio di Maria Regina della Pace. Medjugorje. 25 Aprile 2013

"Cari figli! Pregate, pregate, soltanto pregate affinché il vostro cuore si apra alla fede come il fiore si apre ai raggi caldi del sole. Questo è il tempo di grazia che Dio vi da attraverso la mia presenza e voi siete lontani dal mio cuore. Perciò vi invito alla conversione personale ed alla preghiera in famiglia. La Sacra scrittura sia sempre l'esortazione per voi. Vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".


“Pregate, pregate, soltanto pregate”
         Questo inizio del messaggio ha bisogno di un importante avvertimento. Il senso delle parole della Santissima Vergine non sono di esclusione, ovvero non vuole dire “pregate, pregate, pregate e non fate altro che pregare”. Questa traduzione letterale, potrebbe, se fosse presa nel senso escludente, condurre ad errore. Quello che in realtà sta dicendo (1) è “pregate, pregate, non smettete di pregare”, “continuate a pregare, non vi fermate”.

“…affinché il vostro cuore si apra alla fede come il fiore si apre ai raggi caldi del sole”.

         Usando la similitudine –quella del fiore che si apre al sole- esprime la misura della preghiera che lei spera da noi: pregare fino a che il cuore si apra e si lasci penetrare dalla fede.
         Quando una persona decide di pregare in qualche maniera sta già aprendo il suo cuore. Nel dirigere la sua volontà verso l'incontro con Dio apre una fenditura all'azione dello Spirito santo. Questa persona non si appoggia sulla razionalità, su ciò che i sensi e la testa gli dicono, ma –senza abbandonare la ragione- si lascia illuminare dalla fede che viene dallo Spirito Santo ed è introdotta nel mistero di salvezza di Dio.
         L'opera della preghiera insistente è allora quella di aprire il cammino alla fede. La fede, a sua volta, renderà potente la preghiera. Tanto potente come per ottenere altre grandi grazie da Dio.
         Nelle narrazioni evangeliche vediamo che il Signore si lascia, diciamo, conquistare per la fede di colui che gli supplica un favore. Una e un'altra volta dice: “la tua fede ti ha guarito”, “la tua fede ti ha salvato” (2).
         Perciò, nessuno si nasconda dietro la scusa di non avere fede per pregare. Molte volte ascoltiamo che ci dicono : “Che fortuna che hai tu perché hai la fede!”. Non si tratta di fortuna ma di preghiera. Per avere fede occorre decidersi a incontrare Dio nella preghiera e se la fede è poca, allora, come gli apostoli, chiedere: “Signore, aumenta la nostra fede” (Lc 17:5).

         Con rispetto all'intensità e all' importanza della preghiera valga il seguente aneddoto interessante.
         L'Arcivescovo Angelo Comastri così ricordava un'incontro avuto con la Beata Madre Teresa di Calcutta:
         “Ella mi guardò con due occhi limpidi e penetranti. Poi mi disse:‘Quante ore prega ogni giorno?' Rimasi sorpreso di una simile domanda e provai a difendermi dicendo: ‘Madre, da lei mi aspettavo un richiamo alla carità, un invito ad amare di più i poveri. Perché mi chiede quante ore prego?'
         Madre Teresa mi prese le mani le strinse tra le sue quasi per trasmettermi ciò che aveva nel cuore; poi mi confidò: ‘Figlio mio, senza Dio siamo troppo poveri per poter aiutare i poveri! Ricordati: io sono soltanto una povera donna che prega. Pregando, Dio mi mette il suo Amore nel cuore e così posso amare i poveri. Pregando!'
         Non ho più dimenticato questo incontro; il segreto di Madre Teresa sta tutto qui. Ci siamo rivisti tante altre volte, ma ogni azione e ogni decisione di Madre Teresa li ho trovati meravigliosamente coerenti con questa convinzione di fede: ‘Pregando, Dio mi mette il suo Amore nel cuore e così posso amare i poveri. Pregando!'”.

“Questo è il tempo di grazia che Dio vi da attraverso la mia presenza”
         Questo è stato commentato molte volte: questo tempo di grazia che Dio ci concede si manifesta attraverso la presenza di nostra Madre, nelle sue apparizioni giornaliere da quasi 32 anni.
         Ma dopo averci fatto ricordare che è un tempo di grazia, dice qualcosa di tremendo:

voi siete lontani dal mio cuore.
         Sta dicendo che non è solo un tempo di grazia di cui noi non approfittiamo ma che siamo lontani dal suo Cuore. Nonostante tanta grazia versata in questi anni, nonostante la vicinanza unica della Madre di Dio nella storia, nonostante le sue chiamate persistenti alla volontà di Dio e della vergine di salvarci e affinché siamo veramente felici, nonostante tutto questo, noi siamo comunque lontani.
         Per molti di noi la prima reazione nel leggere questa parte del messaggio è stata quella di non sentirci inclusi. Tuttavia, parla a tutti noi. Dobbiamo accettarlo e ciascuno di noi si deve domandare “in cosa sono ancora lontano”. Lasciamoci interpellare per poter vedere in che misura “l'uomo vecchio” continua ad essere presente in noi.

“Perciò vi invito alla conversione personale ed alla preghiera in famiglia”.
         Nessuno può dire “sono già convertito”. Camminare verso Dio è compito di ogni giorno. E in questo compito la preghiera è fondamentale. La preghiera che apre la porta allo Spirito Santo che ci insegna a pregare, e intercede per noi che non sappiamo cosa ci conviene chiedere. (Cf Rm 8:26).
         La conversione implica una vita sacramentale, cioè confessione assidua dei peccati (almeno una volta al mese), Eucaristia frequente nella celebrazione (Messa) e nella visita al Santissimo (adorazione).
         In questo messaggio sottolinea la preghiera in famiglia, riferendosi soprattutto a quella del Rosario. La famiglia che prega unita rimane unita, dice il vecchio adagio che piaceva ripetere il Beato Giovanni Paolo II. Il Santo Rosario – come la Madonna già lo chiedeva al tempo di Fatima- deve essere recitato tutti i giorni. E tanto meglio se viene recitato in famiglia.

“La Sacra scrittura sia sempre l'esortazione per voi”.

         Dopo la recita giornaliera del Rosario, la Santissima Vergine a Medjugorie ha chiesto la lettura, anch' essa giornaliera della Sacra Scrittura e specialmente del Nuovo Testamento. La sua raccomandazione è di leggere e meditare ogni giorno un passo della Sacra Scrittura e metterlo in pratica.
         L'Eucaristia e la Parola di Dio devono essere il nutrimento della nostra vita spirituale e la preghiera l'aria attraverso la quale l'anima respira.

“Vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

         Riceviamo la benedizione materna di nostra Madre e Regina della Pace con il cuore aperto, perché attraverso essa troveremo rinnovate forze per proseguire su questo cammino di fede e di amore.

         Grazie Madre per non stancarti di chiamarci.

P Justo A. Lo Feudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org

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(1) Il senso corretto è quello della versione inglese del messaggio.
(2) La donna cananea in Mt 15, Mc 17, il paralitico (Lc 5), il Centurione (Mt 8; Lc 7), la donna con emorragia (Mt 9; Mc 5; Lc 8), ecc.


 

Commento ai Messaggi di 25 ottobre 2013

"Cari figli! Oggi vi invito ad aprirvi alla preghiera. La preghiera opera miracoli in voi e attraverso di voi. Perciò figlioli, nella semplicità del cuore cercate dall'Altissimo che vi dia la forza di essere figli di Dio e che satana non vi agiti come il vento agita i rami. Decidetevi di nuovo, figlioli, per Dio e cercate soltanto la sua volontà e allora in Lui troverete gioia e pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

Oggi vi invito ad aprirvi alla preghiera. La preghiera opera miracoli in voi e attraverso di voi.

La preghiera arriva a far miracoli in noi e attraverso di noi. Questo era già stato detto nel mese passato, quindi questa è una ripetizione che la Santissima Vergine fa per richiamare la nostra attenzione all'importanza immensa della preghiera.

Quante volte le persone mettono la preghiera come ultima risorsa! Ma tuttavia è la prima. La prima è la nostra relazione con Dio che si alimenta e vive della preghiera. Per questo giustamente si dice che senza preghiera non c'è salvezza. Se la Santissima Vergine ci assicura che la preghiera opera miracoli è perchè Dio da un grande potere alla nostra povera preghiera quando questa esce da un cuore purificato e umile. Le conferisce potere di trasformazione interiore, di approfondimento nella conversione ed anche un potere sopra cose, eventi (ricordiamo che dall'inizio delle apparizioni ci dice che con la preghiera e il digiuno si evitano le guerre o si fermano quelle già iniziate) [1]. Sì, la preghiera è strumento di salvezza anche quando si intercede per altre persone lontane da Dio.

…figlioli, nella semplicità del cuore cercate dall'Altissimo che vi dia la forza di essere figli di Dio e che satana non vi agiti come il vento agita i rami.
Siamo costantemente esposti all'azione distruttiva del Maligno. Nella sua forma ordinaria e nel personale, attraverso la tentazione e la confusione di ogni tipo da lui generata e alimentata. Avvertendoci dell'azione satanica che si interpone nel nostro cammino di conversione a Dio, la Regina della Pace ci esorta a supplicare l'Altissimo affinchè ci dia la forza necessaria che ci permetta di resistere ai continui attacchi al fine di mantenerci saldi e uniti come figli di Dio.

Aggiunge anche altro che sembrerebbe marginale ma non lo è: la semplicità del cuore. Una tale semplicità nasce dalla fiducia che per Gesù Cristo arriviamo ad essere figli di Dio e che a Dio ci possiamo indirizzare come lo stesso Signore ci insegnò: come a nostro Padre. Quando, come ora, nostra Madre ci dice che la preghiera deve essere fatta a partire dalla semplicità del cuore o quando altre volte ci ha esortato all'umiltà e alla purezza del cuore, ci sta dicendo che non è la forma della preghiera ciò che importa ma il cuore dal quale esce questa preghiera.

Decidetevi di nuovo, figlioli, per Dio e cercate soltanto la sua volontà e allora in Lui troverete gioia e pace.

Nel mese passato diceva che la preghiera deve trasformarsi in gioia. Ora aggiunge che la gioia - e con essa la pace- arriva da una decisione seria di vita che consiste nel porre Dio sopra a tutto ovvero al primo posto nelle nostre vite.

Colui che si decide per Dio cerca e si sforza di fare la sua volontà.
La volontà di Dio è la nostra salvezza.

Per questo il Figlio assunse la nostra umanità, e attraverso la sua vita e gli insegnamenti ci rivelò il Padre, morì per noi in croce, resuscitò e ci aprì l'ingresso in Cielo. Volontà di Dio è che godiamo, già in questa terra, della beatitudine che non avrà fine e della pace che solo Dio può darci: la pace che viene da Cristo.

In definitiva, cercare e fare la volontà divina è proprio dei figli di Dio.

Nel messaggio del 2 ottobre -dato per mezzo di Mirjana- la Santissima Vergine ci dice:

Prego affinchè siate la comunità dei figli di Dio, dei miei figli.
Rendiamoci conto che di nuovo parla di essere figli di Dio, non isolatamente ma come comunità.
Questo comporta unione intima non solo di propositi ma spirituale.

.....con materno amore e con materna pazienza aspetto il vostro amore e la vostra comunione.
Unità non significa uniformità. L'uniformità si raggiunge con il potere della forza, invalidando diversità fastidiose. L'unità, al contrario, è il prodotto dell'amore e della libertà nella quale ciascuno, secondo il suo particolare carisma e abilità, mette del suo per la crescita della comunità come figli di Dio che è la Chiesa [2].

Perché, allora, dice che spera con pazienza materna? Perché, occorre ammetterlo, non siamo uniti e questo, a sua volta, perché siamo carenti nell'amore. Manca amore verso l'altro quando l'egoismo, la superbia, il protagonismo lo annullano.

Alla nostra stessa miseria e debolezza si somma l'azione del Nemico (e ritorniamo a lui) che -come lo aveva detto nostra Madre all'inizio delle apparizioni- corrode l'unità attraverso fraintendimenti, promuove ambizioni di potere e esacerba sentimenti negativi come il rancore e l'invidia.

Il desiderio della nostra Madre è quello di rifiutare tutto possibile sentimento e azione che potrebbe significare divisione o quello che sia potere anziché servizio. Lei vuole che siamo tutti noi una comunità fraterna di veri figli di Dio. Una comunità che si estende in lungo e in largo sulla terra.

Cosa identifica questa comunità?
La fede e l'amore in Cristo Gesù. Vale a dire che desidera che tutti noi formiamo una comunità nella quale si viva la fede e l'amore con gioia. Per questo dice:

Prego affinché come comunità vi ravviviate gioiosamente nella fede e nell'amore di mio Figlio.
Ma c'è dell'altro, perché la comunità alla quale allude è particolare: niente meno che quella degli apostoli di Maria, questi apostoli degli ultimi tempi predetto da san Luigi Maria Grignion de Monfort.

Per questo dice:
vi raduno come miei apostoli
Apostoli ammaestrati dalla stessa Vergine Maria, Madre di Dio.

e vi insegno come far conoscere agli altri l'amore di mio Figlio, come portare loro la buona novella, che è mio Figlio.
Questo è il piano di nostra Madre, quello di formare e mandare i suoi apostoli, i suoi inviati degli ultimi tempi, che lavorano, tutti fratelli nonostante lontani fisicamente, in una stessa unità di spirito per un obiettivo ben preciso: portare l'amore di Cristo al mondo, portare la Buona Novella con la forza della fede e dell'amore che non si arretra né spaventa né inquieta quando tutto sembra perduto e senza soluzione, perché al di sopra di tutto c'è il Salvatore, Gesù Cristo, che tutto può e viene a far nuove tutte le cose. In poche parole, ci prepara per portare Cristo al mondo.

La prima unità è quella della Madre con il suo Divino Figlio, da lì essere apostoli di Maria implica necessariamente essere apostoli di Cristo, annunciatori del Vangelo in mezzo al mondo, con Maria.

Quando il Signore fa apostoli dei suoi discepoli, ossia li invia, li manda ad annunciare il Vangelo ma anche a guarire i malati e a liberare dai demoni. Oggi la Santissima Vergine, nel messaggio del 25, dice che per la preghiera - si riferisce a questi apostoli, suoi seguaci- Dio opererà miracoli.

Ora bene, portare Cristo presuppone un passo precedente: essere pieni di Lui, rifletterLo in ogni gesto, in ogni atto che compiamo. Significa nutrirsi di Lui, riempire il cuore del suo amore, amarlo, adorarlo, seguirlo.
Riguardo a questo, la Santissima Vergine così dice:

Datemi i vostri cuori aperti e purificati, e io li riempirò di amore per mio Figlio. Il suo amore darà senso alla vostra vita .......

Nel dire "Datemi i vostri cuori purificati" implicitamente ci chiede di purificare il nostro cuore ovvero lasciare che Dio stesso ci purifichi e che aperto come il fiore si apre all'azione del sole, si l'offriamo.

Il cuore sarà purificato nella misura che si aprirà alla verità. Aprirsi alla verità è aprirsi al Signore -Lui è la Verità-, è aprirsi allo Spirito Santo, che è Spirito di Verità e che illumina la nostra anima convincendoci del peccato, poiché ci mostra fino a dove offendiamo Dio e inganniamo noi stessi. Da qui, quando l'amore di Cristo -amore che promette nostra Madre di darci- è accolto, arriva il cambiamento di vita. Questo cambiamento, la profonda conversione, è grazia che esige da parte nostra una consenziente decisione e azione. Decisione di porre fine a tutte queste situazioni sbagliate, peccaminose, di attaccamento a persone o cose che ci allontanano da Dio e che impediscono di appartenere a Lui. Fino a quando non decidiamo questo, fino a che non operiamo di conseguenza la nostra amicizia con Cristo, la nostra adesione a Lui, vivremo sempre con sofferenza fra ciò che vogliamo essere e ciò che non desideriamo lasciare.

La vita in Cristo, con Cristo è vita piena, gioiosa, traboccante di amore e di pace.

Sarò con voi fino all'incontro con il Padre Celeste. Figli miei, si salveranno solo coloro che con amore e fede camminano verso il Padre Celeste.
E' detto tutto. Quando l'amore di Cristo, il suo verso di noi -del quale ci facciamo coscienti- e il nostro per Lui, avvolge la nostra vita, sua Madre e Madre nostra sarà con noi in ogni circostanza della nostra vita e alla fine della vita in questa terra. Che cosa di più potremmo aspirare o chiedere? Fede in Cristo e amore per Lui e in Lui e per Lui a tutti, che si manifesta in opere, è la condizione per essere salvati.

Abbiate fiducia nei vostri pastori come ne ha avuta mio Figlio quando li ha scelti, e pregate affinché abbiano la forza e l'amore per guidarvi.
Come in tutti i messaggi del giorno 2, c'è una esortazione che si riferisce ai pastori, cioè ai vescovi e sacerdoti. Pregare affinché abbiano la forza e l'amore necessario per condurre al gregge e non abbandonarlo nel mezzo della valle oscura o nel cammino scabroso che porta al precipizio.

Invochiamo sempre l'intercessione e protezione della Regina e Madre della Pace e eleviamo la nostra supplica a Dio perche non permetta al Nemico di separarci dal cammino di salvezza. Preghiamo l'Altissimo che ci dia la forza nel combattimento spirituale e la fortezza e la decisione di annunciare al mondo che solo in Cristo c'è l'amore che salva, solo in Lui la pace e la vera gioia. Con la grazia di Dio che chiediamo, operiamo in tutto costruendo l'unità di figli di Dio, apostoli di Maria in questi tempi, portatori di pace e dell'amore di Cristo al mondo che non lo conosce.

P. Justo Antonio Lofeudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org

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[1] In questo senso possiamo essere convinti che quella che era l'imminente guerra nel Medio Oriente fu fermata dalla giornata di preghiera e digiuno richiesta dal Santo Padre

[2] Questo non significa che la Chiesa non sia gerarchica. E gerarchica perché così lo ha voluto e la fondò il Signore. E proprio ciò si fa evidente in questo messaggio così come nei precedenti, dove si chiede di pregare per i pastori (vescovi, sacerdoti) e quando la Santissima Vergine dice che il suo trionfo sarà insieme ai pastori.


 

MESSAGGIO del 25 AGOSTO 2014

“Cari figli! Pregate per le mie intenzioni perché satana desidera distruggere il mio piano che ho qui e rubarvi la pace. Perciò, figlioli, pregate, pregate, pregate affinché Dio possa operare attraverso ciascuno di voi. I vostri cuori siano aperti alla volontà di Dio. Io vi amo e vi benedico con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

COMMENTO

Figlioli, pregate, pregate, pregate affinché Dio possa operare attraverso ciascuno di voi. I vostri cuori siano aperti alla volontà di Dio.

Se solo recitassimo i 3 rosari quotidiani che richiede la Santissima Vergine circa dall'inizio (questo prima dell'aggiunta del quarto mistero della Luce) staremmo ripetendo ogni giorno diciotto Padre Nostro e comunque anche se fosse solo un Rosario, per coloro che da poco hanno iniziato, sarebbero sei i Padre Nostro. Il rito di comunione di ogni Messa, inoltre inizia con il Padre Nostro. Sia nell'una che nell'altra stiamo dicendo a Dio “si faccia la tua volontà”. Ma realmente ci importa fare la volontà di Dio? Se ci interessa, la conosciamo? Forse la cerchiamo per conoscerla? E poi la portiamo a termine? Cio' che facciamo è la volontà di Dio o mascheriamo la nostra volontà come se fosse di Dio? La seguiamo o prendiamo cio' che ci conviene, cio' che ci piace?

Tutte queste domande non sono fatte pensando a certe patologie pseudo mistiche che continuamente dicono “ Dio mi ha detto” e in questo modo fanno solo cio' che vogliono o manipolano altri con personalità debole per dominarli con la spietata scusa che è Dio che vuole cio' e lo richiede.

No, le domande vanno indirizzate a tutti noi. Noi tutti dobbiamo chiederci se stiamo veramente facendo la volontà divina nella nostra vita.

Per conoscere la volontà di Dio occorre pregare e veramente, con cuore sincero, aperto alla luce divina che deve penetrare, per poi discernere personalmente o con l'aiuto di una guida spirituale, un sacerdote di esperienza e santità, che ci sta ispirando Dio nella preghiera.

San Paolo esortava i cristiani di Roma a non vivere come questo mondo che passa ma di convertirsi, “affinché sappiate discernere –diceva- cio' che è volontà di Dio, cio' che è buono, cio' che piace, cio' che è perfetto” (1). Vale a dire che attraverso la conversione dello spirito e della mente (2) si arriva al discernimento. L'Apostolo presentava un punto molto interessante nella vita spirituale. Il primo è discernere cio' che è buono e cio' che è cattivo, non secondo gli uomini, ossia il criterio di questo mondo, ma secondo Dio.

Oggi tutto cio' non è così facile come sembrerebbe perché ci sono criteri, attitudini, interpretazioni anche dentro la stessa Chiesa che si presentano come buone, come proprie della misericordia di Dio e tuttavia non lo sono. Non lo sono quando queste idee o interpretazioni pretendono di mettersi sopra la legge di Dio, quella che il Signore è venuto a far compiere fino all'ultimo iota (Cfr. Mt 5:18 ma vedere tutto il capitolo 5 del Vangelo di san Matteo). Non è buono né può essere volontà di Dio che, per esempio, si vada contro la verità con la scusa di adattarsi alle “nuove realtà sociali” e così mettersi con ciò che vuole il mondo.

E dopo aver valutato, ossia passare al setaccio, ciò che è buono e cattivo secondo gli insegnamenti dello stesso Signore nelle Scritture e ciò che la Chiesa ha sempre insegnato, per seguire un cammino di perfezione si deve conoscere cos'è perfetto per Dio e realizzarlo.

Quando una persona è lontana da Dio, non si ferma a pensare se quello che fa è buono o no per Dio, ma piuttosto ciò che è buono per lei stessa. Per esempio pensa che arrivare in alto nell'azienda o in politica è buono e usa tutti i mezzi, ma senza fare attenzione come e quali sono questi mezzi per raggiungere il proprio obiettivo.

Evidentemente soddisfare le ambizioni personali, mentire e pregiudicare gli altri arrecandogli danno, non sarà mai voluto da Dio. Quando in cambio la persona comincia un cammino di conversione cerca di non offendere Dio e di discernere sempre ciò che è buono e ciò che non lo è, sforzandosi di fare quello che è buono per Dio. Allora, presenta nella preghiera le sue buone intenzioni, i suoi buoni progetti affinché il Signore li benedica. A volte -e questo può succedere senza rendersene conto- si dice a Dio, quasi si spiega a Dio il perché ciò che vogliamo è buono e conviene che lo conceda. Ma quando più si avanza nel cammino spirituale, la preoccupazione è solo sapere qual è la volontà di Dio nel caso particolare e chiederGli che ce la faccia conoscere. Ora non è il progetto personale che uno presenta alla benedizione e aiuto di Dio ma il progetto divino che si vuole chiarire per portarlo a termine.

Perché il cuore sia aperto alla volontà di Dio, come richiede la Santissima Vergine in questo messaggio, deve essere puro, purificato non solo dai peccati gravi (mortali) ma anche da quelli lievi (veniali). Deve essere pura l'anima dalle cattive intenzioni, di negligenza, di ambiguità e doppiezza. Il cuore aperto a Dio implica di non avere affetti disordinati verso altre persone né verso le cose. E' necessario allontanarsi dal mondano, dalla banalità, dai piaceri che allontanano da Dio, da ogni occasione che possa portare a commettere peccato, e sapere abbandonarsi fiduciosamente a Dio in ogni circostanza.

Alcuni esempi possono servire per chiarire ciò che si sta dicendo e così l'attaccamento alle mode; il godimento in piaceri dei sensi; frugare in Internet o il guardare una rivista o un quotidiano e fermarsi su pubblicità o notizie morbose o indecenti; il preoccuparsi fino all'angoscia per qualsiasi problema, tutte queste cose (e molte altre) allontanano l'anima da Dio. Il corpo deve essere disciplinato e sottoposto alla volontà dello superiore e non il contrario. Si dice che il corpo è come l'asino che più gli dai da mangiare e più ti chiede. Più piaceri e permissioni si dà alla carne più se ne vuole e i sensi sono storditi e più si impedisce l'azione di Dio sopra l'anima. Per questo è anche necessario digiunare e questa è una delle ragioni del perché la Vergine chiede il digiuno.

La purificazione del cuore, mediante l'esercizio delle virtù conferisce maggiore libertà all'anima. Poiché il cuore si lega con le passioni e affetti disordinati e gli è così più difficile rendere la Signoria a Cristo.

La principale virtù che dobbiamo conseguire è l'umiltà. Quando una persona si crede “qualcuno” si allontana da Dio, diventa autosufficiente. E allontanandosi da Dio perde la grazia. Quanto è di aiuto all'umiltà l'adorazione! Lo stare in ginocchio di fronte al Signore!

Chi adora è perché sa che è nulla e che Dio è tutto, è qualcuno che sta scoprendo la sua vera dimensione e più adora più è cosciente della sua piccolezza e più ringrazia Dio di tutto ciò che gli deve. Fino nel modo di ricevere il Signore nella comunione si manifesta l'umiltà o l'autosufficienza, la superbia. Per questo, l'Eucaristia in certi produce frutti e in certi no.

L'anima umile, che si riconosce piccola, spera tutto dal Signore e in Lui confida assolutamente. “Di me tutto temo, di te spero tutto” è la giaculatoria al Sacro Cuore. Chi in cambio si riconosce bello o intelligente o con grandi doti e si compiace di questo, si scopre incatenato nella sua stessa compiacenza e non lascia che Dio operi sulla sua persona.

Ad un'anima privilegiata, il Signore le insegnò di non sentirsi mai offesa dicendole: “Quando sei ferita rifletti perché io lo sapevo in anticipo e lo permisi. Accettalo e perdonalo, anche se in questo caso non abbia ragione, perché devi umiliarti per altri peccati segreti e, se è possibile, non raccontare a nessuno ciò che ti capitò.

Pregare. Pregare e pregare per conoscere la volontà di Dio. Pregare, pregare e pregare per vivere in accordo alla sua volontà e così Dio possa operare in noi e attraverso di noi. Perché, satana

desidera distruggere il mio piano che ho qui e rubarvi la pace.

Quando nostra Madre avvisa è perché qualcosa di concreto sta nascendo, ispirato e istigato dal Maligno. Che Satana voglia distruggere tutto ciò che concerne Medjugorje lo sappiamo dal principio, ma ora sta preparando colpi da fuori e da dentro. Perché meno tempo gli rimane maggiore è la sua furia.

Pregate per le mie intenzioni

Pregare per le sue intenzioni comprende anche pregare per i veggenti, perché non devino, perché trasmettano chiaramente e senza interferenze il messaggio che ha dato loro; pregare per le loro vite affinché siano sempre esemplari; pregare per coloro che nella Chiesa hanno valutato e valutano l'accaduto in Medjugorje e per i frati francescani che si occupano della parrocchia, e per i parrocchiani e gli abitanti di Medjugorje e per i pellegrini affinché trasmettano con le loro vite di conversione la verità degli eventi. Preghiamo ancora per coloro che diffondono i messaggi e danno testimonianza, perché lo facciano con umiltà e non si atteggino con vanagloria credendo che sono “qualcuno” perché siano conosciuti e consultati. Preghiamo per i gruppi di preghiera e i centri perché non si approprino di Medjugorje e diano testimonianza di amore, apertura e obbedienza alla gerarchia della Chiesa. Preghiamo per ognuno di noi al fine di poterci aprire alla grazia e non essere di impedimento all'azione salvifica del Signore e del piano della Santissima Vergine, e preghiamo anche per chi si oppone alle apparizioni, che le negano e vogliono proibire la loro diffusione.

Infine, non ci preoccupiamo, solo preghiamo e facciamo la volontà di Dio per collaborare con il piano salvifico che Maria conduce in questi tempi della battaglia finale.

P. Justo Antonio Lo Feudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org

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(1) Cf. Rm 12: 1-2
(2) Usa la parola greca metanoité, imperativo: Convertiamoci!


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