Messaggi dei 2 di ogni mese a Mirjana

Ultimo Messaggio e Commento

Messaggio della Regina della Pace a Mirjana. Medjugorje. 2 Settembre 2014

Cari figli, io vostra madre vengo di nuovo in mezzo a voi dall'Amore che non ha fine, dall'incommensurabile amore dell'incommensurabile Padre Celeste. Mentre guardo nei vostri cuori vedo che molti di voi mi accolgono come madre e con cuore puro e sincero desiderano essere miei apostoli, ma io sono la madre anche di voi che non mi accogliete e nella durezza del vostro cuore non desiderate conoscere l'amore di mio Figlio. Non sapete quanto soffre il mio cuore e quanto prego mio Figlio per voi. Lo prego affinché guarisca le vostre anime perché Lui può farlo. Io prego affinché vi illumini col miracolo dello Spirito Santo per smettere di continuare sempre ad offenderLo, bestemmiarLo e ferirLo. Con tutto il cuore prego affinché comprendiate che solo mio Figlio è la salvezza e la luce del mondo. Voi, figli miei, apostoli miei cari, portate sempre mio Figlio nel vostro cuore e nei vostri pensieri e così porterete amore. Tutti coloro che non lo conoscono, lo riconosceranno attraverso il vostro amore. Io sarò sempre accanto a voi. In modo particolare, sarò accanto ai vostri pastori, perché mio Figlio li ha chiamati a guidarvi sulla via verso l'eternità. Vi ringrazio, apostoli miei per i vostri sacrifici e per il vostro amore.

La Madonna è apparsa triste ma piena di amore verso di noi.

COMMENTO

Insieme al dolore manifesto della Santissima Madre c'è la nostra responsabilità di essere inviati nel mondo portando Cristo che significa portare l'amore e la luce. La Piena di grazia, che non soffrì i dolori del parto per essere, giustamente, Colei che ricevette la pienezza della grazia di Dio già dal momento in cui fu concepita – Concezione Immacolata di Maria – ora si rivela a noi così: Madre Dolorosa. E' la Madre di tanto dolore, Colei che soffre – come vedeva l'apostolo Giovanni nell'Apocalisse – i dolori del parto di questi nuovi figli che la bestia satanica desidera divorare e divora nell'incredulità e nel disprezzo per Cristo, nelle offese al suo Santo Nome, nello sdegno per la sua Passione e Morte nella Croce, che Egli offrì per salvarci. E la Madre si appella ai cuori dei suoi figli, che la accettino come Madre e che desiderino nel proprio intimo essere suoi apostoli per questi ultimi tempi annunciati. Quei figli che hanno un cuore purificato e sincero, attratto dall'amore della Vergine Santissima, espressione e riflesso perfetto dell'amore infinito di Dio. Questi figli, gli apostoli, sono coloro che si lasciano bruciare dalla chiamata ardente dell'amore di Maria. Questa fiamma che accecherà satana e che avvolgerà col suo fuoco divino coloro che sono lontani e che non conoscono l'amore di Dio.

Come la madre che corre in aiuto al figlio che è in pericolo, Lei prega suo Figlio per tutti, ma soprattutto per coloro che rifiutano il Salvatore e con Lui la stessa salvezza e che si perderanno per sempre. La Vergine prega affinché il Figlio li illumini con il miracolo, dice, dello Spirito Santo. Perché l'opera di conversione è dello Spirito che inonda di luce il cuore dell'uomo, di luce dell'amore divino e lo converte a Dio. La conversione di un cuore duro, del cuore di pietra dell'uomo e ancora forse di più, della tiepidezza e insensibilità, è uno dei maggiori miracoli dello Spirito Santo. Un miracolo morale, un miracolo spirituale.

A noi che desideriamo consolare nostra Madre, ci è indirizzato questo messaggio che ci dice che la consolazione è nell'aiutarla essendo strumenti di salvezza per coloro che si perdono, per coloro che si lasciano inghiottire dalle astuzie e cattiverie di satana e, comunque non lo dice ora, lo ha detto in altre occasioni per riparare anche tante offese commesse contro Dio, contro di Lei e verso tutto ciò che è santo.

Che forse sia questo il motivo perché alla fine ringrazia i suoi apostoli per il sacrificio. Sacrificio, capiamo, di riparazione e offerta di salvezza.

La Santissima Vergine deve mostrarci il suo dolore di Madre, e lo fa così continuamente per mezzo di immagini e quadri che piangono in tutto il mondo, lo fa ora in questo messaggio.

E' soprattutto negli ultimi tempi che appaiono rappresentazioni della Santissima Vergine che piangono e solo per citare alcuni approvati: il quadro della Madonna delle Lacrime di Siracusa: la statuina in legno della Vergine di Tutti i Popoli, di Akita; la statuina della Regina della Pace, portata da Medjugorje a Civitavecchia, riconosciuta da Monsignor Grillo, vescovo locale e testimone delle lacrimazioni; la Portaitisa icona greco-ortodossa approvata dalla chiesa Ortodossa e le tantissime immagini che da ogni parte piangono lacrime e sangue, compreso ultimamente quelle in Irak e in Siria.

Non possiamo essere insensibili ai suoi messaggi, a questi appelli e non possiamo lasciarci distrarre, come molte volte si distraggono molti nella Chiesa, in fatti mondani e in discorsi puramente umani. Intanto, la Madre Dolorosa ci chiama a concentrarci sull'opera salvifica che Gesù Cristo, con la testimonianza di amore e, come sempre ci ripete, con la preghiera e il digiuno.

Non è con mezzi umani che si vince la battaglia, non è con ricorsi mediatici e diplomatici che si ferma il vorace Nemico. Solo l'amore del Cuore di Maria, come quello di suo Figlio, più forte del male, può accecare il Maligno Avversario. Lei con il suo esercito dei suoi apostoli, coloro che rispondono alla chiamata di rimanere impregnati di Cristo, nella mente e nel cuore, può vincerlo. I suoi figli sono coloro che stanno col Signore e non Lo rinnegano. Sono coloro dei quali parla il libro della Rivelazione quando dice: “Questi (si riferisce a coloro che sono con la Bestia ) faranno guerra all'Agnello, ma l'Agnello, poiché è il Signore dei Signori e Re dei Re, lo vincerà insieme ai suoi, ai chiamati, agli eletti e ai fedeli” (Ap. 17:14).

Questi temibili guerrieri dell'Agnello possono essere la donna anziana, nascosta alla luce del mondo, che in diverse ore del giorno sgrana la corona del suo rosario nella preghiera; colui che lotta – nel mezzo delle sue occupazioni – per farsi spazio e tempo al fine di pregare Dio con la preghiera della Vergine e mortifica il suo corpo opponendosi agli impulsi della carne; colui che digiuna e fa astinenza e lo fa per Dio; colui che ha sbagliato nella sua vita (e chi non lo ha fatto?) e decide di romper con una sua parte per non essere di scandalo e offendere Dio; il bambino che recide un fiore per metterlo ai piedi di un'immagine della Vergine o del Signore, quelle signore che portano un'immagine pellegrina e insegnano ad altri a pregare e dicono loro che Dio li ama; giovani che recitano il rosario insieme alle madri coi loro figli in ospedale. Guerrieri dell'Agnello, infine sono tutti gli apostoli di Maria di qualsiasi condizione e età che amano e ancor più desiderano amare con cuore puro e sincero.

Sì, la guerra è contro Cristo e si è scatenata con maggior furore. La guerra contro Cristo non la fanno solo questi pazzi assassini, figli di satana, che decapitano cristiani e non cristiani, uomini e bambini, in Irak e in altri paesi del Medio Oriente, ma anche tutti coloro che in Occidente come in Oriente, in regimi comunisti e in quelli che chiamano democratici, sono in guerra contro il Signore, perché lo odiano, vogliono lasciarlo sparire dalla vita pubblica ed anche da quella privata, buttandosi contro la Legge di Dio e ad ogni valore cristiano.

Malgrado tutte le atrocità che vediamo e quelle che sappiamo, che nessuna cosa ci opprima né ci faccia perdere la fiducia né la pace del cuore, perché Lei, ancora una volta ci rassicura, è con noi, al nostro fianco. E lo è sempre ed anche insieme ai buoni sacerdoti e a quelli che non lo sono perché lo siano, perché nessuno arriva da solo alla salvezza ma seguendo il sacerdote, che , a sua volta, si lascia guidare dall'Unico Supremo Pastore: Gesù Cristo.

P. Justo Antonio Lo Feudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org


¡Benedetto, lodato e adorato sia Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento dell’altare!


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Messaggi dei 2 di ogni mese a Mirjana 


Anno 2011
Messaggio della Regina della Pace a Mirjana. Medjugorje. 2 Dicembre 2011.

«Cari figli, come Madre sono con voi per aiutarvi con il mio amore, preghiera ed esempio a diventare seme di ciò che avverrà, un seme che si svilupperà in un forte albero ed estenderà i suoi rami nel mondo intero. Per divenire seme di ciò che avverrà, seme dell’amore, pregate il Padre che vi perdoni le omissioni finora compiute. Figli miei, solo un cuore puro, non appesantito dal peccato può aprirsi e solo occhi sinceri possono vedere la via per la quale desidero condurvi. Quando comprenderete questo, comprenderete l’amore di Dio ed esso vi verrà donato. Allora voi lo donerete agli altri come seme d’amore. Vi ringrazio».  

Commento 


La chiave dell’ apparizione della Vergine 
          In questo nuovo messaggio, la Regina e Madre della Pace risponde a domande frequenti: “Perché e per che cosa viene la Vergine?” e “Perché per tutto questo tempo?”  Viene affinché sappiamo che lei è vicina a noi in questi tempi tanto speciali; per prepararci a ciò che verrà e per condurci durante questo passaggio illuminando l’ oscurità. 
          La sua presenza ci da conferma che non ci lascia soli nel tempo più pericoloso che mai il mondo abbia conosciuto. Dato che in nessun’altra epoca della storia fu così grande e duraturo il rifiuto di Dio. Mai prima e come ora si ottenebrò la verità, relativizzandola, fino al punto che essendo tutte “verità”, nessuna lo è. Per lo stesso motivo, anche la fede viene messa in disparte come una scelta qualsiasi e la morale diviene una semplice questione privata del singolo individuo. Molti scienziati non mettono limiti etici alle loro ricerche e lo stesso vale per i tecnici verso le loro tecniche. Tutto serve, tutto è possibile.  Mai prima ad ora, l’ uomo ha avuto un potere di annientamento totale come lo ha ora. 
          Se, in questi momenti di grandissimo rischio per la salvezza eterna delle anime e per la stessa sopravvivenza del genere umano, la Santissima Vergine non apparisse per così tanto tempo e con così tanta frequenza non sarebbe la nostra Madre, non sarebbe chi in realtà è. 
          E’ assolutamente impensabile che, proprio quando massima è la concentrazione del male e l’ umanità è indifesa come non mai, la nostra Madre del Cielo possa rimanere tranquilla, assente, con rare apparizioni. 
          Lo stesso Dio nella sua infinita sapienza, provvidenza e misericordia invia la Santissima Vergine per opporre al maggior male della storia il più grande amore puramente umano; alla massima superbia e ribellione a Dio la più grande umiltà ed obbedienza. 
          Sì, viene la Regina della Pace appare e da messaggi. Viene a noi da più di una generazione e viene ogni giorno. Viene per guidarci, insegnarci, formarci, avvertirci, proteggerci. 
          Questa e non altra è la chiave di interpretazione di questi avvenimenti e il punto di partenza di tutti i messaggi. Da qui, tutto trova una spiegazione. Si capisce così che la sua presenza ci restituisce e aumenta la speranza; ci viene ad insegnare come vivere la fede e come dobbiamo amare. 
          Viene per realizzare –prima di tutto in noi e poi attraverso di noi- il piano di salvezza di Dio, che è quello di diffondere l’ amore. L’ amore vero, l’ amore che salva, l’ amore come quello della Vergine che è dono di sé, generoso, disinteressato, gratuito. 
          Viene affinché il seme dell’amore del Regno cresca in ciascuno di noi e da ciascuno di noi si diffonda agli altri fino –come reazione a catena- raggiungere tutto il mondo. Viene ad insegnarci ad essere Chiesa, perché la Chiesa è, in forma embrionale , il Regno già presente in terra, a sua volta seme del Regno definitivo. 
          E’ come dire, la Madre ci viene in aiuto per ciò che arriverà.  

Ciò che verrà e ciò che si oppone 

          Che cos’ è che deve arrivare? Il tempo messianico annunciato dai profeti e atteso da Israele, quello dell’ ordine definitivo della giustizia, dell’ amore e della pace. Questo tempo, quello del trionfo del Cuore Immacolato di Maria, quello del trionfo della vita sopra la morte e la distruzione, quello della vittoria dell’ amore sopra l’ odio sterminatore, non è ancora arrivato. Ma deve venire e arriverà, perché il Signore ce l’ ha assicurato, perché la Chiesa lo aspetta. Sarà alla fine di questi tempi che stiamo vivendo, dell’ immagine di questo mondo che se ne va, e l’ inizio dei cieli nuovi e della terra nuova nei quali abita la santità. Sarà il principio della restaurazione finale che opererà Gesù Cristo, quando Dio sarà tutto in tutti. 
          Questa vittoria, però, non avverrà non prima di un grande scontro con le forze del male. Non sorgerà il nuovo giorno prima di attraversare la notte, che già sta avanzando.

          Tra i primi cristiani era molto forte la speranza che Gesù, come ha promesso, dovrà ritornare in gloria. E’ da molto tempo che quella tensione di speranza si è indebolita – in parte per la sensazione di imminenza che avevano gli antichi – fino a perdersi nel presente. Sebbene lo ripetiamo nel Credo (“verrà nella gloria a giudicare i vivi e i morti”) e nella stessa Eucaristia che celebriamo (“Annunciamo la tua morte, proclamiamo la tua resurrezione nell’attesa della tua venuta!”), queste hanno finito di essere formule ripetute per abitudine e senza attenzione, più che essere una dichiarazione trascendente di fede.           
          Tuttavia, si avvicina l’ora nella quale quel “Vieni Signore Gesù!” si trasformerà in clamore.

          Nel tempo della sua vita in terra, Gesù fu riconosciuto da pochi come il Messia. “Venne ai suoi e i suoi non lo riconobbero” dice san Giovanni nel prologo del suo Vangelo. 
          Queste parole –riferite ad Israele- continuano ad essere tristemente attuali. Dio venne all’umanità, facendosi uomo in Gesù Cristo. Gesù Cristo rimane con noi, quindi è qui. E’ nascosto nel mistero che solo la fede svela. E Gesù Cristo continua a venire in ogni momento e avvenimento. Rimane alla porta e chiama, ma la porta non si apre. Molti dei suoi di oggi, nemmeno coloro che si dicono cristiani lo ricevono e altri rinnegano il precedente cristianesimo e lo rifiutano. Rifiutare Cristo è rifiutare l’amore, rifiutare la salvezza. 
          Per questo, la Santissima Vergine viene a seminare il seme dell’amore in ciascuno di noi, a condurci dolcemente e con fermezza alla verità della fede; a portarci a suo Figlio e attraverso di Lui al Padre. Affinché tutti siamo uno e Dio sia tutto in tutti. 

Il messaggio della Madonna 
          Il Regno è oggetto degli attacchi del potere del male. Il seme dell’amore che la Madonna vuole mettere in noi è costantemente soffocato perché non cresca e la zizzania è lanciata dal Nemico. La zizzania di ciò che sembra essere di Dio, che sembra buon seme ma in realtà è del Nemico; la zizzania della confusione, della devianza e dell’ errore. 
          La Santissima Madre viene per combattere contro Satana e gli spiriti maligni che vanno in giro per il mondo per la perdizione delle anime. Viene per proteggerci, per avvertirci delle astuzie del Nemico e per insegnarci che il Nemico si vince con l’amore reciproco, la preghiera e il digiuno del cuore. 
          Infine, viene per ricordarci ancora che il Nemico è potente ma suo Figlio, l’Onnipotente, già lo vinse e che per Lui e da Lui ci viene la vittoria. 
          Ogni messaggio della Regina della Pace è una chiamata, un invito a seguirla, nell’abbandono totale alla sua guida, facendo ciò che ci invita a fare. 
          Ora ci chiede di supplicare il Padre affinché ci perdoni le omissioni che fino ad oggi abbiamo commesso. Omissioni non solo nel senso di peccati di omissione, ma più ampiamente come mancanza di amore. Certo che moltissime di queste mancanze né le ricordiamo né siamo stati pienamente coscienti di averle commesse. Queste omissioni, come le chiama nostra Madre in questo messaggio, significano allontanamento da Dio, raffreddamento dell’anima, indurimento del cuore. Nel cuore indurito non può germogliare il seme dell’amore. 
          Una preghiera che, riconoscendo la propria miseria, dall’umiltà del cuore si eleva, dicendo: “Signore, mostrami in che ho peccato, in che cosa ti ho offeso! Spirito Santo illumina la mia anima perché possa vedere tutte le sue macchie!” “Perdona, Dio mio, tutte le volte che ti ho offeso”, sicuramente verrà ascoltata. Questo cuore contrito cercherà la riconciliazione con Dio e la sua misericordia nel sacramento della confessione. 
          Molti dicono: “Non so cosa confessare”. Altri: “Non ho nulla di grave da confessare. Non ho ammazzato nessuno, non ho rubato”. Certamente una persona può non aver rubato, rimanendo sempre onesta verso di sé e verso gli altri. Ad esempio, nel lavoro non ruba né tempo né denaro per sé. Si deve, però domandare se ha sempre dato, dato se stesso o del suo. 
          O per caso più di una volta si arroccò nel suo egoismo e negò di dare amore, consolazione, speranza, gesti o parole di amicizia, denaro, vestiti, cibo o altro a chi ne aveva bisogno? Noi tutti qualche volta siamo stati meschini e indifferenti e a volte anche senza rendercene conto di esserlo stati. 
          Non hai ammazzato nessuno, ma hai sempre perdonato? Tutti? Non ci sarà qualcuno che hai sepolto, cancellato dalla tua vita senza mai averlo perdonato? 
          Solo per dare un altro esempio frequente: si cade in peccato per il semplice fatto di stare di fronte ad uno schermo, passivamente, consentendo di guardare immagini o ascoltare cose che offendono Dio. 
          Molte sono le omissioni, le mancanze d’amore, i peccati che nascondiamo a noi stessi e grande, immensa, la necessità di perdono da Dio e della sua misericordia, che ci restituisce la grazia persa e ci salva.

          L’amore misericordioso di Dio che ci perdona fa di noi debitori, coloro che devono dare l’ amore ricevuto ad altri bisognosi e che devono essere partecipi dell’opera di salvezza di tutti coloro che, non conoscendo l’amore di Dio, sono lontani da Lui. 
          L’amore gratuito di Dio, l’amore che arriva a darci la Regina della Pace è l’amore che gratuitamente daremo agli altri. Come il seme cresce e si trasforma in albero e quest’albero a sua volta in nuova semente, così anche l’amore che cresce in noi, per sua stessa naturalezza, verrà dato ad altri.  

Ultima riflessione come avvertimento 

          Le parole della Madonna sono di speranza, piene d’amore e di compassione. Non viene ad anticiparci calamità, che sicuramente verranno, né a mostrarci tutta l’oscurità che c’è già ora, neppure ci parla della tribolazione che è iniziata. Nulla di tutto questo è la motivazione dei suoi messaggi, come neppure lo furono durante la guerra, quando stava già per scoppiare nei Balcani, né quando poi infuriava. 
          Al contrario, venne per dirci come fare per evitarla e, una volta scoppiata, per fermarla e sempre indirizzò i suoi messaggi per la nostra conversione a Dio.

          Questi messaggi della Madre di Dio sono in contrasto con altri che falsamente le si attribuiscono e che portano angustie, terrore e che alimentano in molti il morbo. Alcuni messaggi in questione hanno indicazioni più o meno diffuse di luoghi o di date imminenti. 
          La nostra Madre ci avvolge col suo amore, ci dona speranza, ravviva la nostra fede. Non viene per terrorizzarci, per accusarci neppure per darci false aspettative. Viene al fine di indirizzare la nostra attenzione a Dio, ai suoi strumenti di salvezza nella Chiesa e affinché arriveremo ad avere considerazione di tutti i nostri fratelli che devono raggiungere la salvezza. Non viene per pochi ma per tutti.

          Le false rivelazioni che pullulano oggigiorno, sembrano da principio buone, parlano della Messa, del Rosario, dell’ adorazione e vengono raccomandate; ma nascondono il veleno della deviazione presente e futura, dell’ esaltazione del presunto veggente e distraggono da quegli eventi che dicono che accadranno. 
          Parlano di cose terribili e non parlano della vittoria finale. 
          Sant’Agostino diceva, nei suoi commenti ai salmi, che se amiamo il Signore non dobbiamo temere la sua venuta. “Odiamo il peccato e amiamo colui che deve venire a punire il peccato…Verrà e non sappiamo quando; ma, se ci troverà preparati, in nulla ci pregiudica tale ignoranza”. Possiamo dire lo stesso ma in maniera diversa. Non ci serve a nulla conoscere le date se non siamo preparati, se non facciamo in modo che il seme dell’amore cresca dentro di noi e negli altri venga piantato. Questo è ciò che conta. Del resto, cari amici, molta prudenza. Non cadere nell’inganno! 

          Che Maria, concepita Immacolata e sempre Purissima, tolga le macchie dell’errore dentro di noi e che per sua intercessione possiamo presentarci davanti al Signore il giorno della sua venuta (Cfr. 3 P:14; 1 Tes 3:13; 1 Cor. 1:8; Col 1:22).


P. Justo Antonio Lo Feudo
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Anno 2012
Messaggio della Regina della Pace a Mirjana. Medjugorje. 2 Gennaio 2012.

«Cari figli, mentre con materna preoccupazione guardo nei vostri cuori, vedo in essi dolore e sofferenza; vedo un passato ferito e una ricerca continua; vedo i miei figli che desiderano essere felici, ma non sanno come. Apritevi al Padre. Questa è la via alla felicità, la via per la quale io desidero guidarvi. Dio Padre non lascia mai soli i suoi figli e soprattutto non nel dolore e nella disperazione. Quando lo comprenderete ed accetterete  sarete felici. La vostra ricerca si concluderà. Amerete e non avrete timore. La vostra vita sarà la speranza e la verità che è mio Figlio. Vi ringrazio. Vi prego: pregate per coloro che mio Figlio ha scelto. Non dovete giudicare, perché tutti saranno giudicati».
 

Commento 


Cari figli, mentre con materna preoccupazione guardo nei vostri cuori, vedo in essi dolore e sofferenza; vedo un passato ferito e una ricerca continua; vedo i miei figli che desiderano essere felici, ma non sanno com
e.  

          Nella vita  tutti, molte o qualche volta, siamo stati feriti e tutti, molto o poco, lo sa il Signore, abbiamo ferito gli altri. Se l’essere feriti è successo a tutti, al contrario molto diverse sono la sensibilità che ognuno ha sviluppato, l’intensità, la profondità e la gravità della ferita.
          Non tutti hanno potuto incontrare il cammino di guarigione e di cicatrizzazione completo delle piaghe e per questo continuano a cercare. 
         
Il male colpisce sempre chi lo patisce ma anche chi lo commette. E’ la ferita del peccato. Quando non si è incontrato il retto cammino, la persona vive solo il dolore per il male che gli è stato fatto o che l’ha colpito. Invece, quando si cammina verso Dio appare un altro tipo di dolore: il dolore per il male che si è commesso verso gli altri e il male di aver offeso Dio.


          Il passato ferito, quello di cui parla nostra Madre, è il passato del male di cui abbiamo sofferto per colpa nostra o altrui. Il nostro cuore non sopporta questo dolore e cerca di eliminarlo, anche cancellando lo stesso passato, in certi casi seppellendolo nella  rimozione che non è dimenticanza. Poiché la storia tormenta e il passato rimane, essendo impossibile cancellarlo. Se la ferita non cicatrizza e permane aperta la porta della felicità rimarrà chiusa.

Apritevi al Padre. Questa è la via alla felicità, la via per la quale io desidero guidarvi. 
          Perché si fugge da Dio, perché si rinuncia ad offrire la propria storia e il presente, perché chiudendosi nel dolore si impedisce alla luce della sua grazia di penetrare , si continua così ad essere sottomessi alle tenebre, alla sofferenza, all’angoscia, all’infelicità che giorno dopo giorno ci consuma; per tutto questo la Santissima Vergine ci viene in aiuto. 
          Dio, solo Lui, ha il potere di guarire le ferite. Solo Lui può dar risposta alla ricerca della pace e della felicità del cuore e darci un nuovo spirito; di far nuove tutte le cose e di trasformare il lamento in gioia. La condizione per raggiungere tale felicità è di avvicinarsi a Lui.  Questo è ciò che ci viene chiesto in questo messaggio: aprire il cuore al Padre.  
          Aprire il cuore al Padre significa riconoscere, prima di tutto, che Dio è il Padre. Il Padre che ci rivelò il Figlio. Gesù Cristo ci insegnò come era e chi era il Padre e come rivolgersi a Lui: come nostro Padre, pieni di fiducia perché siamo da Lui tanto amati. Aprire il cuore a Dio significa cercare il suo perdono e, così come lo preghiamo, allo stesso tempo perdonare coloro che ci hanno ferito e ci feriscono. “Padre nostro…. perdona le nostre offese come noi perdoniamo chi ci offende”.

Dio Padre non lascia mai soli i suoi figli e soprattutto non nel dolore e nella disperazione. Quando lo comprenderete ed accetterete  sarete felici. La vostra ricerca si concluderà. Amerete e non avrete timore. La vostra vita sarà la speranza e la verità che è mio Figlio.  
          Il Padre, Dio creatore di tutto il visibile e l’invisibile, ama tanto l’uomo e in maniera specifica ognuno di noi, senza eccezione, che mandò suo Figlio e ce lo offrì perché credendo nel Figlio, accogliendolo come Salvatore, accettando il suo sacrificio come nostra liberazione e i suoi comandamenti come legge, avremmo avuto accesso a Lui e così raggiunto la pace, l’amore, la felicità che riempie ogni cuore.
          Tanto è grande l’amore del Creatore che - già completa nel Figlio l’opera di salvezza e redenzione - in tempi in cui l’uomo si è allontanato più che mai da Dio, invia la Santissima Vergine affinché rispondiamo alle sue chiamate.

          Dio non ha inviato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, né lo fa ora inviando la Santissima Vergine, ma perché il mondo si salvi attraverso Lui (Cfr. Gv 1:17).
Essendo così, allora come Dio potrebbe abbandonarci, lasciarci nell’angoscia e nella disperazione quando ricorriamo a Lui? 

         
Per chi è ferito dalla ferita più profonda, quella di non essersi mai sentito amato; per chi è stato abbandonato e disprezzato; per chi si è sentito una e più  volte rifiutato, rispondere alla chiamata e così poi scoprire che Dio lo ama, che lo ha amato prima ancora di dargli la vita, dall’eternità e lo ama infinitamente, è già motivo di felicità e anticipo della felicità più piena.

         
Eco delle parole della Santissima Vergine sono quelle del salmista quando dice: “A coloro che cercano il Signore nulla manca… Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito” (Sal 34). "Cerca la gioia nel Signore, esaudirà i desideri del tuo cuore". "Manifesta al Signore la tua via, confida in lui: compirà la sua opera" (Sal 37) . 
          Così dice la parola di Dio, così ce la ripete nostra Madre: “Abbandonati nel Signore, affidagli il tuo cammino, l’itinerario della tua vita e Lui ti darà ciò che va cercando il tuo cuore, Lui ti darà la vera gioia, la felicità che desideri”. 

         
La ricerca del cammino verso la felicità finisce quando l’uomo incontra Dio. Conclude la ricerca e comincia la gioia di scoprire Dio in Gesù Cristo, il Salvatore, che dice: “Chi ha visto me ha visto il Padre” (Gv 14:9). E’ Gesù Cristo, che non solo ci rivela il volto e l’amore del Padre ma che opera anche in ognuno di noi la guarigione rimarginando le ferite, rendendo possibile una vita piena.  

          Le ultime parole del messaggio riguardano, ancora una volta, i sacerdoti. Per quanto sia criticabile l’agire di alcuni sacerdoti, la Madonna ci chiede di non giudicarli ma di pregare per loro. Giudicare un sacerdote fino a condannarlo, non fa alcun bene né a lui né a chi lo giudica. Non è né la critica superficiale né il giudizio ciò che cambia i comportamenti e la vita di una persona ma l’amore manifesto nella preghiera di intercessione a Dio per questa persona, affinché Dio operi in lui e converta il suo cuore.           Prima di giudicare ricordiamo che Satana attacca pesantemente i pastori, perché sa molto bene che ferito il pastore si disperdono le pecore. Dio, ce lo indica la Sacra Scrittura, è geloso di coloro che sceglie (leggere Num 12:1s). 
          Non dimentichiamoci: chi giudica dovrà essere giudicato e solo uno è Colui che giudica:Dio. 

P. Justo Antonio Lo Feudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org


Messaggio della Regina della Pace a Mirjana. Medjugorje. 2 Febbraio 2012. 

     
Venticinquemila persone erano presenti nello stadio di Napoli, dove Mirjiana ha ricevuto l’apparizione. A partire dalle tre della notte cominciarono ad arrivare moltitudini di persone per l’apparizione, che ebbe inizio alle nove meno un quarto. Arrivavano da ogni parte d’Italia, nonostante la neve e il cattivo tempo sulla penisola. Prima dell’apparizione è stata celebrata la Santa Messa con la partecipazione di più di sessanta sacerdoti. Segue il messaggio dato dalla Vergine: 
    
«Cari figli, da così tanto tempo io sono con voi e già da così tanto tempo vi sto mostrando la presenza di Dio ed il suo sconfinato amore, che desidero tutti voi conosciate. Ma voi, figli miei? Voi siete ancora sordi e ciechi; mentre guardate il mondo attorno a voi non volete vedere dove sta andando senza mio Figlio. State rinunciando a Lui, ma Egli è la fonte di tutte le grazie. Mi ascoltate mentre vi parlo, ma i vostri cuori sono chiusi e non mi sentite. Non state pregando lo Spirito Santo affinché vi illumini. Figli miei, la superbia sta regnando. Io vi indico l’umiltà. Figli miei, ricordate: solo un’anima umile brilla di purezza e di bellezza, perché ha conosciuto l’amore di Dio. Solo un’anima umile diviene un paradiso, perché in essa c’è mio Figlio. Vi ringrazio. Di nuovo vi prego: pregate per coloro che mio Figlio ha scelto, cioè i vostri pastori».
 

Commento 

     Sappiamo che il 2 di ogni mese la Santissima Vergine lo dedica alla preghiera a favore di coloro che ancora non conoscono l’amore di Dio: per coloro che sono lontani, per coloro che si dichiarano atei o agnostici, per coloro che percorrono vie sbagliate, i tiepidi e gli indifferenti e  per tutti coloro che credendosi cristiani in realtà non lo sono perché non hanno incontrato Cristo, perché non sanno del suo amore. Allo stesso tempo risulta evidente che questi messaggi vanno indirizzati non tanto a chi non li leggerà ma bensì a noi che li leggiamo. 
     Con questo vorrei dire che, in primo luogo, questo messaggio è indirizzato a ciascuno di noi.  Devo dedurre che è diretto a me, sacerdote, così come a tutti coloro che ne sono a conoscenza. Siamo coloro che sono sicuri che Dio sta operando a Medjugorje  da una trentina di anni. Tuttavia, e questo lo dobbiamo ammettere, credere nelle apparizioni e nella veridicità dei messaggi non ci esonera dal realizzarli né dal riconoscere che possiamo e abbiamo il dovere di fare di più. Perché, attenzione, si può anche “essere ciechi e sordi” quando si guarda da un’altra parte e non ci si sente chiamati in causa dal presente messaggio. 
      Ancora una volta è necessario ricordare che la conversione non è uno stato che si è raggiunto e nel quale ora ci troviamo, come un livello acquisito o una meta raggiunta.  Non è così.  La conversione è un cammino, che occorre percorrerlo giorno dopo giorno. Per questo, nessuno può né deve dire “sono convertito” o “mi convertii”, soprattutto perché nessuno si converte da solo se non è Dio che ci converte, e poi, sempre per quanto già detto, perché siamo sempre nel cammino di conversione, che si concluderà solamente nell’ultimo giorno della nostra vita qui sulla terra. 

      La Vergine Santissima dice che stiamo guardando il mondo senza vedere dove andrà in assenza di suo Figlio. Il mondo senza Cristo va alla perdizione. Non è sufficiente guardare la devastazione del mondo intorno che si realizza in mancanza di Dio se non si vede in profondità che ognuno di noi è parte importante del piano di salvezza divino.  Questo progetto inizia dalla propria conversione giornaliera al Signore. L’opera è di Dio ma ciascuno di noi deve co-operare (unirsi all’opera) mettendo del suo, mettendo la sua volontà per permettere che la grazia lo penetri e lo trasformi.  Perché non riusciamo a vedere abbiamo bisogno di più luce e questa luce viene dallo Spirito Santo. E’ lo Spirito di Dio che ci illumina nel profondo di noi stessi, è lo Spirito che ci convince anche del peccato, che ci fa vedere le macchie e i punti neri che ci sono nella nostra anima, che ci rende evidente quanta necessità abbiamo di essere purificati attraverso la grazia e la misericordia divine. 
      Quando manchiamo di umiltà e allo stesso modo di sincerità, per non vedere quello che c’è da vedere dentro noi stessi, giustifichiamo comportamenti sbagliati e opponiamo resistenze molto sottili alla grazia di conversione. Quando invece lasciamo che lo Spirito Santo ci illumini allora vediamo ciò che non volevamo vedere. 
    
Le maggiori opposizioni a quel cambiamento che la Santissima Vergine desidera da noi, per il nostro bene e per quello di molti altri figli, arrivano dalla mancanza di umiltà. Può essere che confessiamo la nostra superbia, ma quanto siamo disposti a riconoscere quanto siamo superbi? Fino a dove si nasconde in noi e ci offusca la mancanza di umiltà che di solito viene giustificata come una questione di carattere, di temperamento o perché ci si deve far valere o rispettare? Quando ci contrastano, quando fanno una critica alla nostra persona o a qualcosa che abbiamo detto o fatto, come reagiamo?  Discutiamo o spieghiamo le nostre ragioni? Lo facciamo cercando la verità, nella verità? O reagiamo perché questo contrasto ferisce o disturba il nostro orgoglio? Fino a che punto non ci interessa che ci tengano in considerazione? Che accade quando ci tengono chiaramente da parte? Ci rattristiamo per questo o per altri motivi simili? Quanto riusciamo a essere critici verso il comportamento degli altri? Perché essere critici significa di soliti uno sguardo rivolto verso il fuori e non il dentro. Essere giudicanti significa mancare di misericordia ed è segno di superbia. Queste sono solo alcune riflessioni che ci possono aiutare a vedere quanto l67ontani siamo da quella umiltà che  richiama la resenza di Dio in noi e che ci spinge ad avvicinarci a Lui e attraverso di Lui agli altri. 

     Il salmo 36, che potrebbe intitolarsi “Dio, luce dell’uomo”, parla del superbo dicendo: “Lusinga se stesso illudendosi che la sua empietà non sarà scoperta. Le parole della sua bocca sono iniquità e frode; rifiuta di capire, di compiere il bene...si ostina su vie non buone, via da sé non respinge il male”. 
      Il salmista, come ci allerta nostra Madre, ci mostra le conseguenze della superbia.  Più che essere Dio a rifiutare il superbo, è lui stesso chi si esclude dalla grazia di Dio, perché non crede di averne bisogno. Il cuore non umile si esclude dall’amore di Dio perché si chiude allo stesso Dio ponendo l’io in un luogo che non gli corrisponde. Rifiutando la luce che viene da Dio continua a vivere nella penombra senza vedere tutte le sue macchie. Macchie che se Dio non toglie le porterà con sé per l’eternità. 
      La Santissima Vergine ci dice come uscire da questa prigione che la stessa persona si è costruita, la prigione dell’“io”, dell’egoismo, dell’amor proprio, dell’orgoglio, della superbia. La liberazione, che è la via del Cielo, già da questa vita, è fare ciò che ci chiede: avviarci nel cammino dell’umiltà, implorando lo Spirito Santo affinché illumini la nostra vita così da poterci aprire alla sua azione trasformante. 

      La Santissima Vergine fa riferimento al mondo circostante. Che cosa vediamo? Vediamo che quando la società rifiuta Dio il metro di misura diviene l’uomo e l’uomo non ha nessuna misura fuori da Dio. Quando Dio è allontanato dalla vita, rimane solo la disperata somma delle solitudini che nulla oramai si aspettano e che davanti alle avversità, che ognuno ha contribuito a formare, disperano. Quando si pretende una libertà senza Dio, o per alcuni anche una “libertà” di Dio, si stabilisce il “tutto va bene” essendo vittima l’amore, e sparisce la carità fraterna. La libertà senza limiti, che io possa fare tutto ciò che voglio, conduce inevitabilmente all’anarchia delle individualità che si contrastano, tra le quali prevale il più forte a discapito del debole. 
      “Quello che faccio a spese degli altri – ha detto il Papa – non è libertà, ma un’azione colpevole che pregiudica loro e anche me”. 
      Oggi ci troviamo di fronte alla rimozione di Dio a causa dell’idolatria moderna che brucia incenso sull’altare dell’io al fine di venerare il denaro, il potere, il piacere. 
      Quando si cancella la presenza di Dio non c’è la verità assoluta e non essendoci una verità tutte lo diventano, ossia nessuna lo è. Questo è il relativismo tante volte denunciato dalla Chiesa. Purtroppo si è così tanto infiltrato che a molti, che si considerano cristiani, gli risulta presuntuoso pensare che solo in Cristo vi è la verità, che solo Lui è la Verità e non ammettendolo finiscono col pensare che tutte le religioni sono ugualmente valide, col diminuire l’opera di salvezza e lo stesso Signore che li può salvare.       
     
Il relativismo sfocia nel relativismo morale per cui se qualcosa secondo me è giusto lo faccio, anche se a un altro possa apparire male, perché il bene non è assoluto ma relativo e questo è parte dell’individualismo egoista di non essere capaci di nessuna rinuncia o sacrificio, di non avere doveri verso nessuno. Infine si arriva a credere che il principale scopo della vita sia la ricerca del piacere secondo la propria concezione del piacere. Questa è la distruzione della persona e dell’umanità. 

      Tutto ciò che Gesù Cristo ci è venuto a portare –iniziando dalla salvezza e continuando con l’amore, la verità, la bellezza, la bontà– è ciò di cui si priva chi è rinchiuso nella torre della superbia e restandone privato permane in una vita senza senso, oscura, stordita in un presente senza futuro, senza trascendenza, senza nulla per cui valga la pena di vivere. Nel profondo vive l’angoscia, l’infelicità, la tristezza quando non è in un inferno agghiacciante dal quale non si riesce ad uscire. 
      Al contrario, l’umiltà, che nasce dalla nostra relazione con Dio, dal nostro essere creature e debitori della sua misericordia, rende l’anima trasparente all’azione luminosa dello Spirito Santo, che ciattira a sé dalla preghiera e allora brilla di purezza e di bellezza perché ha conosciuto l’amore di Dio. In questa anima Cristo stabilisce il suo regno d’amore, Lui è il Re e Signore in quest’anima come lo è in Cielo. 

      La Santissima Vergine si congeda rinnovando una richiesta: pregare per i sacerdoti, pregare per i vescovi, pregare per il Papa. Non smettiamolo mai di fare.

Dio Onnipotente, eterno, giusto, misericordioso, 

concedi, a me misero, di far sempre, per tua grazia,  
ciò che tu vuoi e di volere sempre ciò che piace a te.

Purifica l’anima mia perché, illuminato della luce dello Spirito Santo

E infiammato del suo fuoco,

possa seguire l’esempio di tuo Figlio e Signore nostro, Gesù Cristo.

Donami, per tua sola grazia, di potermi unire a Te,

Altissimo e Onnipotente Dio,

che vive e regna nella gloria,

in perfetta trinità e in semplice unità,

nei secoli eterni. Amen. (San Francesco d’Assisi) 

P. Justo Antonio Lo Feudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org


Messaggio della Regina della Pace a Mirjana. Medjugorje. 2 Marzo 2012.

Cari figli, per mezzo dell’immenso amore di Dio io vengo tra voi e vi invito con perseveranza tra le braccia di mio Figlio. Vi prego con Cuore materno ma vi ammonisco anche, figli miei, affinché la sollecitudine per coloro che non hanno conosciuto mio Figlio sia per voi al primo posto. Non fate sì che essi, guardando voi e la vostra vita, non desiderino conoscerlo. Pregate lo Spirito Santo affinché mio Figlio sia impresso in voi. Pregate affinché possiate essere apostoli della luce di Dio in questo tempo di tenebra e di disperazione. Questo è il tempo della vostra messa alla prova. Col Rosario in mano e l’amore nel cuore venite con me. Io vi conduco alla Pasqua in mio Figlio. Pregate per coloro che mio Figlio ha scelto, affinché possano sempre vivere secondo Lui ed in Lui. Vi ringrazio.  

Commento 


Un messaggio differente dagli altri

     Le apparizioni del giorno 2 di ogni mese sono rivolte ad aprirci alla realtà di una immensa umanità che non crede o nega o è indifferente a Dio, affinché preghiamo, offriamo per loro e possiamo essere se non esempio da imitare, almeno testimonianze da prendere in considerazione.

     Questa umanità senza Dio è per noi gran parte sconosciuta, ma non lo è per la Vergine Santissima che li ha ereditati come figli ai piedi della croce e li conosce, come noi, ciascuno in particolare. Lei non condanna e desidera che non puntiamo il dito sopra nessuno se non che cooperiamo per la loro salvezza.

     Durante questi anni ha lasciato vari messaggi simili a questo, ma l’attuale possiede una carica maggiore e un tono diverso. Diverso perché mette davanti a noi un’immagine, la nostra propria immagine, che la confrontano coloro che non conoscono l’amore di Dio.

     Siamo a conoscenza che molti si sono allontanati dalla fede in conseguenza ad esperienze negative riguardo la Chiesa. Per questo, dobbiamo stare molto attenti di non compiere passi sbagliati che possano compromettere la salvezza degli altri.

     I passi falsi non sono solo gli scandali, ma anche le ambiguità, l’egoismo, la meschinità, l’ipocrisia, l’arroganza e la superbia.

 

L’immagine che riflettiamo

     Dobbiamo essere consapevoli che le persone vedono l’esterno, non vedono il  nostro mondo interiore. E’ la prima cosa che vedono, a volte l’unica.

     Domandiamoci che faccia abbiamo, che impressione diamo agli altri. Ad esempio, scoprire se per caso abbiamo gesti di impazienza, irritazione, intolleranza, mancanza di accoglienza o atteggiamenti di superiorità.

     Che terribile impressione vedere gente che assiduamente va alla Messa, che praticano rigorosamente, nella chiesa o fuori, le proprie devozioni e se ne vanno poi con sguardi acidi e visi cupi! Questi visi dicono qualcosa, riflettono qualcosa di un cammino che non è nell’amore.

     Del santo Curato d’Ars, san Giovanni Maria Vianney, professori e vescovi così parlavano “non sappiamo se quest’uomo è erudito, però è luminoso”. Essere luminosi!

     Luminoso è colui che riflette qualcosa della Luce di Cristo. La santità è luminosa e ciò che rende luminoso lo sguardo è l’amore col quale guardiamo.

     Ah, se potessimo con la sola nostra presenza esprimere che siamo innamorati del Signore!

     Rendiamoci conto che viviamo sommersi in una cultura iconica, in un mondo di immagini. La nostra immagine, quella che dobbiamo dare è quella di un Dio che è amore. Dobbiamo riflettere Cristo e per questo –come ci esorta la Santissima Vergine in questo messaggio- dobbiamo chiedere allo Spirito Santo che possa imprimere in noi la sua immagine.

 

La purezza

     Il Signore dice: “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio”. I puri di cuore avvertiranno molto di più le cose di chi ha condotto una vita di peccato. I puri di cuori arriveranno a vedere il Dio invisibile.

     La purezza parte dalla purezza affettivo - sessuale per arrivare a quella del cuore.

     Quella affettivo-sessuale rende pulita la relazione umana uomo-donna. Nel linguaggio cristiano si chiama castità. E’ il relazionarsi con purezza. Casti nella relazione, casti nel matrimonio. Poi, esiste l’altra, la castità verginale che significa avere il cuore indiviso e con tutto il cuore amare Dio. E’ la castità del consacrato, del sacerdote e religioso o religiosa.

     La purezza o pulizia del cuore, della beatitudine, non si riduce a questo se non va oltre. Una persona può essere molto casta ma molto orgogliosa. Un vescovo che aveva visitato alcune monache gianseniste, così parlò di loro: “Sono pure come angeli e superbie come demoni”. La purezza di cuore va sempre accompagnata dall’umiltà.

     Dobbiamo essere veri, autentici, senza ambiguità. Autentico è colui che si sforza di vivere come deve vivere, come Dio vuole che si viva.

     Il cuore è il simbolo della vita nella sua integrità.  Tutta la dimensione della persona deve essere pulita. La prima cosa da pulire è l’intenzione. Dobbiamo purificare le nostre intenzioni. Stare molto attenti alla malizia. Persino nel silenzio di chi tace può esserci malizia.

     Un vescovo saggio, molto anziano ma pieno di fuoco vitale, in un ritiro per sacerdoti, ci fece questa domanda:”La mia vita è pulita? Cerco la verità? La cerco con amore? La realizzo con amore?”

     Riempirsi di Dio, questo è la chiave di tutto. Vale a dire trascorrere un tempo coltivando la nostra intimità con Dio ed avere questi grandi momenti di adorazione.

     Appartarsi col Signore non significa allontanarsi dagli altri perché mai siamo più vicini agli altri che quando siamo nel cuore di Cristo.

 

Consiglio importante

     La Santissima Vergine ci avverte: Non succeda che i miei altri figli, coloro che non conoscono l’amore divino, non vogliano conoscere Dio vedendo come voi vi comportate e conducete la vostra vita. Non succeda che guardando come ci comportiamo, come viviamo la nostra fede, sia per loro motivo di scandalo, pietra d’ostacolo e dicano “se questi sono coloro che dicono che Dio esiste, che conoscono Colui che chiamano il Salvatore e così vivono, allora deve essere una fantasia perché se così fosse sarebbero molto differenti”.

     Altro aspetto è come si vive e si partecipa alla Santa Messa. La liturgia riflette la fede in ciò che si celebra. Noi crediamo che la Santa Eucaristia è il segno della Presenza reale, vera, sostanziale di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo. Crediamo che nella comunione riceviamo la Persona di Cristo e la Persona di Cristo è Dio. Per tanto la comunione sacramentale è soprattutto un incontro con la Persona del nostro Creatore e Salvatore. Tale incontro con Dio esige sempre adorazione, da dove la celebrazione va insieme all’adorazione. Questa è la parte centrale della nostra fede cattolica. Supponiamo poi che qualcuno, proveniente da un’altra religione o dall’ateismo, è in un processo di conversione per diventare cattolico e lo si porta ad una Messa dove non si vede alcun gesto di adorazione, dove le persone vanno a ricevere la comunione come si riceve una caramella, dove si manipola la Santissima Eucaristia, dove neanche si inchina il capo in segno di riverenza e rispetto davanti alla presenza del Signore, dove si vede continuo movimento di persone attorno all’altare, dove passano di fronte al tabernacolo senza fare nessuna genuflessione, cosa penserà questa persona? Cosa concluderà quando l’Eucaristia viene trattata come una cosa, come un oggetto e nemmeno come un oggetto sacro? Chi potrà convincerla che quella assemblea crede che Dio è realmente presente lì?      
     Di certo dirà che qualcuno mente perché o è la verità e allora tutte queste persone non hanno idea del sacrilegio che commettono o bene che vada ciò che ha letto, quello che le ha detto il catechista è tutta una menzogna.

 

L’oscurità del mondo e la luce di Cristo

     E’ ora di riflettere, di cambiare e in totale umiltà e sottomissione lasciare che Dio faccia la sua opera di conversione in noi. Dobbiamo avvicinarci di più a Dio, accettare e desiderare entrare in intimità con Lui perché ci trasformi.

     La Madre di Dio ci chiama alla preghiera, all’invocazione dello Spirito Santo perché Cristo è in noi e viva in noi. Ci chiama a essere portatori della Luce di Dio in un mondo sottomesso all’oscurità. Ci parla di questo tempo come un tempo di prova. Non conosciamo la portata di questa prova, solo è indizio di tempi difficili e la prova è sempre prova nell’amore. Da ciascuna prova deve uscire rafforzata la fede e l’amore in noi.

     Il Santo Padre recentemente ha ricordato che Dio è luce e Gesù la lampada che mai si spegne neanche nella notte più oscura. Vuole dare ai suoi amici più vicini “l’esperienza di questa luce che dimora in Lui”. Il Signore vuole oggi darci questo dono, a noi che abbiamo la necessità di questa luce interiore per superare le prove della vita. Il Papa esortava a lasciarci riempire interiormente da questa luce salendo con Gesù sopra al monte della preghiera e contemplare il suo volto, pieno di amore e di verità.

 

Esortazione finale

     Preghiamo con il cuore affinché attraverso la preghiera entri l’amore. Recitiamo il Santo Rosario, perché Dio ha dato un gran potere a questa preghiera così umile. Siamo inviati di nostra Madre per –riflettendo la luce di Cristo- portare la luce all’oscurità del mondo.

     Infine non giudichiamo i sacerdoti, i nostri vescovi, perché lo stesso Signore li ha eletti e Lui è il solo giudice. A lui, loro, ciascuno di noi deve rendere conto. Sappiamo che grandissima è la responsabilità dei sacerdoti, dei vescovi perché “a chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più”(Lc 12:48). Dobbiamo sapere anche che sono i bersagli di Satana perché ferito il pastore si disperdono le pecore e un pastore ferito, un sacerdote che provoca scandalo ferisce moltissime anime. Chi si sta condannando non ha bisogno che altri lo giudichino per condannarlo, ha bisogno invece che lo aiutino per salvarlo dall’abisso. L’aiuto si chiama preghiera, sacrificio, offerta.

     Ringraziamo il Signore per questo messaggio di sua Madre, rendiamogli grazie per Lei, che in questo tempo di prova, quando la Chiesa sta soffrendo la Passione del Signore, la Santissima Vergine è unita a noi, Chiesa di Cristo, per condurci alla Pasqua di Resurrezione, alla contemplazione di Cristo Resuscitato vincitore di Satana e di tutte le nostre morti.
  

P. Justo Antonio Lo Feudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org


Messaggio della Regina della Pace a Mirjana. Medjugorje. 2 Maggio 2012.

Cari figli, con amore materno io vi prego: datemi le vostre mani, permettete che io vi guidi. Io, come Madre, desidero salvarvi dall'inquietudine, dalla disperazione e dall'esilio eterno. Mio Figlio, con la sua morte in croce, ha mostrato quanto vi ama, ha sacrificato se stesso per voi e per i vostri peccati. Non rifiutate il suo sacrificio e non rinnovate le sue sofferenze con i vostri peccati. Non chiudete a voi stessi la porta del Paradiso. Figli miei, non perdete tempo. Niente è più importante dell'unità in mio Figlio. Io vi aiuterò, perché il Padre Celeste mi manda affinché insieme possiamo mostrare la via della grazia e della salvezza a tutti coloro che non Lo conoscono. Non siate duri di cuore. Confidate in me ed adorate mio Figlio. Figli miei, non potete andare avanti senza pastori. Che ogni giorno siano nelle vostre preghiere. Vi ringrazio.

          Con quanta tenerezza la Santissima Vergine si rivolge a tutti i suoi figli per chiedere loro, come i bambini piccoli fanno con le proprie madri, che le diano le loro mani e non lascino la sua! Lo richiede perché i rischi ogni volta sono sempre maggiori, perché il cammino diviene sempre più difficile e così è facile cadere e perdersi. L'oscurità e la confusione crescono e con loro il disorientamento delle persone, anche dei credenti. Questo è il tempo nel quale si allungano mani false.
          Ciò che è più preoccupante e sconcertante è che alcune di queste false guide arrivano da religiosi e membri – almeno nominalmente – della Chiesa, offrendo consigli di auto aiuto e falsamente spirituali, che nulla hanno a che vedere con gli insegnamenti di Nostro Signore e che lontani dal portare a Cristo allontanano da Lui o danno l'immagine di un Cristo falso. E, il peggio, bisogna dirlo, è che i loro libri si vendono nelle librerie cattoliche come si sono venduti per molti anni libri di altro autore, libri che furono condannati dalla Chiesa.
          A questo panorama di gran confusione si aggiungono i falsi veggenti che pullulano ovunque, con abiti da profeti e messaggi che imitano il tono e le parole della Santissima Vergine, ma che però non sono Lei. Il rischio di cadere nell'imboscata lo corrono coloro che vanno dietro alle false rivelazioni e si abbagliano davanti a messaggi, apparentemente buoni, ma nei quali l'enfasi è sulle predizioni di calamità. Vale a dire, quando il punto di attrazione è nel futuro, probabilmente per paura del futuro. Desiderando, molte volte morbosamente, sapere cosa accadrà nell'immediato, quale sarà la data dell' Annuncio, o del Segnale, non solo non si occupano del presente, come dice il Signore, ma cadono nella trappola che tende il Nemico.

          Nostra Madre ci offre la guida vera e sicura per salvarci “dall'inquietudine, dalla disperazione e dall'esilio eterno”. S'intende che questi tre mali che menziona non sono isolati fra di loro, ma di solito rappresentano la scala crescente che porta alla perdizione. Questo succede quando si inizia con animo turbato, il cuore in agitazione e questa specie di inquietudine permanente, per poi passare alla disperazione e –quando Dio è lontano o non è presente nella vita della persona- disperare finendo nell'esilio eterno, o addirittura nello stesso inferno.
          Quindi, per salvarci dal cadere nell'angustia, nell'inquietudine e nella disperazione e nelle conseguenze forse peggiori, la Madre di Dio ci porta a suo Figlio Gesù Cristo, nostro Salvatore. Ci chiede di unirci a Lui perché fuori o lontani da Lui non c'è salvezza. Chiaramente ce lo dice il Signore: “Io sono la Vite , voi i tralci. Chi rimane in me ed io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato, come il tralcio e si secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano” (Gv 15:5-6). Rimanere in Cristo è, come lo chiede nostra Madre, restare uniti a Lui.
          Ignorare Cristo significa ignorare e disprezzare la salvezza, è rendere vano il suo sacrificio. Gesù Cristo diede la sua vita per liberarci da tutto il male. La morte del Signore in croce, dalla quale ci viene la nostra salvezza, è anche morte esemplare perché attraverso di essa, Gesù Cristo ci mostra quanto ci ha amato e quanto ci ama. La sua morte in croce –che volontariamente accettò perché così voleva il Padre- è la più grande evidenza di quanto Dio ci possa amare.
          Il Signore versò tutto il suo sangue affinché i nostri peccati fossero cancellati. E i peccati sono cancellati nella misura del nostro pentimento e della nostra accettazione del sacrificio redentore. Della nostra accettazione di Gesù Cristo come nostro unico Salvatore. Per questo, non unirsi a Lui nelle preghiere e nella partecipazione al sacrificio della Santa Messa, non ricorrere al sacramento della confessione significa chiudere a se stessi, per propria volontà o negligenza, la porta del Paradiso, significa escludersi dall'eternità con Dio, significa andare verso l'esilio eterno.
          Non c'è nulla di più importante nella vita che salvare la vita per l'eternità e la salvezza propria implica necessariamente la salvezza degli altri. La salvezza non è una semplice avventura personale. Come quando si dice “Io mi salvo e basta”. Perché la salvezza implica un cammino verso Dio e in questo cammino ci sono altri da amare e aiutare e con chi condividere la strada.
          Papa Pio XII era rimasto fortemente impressionato da una frase pronunciata dalla Santissima Vergine di Fatima: “Molte anime si perdono perché non c'è chi preghi e chi faccia sacrifici per loro”. Affinché le anime non si perdano la Santissima Vergine insiste nell'approfondire la conversione dei figli che la ascoltano. Questi figli siamo noi. Per questo, ci chiede di pregare e sacrificarci per coloro che forse non conoscono l'amore di Dio. Per questo, in maniera diversa, ci dice: “Aiutatemi”. Nel frattempo ci assicura che Lei ci aiuta. “Io vi aiuterò, perché il Padre Celeste mi invia perché insieme possiamo mostrare il cammino della grazia e della salvezza a chi non Lo conosce”.
          Noi, insieme a Lei, per poter essere uniti a Cristo, e uniti, in questa opera di corredenzione, mostrare, in momenti di gran confusione, da dove passa il cammino che porta al Dio vero.

          Lo zelo per la salvezza delle anime deve rimanere intimamente unito all'amore di Dio in ogni cristiano e particolarmente in ogni pastore. L'egoismo, la durezza del cuore chiudono la visione del dramma che è davanti. Niente meno che il dramma della salvezza eterna. Questa chiamata “non siate duri di cuore”, “non c'è tempo da perdere”, come l'altro “voi siete ancora lontani”, deve farci riflettere e molto.
          Questa parte del messaggio conclude con l'esortazione a confidare in Lei, in totale abbandono, e adorando suo Figlio. Questa breve menzione e alla fine del messaggio è di importanza estrema. Confidare in Lei, abbandonarsi alla sua guida e adorare il Signore.
          Il cuore del Signore non solo viene offeso dagli oltraggi e dai sacrilegi che si commettono contro di Lui ma anche – come dice la preghiera di riparazione che l'Angelo della Pace insegnò ai pastorelli di Fatima – dalle indifferenze.
          La presenza di Dio esige da noi l'adorazione. Per questo, davanti alla presenza del Signore nell'Eucaristia la nostra immediata risposta dovrà essere l'adorazione. Adorazione del cuore, adorazione spirituale ma anche gestuale. Nel gesto, nell'attitudine si deve riflettere la sottomissione amorosa a Colui che è nostro Creatore e Salvatore.
          La più intima unione con Cristo, alla quale ci spinge nostra Madre perché “nulla c'è di più importante”, questa unità che non ammette più ritardi, avviene nell'Eucaristia, sia durante il sacrificio della Messa sia nell'adorazione davanti al Santissimo.
          La Santa Messa è in se stessa l'atto più sublime di adorazione e in essa ci sono momenti particolari di adorazione (che anche si manifestano con gesti corporali come l'inginocchiarsi) come la consacrazione del pane e del vino e l'elevazione del Corpo e del calice con il Sangue del Signore. Il momento culminante è quello della comunione sacramentale, incontro personale fra Dio presente nella Santa Ostia e il comunicante. Questo incontro esige adorazione. Inoltre, l'adorazione deve precedere la comunione sacramentale. Tanto il Beato Giovanni Paolo II come il nostro attuale Papa, Benedetto XVI, hanno ricordato le parole di sant' Agostino: “Che nessuno mangi di questa carne (vale a dire che nessuno si comunichi) senza averla prima adorata….perchè se non l'adorassimo peccheremmo”. L'unione con Cristo è, necessariamente e per primo, unione di adorazione.
          Come leggiamo alla fine del messaggio, la Santissima Vergine , che reclama da noi di seguirla, non esclude dalla guida i pastori, sacerdoti e vescovi. Anzi dice che senza i pastori il popolo di Dio non può avanzare. Dunque sta dicendo più o meno “se non pregate (e aggiunge molte volte “se non offrite sacrifici”) non avrete buoni pastori che vi possano guidare”.
          Anche i pastori, come figli della Santissima Vergine, Madre di Cristo, Madre della Chiesa, Madre dei Sacerdoti, devono abbandonarsi alla sua guida. Beato Papa Giovanni Paolo II aveva consacrato la sua persona e il suo pontificato alla Santissima Vergine, facendo suo il lema “Totus tuus”. Benedetto XVI, nello stesso anno sacerdotale, era a Fatima e davanti all'immagine della Capelinha, dove è apparsa la Vergine per la prima volta, consacrò tutti i sacerdoti con queste parole che nel presente messaggio hanno speciale risonanza:

“Madre Immacolata, in questo luogo di grazia, convocati dall'amore di tuo Figlio, Sommo ed Eterno Sacerdote, noi, figli nel Figlio e suoi sacerdoti, ci consacriamo al tuo Cuore materno, per compiere fedelmente la volontà del Padre.
Siamo coscienti che , senza Gesù, non possiamo fare nulla (Cf. Gv 15:5) e che , solo per Lui, con Lui e in Lui, saremo strumenti di salvezza per il mondo” Madre di Misericordia, è stato tuo Figlio Gesù che ci ha chiamato ad essere come Lui: luce del mondo e sale della terra (Cf. Mt 5:13-14).
Aiutaci, con la tua poderosa intercessione, a non demeritare questa sublime vocazione, a non cedere ai nostri egoismi, né alle lusinghe del mondo, né alle tentazioni del Maligno…..
Madre della Chiesa, noi, sacerdoti, desideriamo essere pastori che non pascolano se stessi, ma che si impegnano con Dio per i fratelli, incontrando la felicità in questo. Desideriamo ogni giorno ripetere umilmente non solo con la parola ma con la vita, il nostro “sono qui”.
Guidati da te desideriamo essere apostoli della Divina Misericordia, pieni di gioia per poter celebrare quotidianamente il Santo Sacrificio dell'Altare e offrire a tutti coloro che ce lo richiedono il sacramento della Riconciliazione….Madre nostra da sempre, non stancarti di “ visitarci”, di consolarci, di sostenerci. Vieni in nostro aiuto e liberaci da tutti i pericoli che ci accecano. Con questo atto di offerta e consacrazione, desideriamo accoglierti in un modo più profondo e radicale, per sempre e totalmente, nella nostra esistenza umana e sacerdotale…”.


P. Justo Antonio Lo Feudo
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Messaggio della Regina della Pace a Mirjana. Medjugorje. 2 Giugno 2012.

Cari figli, sono continuamente in mezzo a voi perché, col mio infinito amore, desidero mostrarvi la porta del Paradiso. Desidero dirvi come si apre: per mezzo della bontà, della misericordia, dell'amore e della pace, per mezzo di mio Figlio. Perciò, figli miei, non perdete tempo in vanità. Solo la conoscenza dell'Amore di mio Figlio può salvarvi. Per mezzo di questo Amore salvifico e dello Spirito Santo, Egli mi ha scelto ed io, insieme a Lui, scelgo voi perché siate apostoli del Suo Amore e della Sua Volontà. Figli miei, su di voi c'è una grande responsabilità. Desidero che voi, col vostro esempio, aiutiate i peccatori a tornare a vedere, che arricchiate le loro povere anime e li riportiate tra le mie braccia. Perciò pregate, pregate, digiunate e confessatevi regolarmente. Se mangiare mio Figlio è il centro della vostra vita, allora non abbiate paura: potete tutto. Io sono con voi. Prego ogni giorno per i pastori e mi aspetto lo stesso da voi. Perché, figli miei, senza la loro guida ed il rafforzamento che vi viene per mezzo della benedizione non potete andare avanti. Vi ringrazio.


Commento

Cari figli, sono continuamente in mezzo a voi perché, col mio infinito amore, desidero mostrarvi la porta del Paradiso.

          E' l'amore che porta nostra Madre fino a noi. Il suo amore desidera che stiamo con Lei in Cielo. Il suo amore che desidera la salvezza di tutti noi, essendo questo “noi” universale, senza esclusioni. Tutti siamo suoi figli, gli ereditati nella croce. La Santissima Vergine vuole che tutti raggiungano la salvezza e arrivino a destino. Cio' che Dio ha preparato per ciascuno di noi, poiché la volontà del Padre è che tutti gli uomini si salvino attraverso Gesù Cristo suo Figlio.
          Tuttavia, fra la volontà divina e la salvezza personale si interpone la volontà di ogni persona. Per questo, non è come – erroneamente e tragicamente – si vuole far credere: che tutti si possono salvare al di là della vita che hanno fatto. Infine – si sente dire abitualmente e in molti ambiti cristiani – tutti saranno salvati, tutti andranno in Cielo, nessuno sarà condannato perché già Gesù Cristo pagò per tutti. Questo non è certo. Se fosse sicuro il Signore non avrebbe avvertito, come invece lo fa diverse volte nella Sacra Scrittura, che esiste l'Inferno e che c'è e ci saranno condannati per l'eternità (“e questi andranno al castigo eterno” Mt 25:46), né la Santissima Vergine verrebbe in mezzo a noi. L'esistenza dell'Inferno è verità di fede (v. il Catechismo). Gesù discese agli inferi non per cancellarlo né per liberare i condannati ma per liberare i giusti che non avevano accesso al Cielo prima della redenzione. La Santissima Vergine è stata maestra riguardo l'esistenza dell'Inferno. Ricordiamo le apparizioni di Fatima, quando ai tre bambini fece conoscere e vedere quella terribile realtà alla quale giungevano i poveri peccatori.
          A Medjugorie, la Santissima Vergine portò Vicka e Jakov in Cielo, ma anche in Purgatorio e all'Inferno per mostrargli che quello che impariamo dalla fede non sono miti ma verità ultime.
          E' verità sicura: esiste il Cielo ma anche il Purgatorio e l'Inferno. Ora per la confusione che regna fra i credenti, è necessario ricordare questa verità tanto ovvia.
          Nostra Madre ci dice che viene a mostrarci e a insegnarci come si accede al Cielo, come si apre questa Porta. La porta è un segno che indica l'accesso alla visione beatifica, alla felicità eterna. Il primo significato della Porta del Cielo è nostro Signore Gesù Cristo, unico Cammino al Padre. Lo stesso, nel vangelo di san Giovanni, si presenta come il Buon Pastore e anche come la Porta che offre alle pecore l'entrata alla vita eterna (Cfr Gv 10:9).
          In un secondo senso anche nostra Madre Santissima viene chiamata Porta del Cielo. Già i santi Padri la menzionano così e nello stesso modo è chiamata nell' Akathistos, il magnifico inno col quale la Chiesa d' Oriente onora la Madre di Dio.
          Certamente la vera devozione a Maria porta al Cielo per la semplice ragione che la Madre porta al Figlio e nella maniera più sicura, rapida e breve. Fu il sì della Vergine che fece in modo che Dio entrasse nell'umanità. Per questo, è sia la porta del Cielo dalla quale discende Dio fino agli uomini che la Porta verso Dio che è in Cielo per gli uomini.
          Lei viene ora in nostro aiuto affinché possiamo attraversare questa porta così stretta, tanto che pochi sono quelli che la trovano (Cfr. Mt 7,14).
          Possiamo dire che la Madre di Dio ci insegna a farci piccoli, nell'umiltà del cuore. Questa piccolezza paradossalmente presuppone il dilatarsi del cuore con la presenza costante di Dio nelle nostre vite. Per raggiungerLo ci offre la chiave, dicendo così:

Desidero dirvi come si apre: per mezzo della bontà, della misericordia, dell'amore e della pace, per mezzo di mio Figlio.

          E' Gesù Cristo Colui che ci ha detto che se siamo misericordiosi otterremo misericordia, che se siamo portatori e operatori di pace saremo chiamati figli di Dio (Cfr. Mt 5: 7.9); che nell'amore a Dio e al prossimo si riassume tutta la Legge e i profeti (Cf. Mt 22:40); che la bontà è l'attributo di Dio (Cf. Mt 19:17). Seguire l'insegnamento del Signore significa seguire Lui stesso, significa percorrere il cammino di santità che ci propone e per il quale ci conduce nostra Madre del Cielo.
          Continuando aggiunge:

Perciò, figli miei, non perdete tempo in vanità. Solo la conoscenza dell'Amore di mio Figlio può salvarvi.

          Queste parole possiedono la forza di svegliarci alla realtà e toglierci dal torpore in cui stiamo. Il mondo è narcotizzato. Mentre si manifestano avvenimenti tremendi nei quali sempre più è maggiore l'offesa a Dio, nei quali si calpesta la vita, nei quali si uccide impunemente sotto il ridosso di leggi sacrileghe che fanno di un crimine abominevole – l'aborto – un diritto, mentre si distrugge la famiglia togliendo ai padri la potestà sui figli; corrompendo il nome del matrimonio e di famiglia; dando in adozione bambini a chi non avrà cura di loro ma che li travieranno; mentre accade tutto questo, pochissimi sono coloro che combattono e pregano e si sacrificano per riparare e intercedere.
          La Santa Messa è l'atto maggiore, di merito infinito al fine di intercedere e salvare un mondo che va verso la perdizione. Ciò nonostante, la maggioranza ignora il valore dell'Eucaristia e non celebra né partecipa in proporzione a così infinito dono. Al contrario, non solo la si rende vana e la si banalizza ma la si sottomette a qualsiasi tipo di sacrilegio. Mentre la massa si sveglia solo quando gli si tocca il portafoglio ma continua a dormire quando si tratta di difendere la Legge di Dio, perché hanno perso il senso morale e vivono solo per il – ogni volta sempre meno – “ panem et – ogni volta sempre di più – circense ”, mentre tutto questo succede il tempo viene trascorso in vanità senza rimedio al cammino che si sta facendo verso la morte, la morte eterna.
          Urge tornare a Cristo, urge incontrarsi col Signore che significa incontrare il suo amore, conoscere il suo amore e rispondere amandoLo e adorandoLo. Conoscere l'amore senza limiti né misura di un Dio che si fa uno di noi per salvarci e diventa Eucaristia affinché entriamo nella sua intimità e che ancora ci offre la sua salvezza. Così grande è tutto questo mistero di amore quasi come ciò che si può meditare e dire di lui.
          In realtà, non sarà sufficiente tutta l'eternità per comprendere questo amore salvifico di Dio.
          Sì, lo sappiamo o lo intuiamo, ma lo viviamo? Per esempio vediamo nel prossimo un antagonista o qualcuno da amare o da salvare? Siamo nelle nostre azioni e gesti benevoli e portiamo pace e amore o a volte ci offriamo al litigio o ci trasformiamo in strumenti di discordia? Sappiamo frenarci davanti all'impulso di inimicizia, di critica verso il prossimo? Siamo misericordiosi? Davanti alla miseria morale e materiale sperimentiamo la necessità di scoprire queste miserie e di aiutare a riscattare quest' anima? La nostra reazione è di vendetta e condanna o ci proponiamo di essere strumenti di salvezza facendo ciò che ci chiede nostra Madre?

Per mezzo di questo Amore salvifico e dello Spirito Santo, Egli mi ha scelto ed io, insieme a Lui, scelgo voi perché siate apostoli del Suo Amore e della Sua Volontà. Figli miei, su di voi c'è una grande responsabilità. Desidero che voi, col vostro esempio, aiutiate i peccatori a tornare a vedere, che arricchiate le loro povere anime e li riportiate tra le mie braccia.

          Lui ci avvicina alla grazia e l'averla accolta ci rende responsabili di diffonderla con l'esempio della nostra vita e con le opere.
          Colui che riceve la luce deve dare testimonianza di questa luce, riflettendola nell'oscurità. Dobbiamo essere “sale della terra e luce del mondo” (Cfr. Mt 5:13s).
          Dare l'esempio con la vita affinché coloro che sono lontani, per la luce che riflettiamo in noi, possano vedere; per l'amore di cui dobbiamo essere portatori si arricchiscano queste povere anime che non conoscono l'amore e allora ritornino al grembo verginale e materno di Maria che li porterà al Signore e Salvatore.
          Siamo chiamati a essere apostoli, gli apostoli degli ultimi tempi, profetizzati da san Luis Maria Grignion de Monfort. Essere apostoli della Santissima Vergine o di Cristo attraverso di Lei, è un onore altissimo che comporta una grande responsabilità.
          Non abbiamo paura perché il Signore ci unge con lo Spirito Santo per poter essere illuminati in tempi di confusione, per avere forza nei tempi di persecuzione e per poter portare a termine la missione.

Perciò pregate, pregate, digiunate e confessatevi regolarmente. Se mangiare mio Figlio è il centro della vostra vita, allora non abbiate paura: potete tutto.

          Preghiera, digiuno, confessione regolare (almeno una volta al mese e tutte le volte che per aver commesso un peccato grave, ossia mortale, si renda necessario) e Eucaristia frequente. Qui aggiunge qualcosa di importantissimo dal quale non possiamo fuggire: fare dell'Eucaristia il centro delle nostre vite. Questo significa amarla, celebrarla con una partecipazione attiva che implica anche adorarla nella celebrazione e adorarla fuori della Messa. Colui che vive questo, colui che vive una vita così – attenzione a cio' che dice nel messaggio – tutto può e nulla deve temere. Colui che vive così conosce l'amore di Dio e lo riconosce nella sua vita.
          Questo amore che salva.

Io sono con voi. Prego ogni giorno per i pastori e mi aspetto lo stesso da voi. Perché, figli miei, senza la loro guida ed il rafforzamento che vi viene per mezzo della benedizione non potete andare avanti.

          La Vergine non si frappone alla Chiesa di suo Figlio e non viene a sostituirsi ai suoi pastori. In ogni caso viene sì a dire ciò che i pastori (cioè sacerdoti e vescovi) non dicono. Lei non li sostituisce né li ignora. Come potrebbe farlo, Lei che è Madre della Chiesa e Madre di tutti i sacerdoti? Per questo, in questo messaggio –come in altri- manifesta l'imprescindibilità dei pastori. I pastori, pur criticabili nelle loro attitudini, sono stati eletti da Cristo. E se i pastori non sono buoni, se i sacerdoti o i vescovi hanno mancanze, allora occorre pregare per loro. La critica non salva il cattivo e condanna colui che critica.
          Per questo, la Madre di Dio spera che l'attitudine degli altri suoi figli non sia di critica ma di preghiera. Questo significa che la preghiera è molto importante.
          Sebbene noi non lo crediamo la nostra preghiera ha importanza e molta. La preghiera insieme alla testimonianza esemplare e al sacrificio può cambiare anche quello che sembra impossibile. Per una semplice ragione, perché Dio ne tiene conto.
          Il cammino di salvezza, quello che conduce alla Porta del Cielo, si fa con i pastori, che sono coloro che guidano il popolo di Dio attraverso l'insegnamento della sana dottrina e lo santificano con i sacramenti, la preghiera e benedicendolo lo governano.

P. Justo Antonio Lo Feudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org


Messaggio della Regina della Pace a Mirjana. Medjugorje. 2 Luglio 2012.

Figli miei, di nuovo vi prego maternamente di fermarvi un momento e di riflettere su voi stessi e sulla transitorietà di questa vostra vita terrena. Poi riflettete sull'eternità e sulla beatitudine eterna. Voi cosa desiderate, per quale strada volete andare? L'amore del Padre mi manda affinché sia per voi mediatrice, affinché con materno amore vi mostri la via che conduce alla purezza dell'anima, di un'anima non appesantita dal peccato, di un'anima che conoscerà l'eternità. Prego che la luce dell'amore di mio Figlio vi illumini, che vinciate le debolezze e usciate dalla miseria. Voi siete miei figli e io vi voglio tutti sulla via della salvezza. Perciò, figli miei, radunatevi intorno a me, affinché possa farvi conoscere l'amore di mio Figlio ed aprire così la porta della beatitudine eterna. Pregate come me per i vostri pastori. Di nuovo vi ammonisco: non giudicateli, perché mio Figlio li ha scelti. Vi ringrazio.

         Nessuno si è creato da solo così come nessuno si può salvare da solo.
         
Salvarsi da cosa, alcuni domandano. Salvarsi dalla morte e da ogni morte dell'anima. Nessuno che non sia il Signore può dare la vera pace e sanare nel profondo l'anima. I mali spirituali non si curano con psicofarmaci. Molti si agitano, si riempiono di cose da fare o da raggiungere e l'unica cosa a cui arrivano è quella di correre dietro al vento. Si muovono sebbene la maggior parte delle volte non sanno quale sia la meta ultima. I giorni e gli anni passano e la maggior parte senza lasciar traccia. Questo è ciò che succede a molti, ma nessuno è esente dal cadere nella voragine senza rendersene conto. Per questo, la chiamata della Vergine è per tutti, non solo ai più lontani. E' il momento di fermarsi, dice nostra Madre, e di riflettere. Di uscire da quello stato narcotizzato, di letargo o di stordimento che blocca la verità della nostra vita in terra. La nostra vita è breve. Dice il salmista che si può vivere fino a 70 anni, 80 per i più robusti ma quasi tutti sono fatica, dolore; passano presto e noi ci dileguiamo (Cf. Sal 90). Siamo come il fiore del campo che oggi c'è e domani con un soffio sparisce (Cf. Sal 103).

          Tutto passa e anche la nostra vita. La morte è la fine di tutto? Certamente non lo è. Allora perché ci affatichiamo? Dove sono diretti i nostri sforzi e le nostre preoccupazioni? Per ciò che è passeggero o per ciò che è eterno?
         
Perché siamo stati creati per la vita e non per la morte, questa si presenta come un'irruzione che contraddice la nostra intima natura. Desideriamo l'eternità, l'infinito. Ma non un'eternità di giorni che si susseguono come quelli che viviamo qui sulla terra. Ciò rappresenterebbe un castigo non una felicità. La beatitudine è godere di tutta la bellezza e il bene che nessuno mai vide né ascoltò né cuore umano potè arrivare a concepire. Questo è ciò che Dio ha preparato per coloro che lo amano. (Cf. 1 Cor 2:9).

          Vogliamo attraversare il cammino di questa vita senza orizzonte trascendente o desideriamo incamminarci fino a questa eternità che sbirciamo con la nostra fede e che ora ci viene incontro attraverso l'Inviata di Dio?
          Cristo resuscitò. Cristo è vivo. Cristo è la Resurrezione e la Vita. E ci chiama alla vita, vita in abbondanza, vita eterna che possiamo e dobbiamo scegliere già ora, senza dilazioni.
          Ma, per sapere di che stiamo parlando, per conoscere il significato profondo del messaggio della Vergine Santissima che si offre come mediatrice e guida fino alla vera felicità dell'eternità, l'anima, il cuore, deve essere puro. Chi avrà un cuore puro vedrà Dio (Mt 5:8); chi ha cuore puro è colui che potrà stare nel recinto santo e nel monte del Signore (Cf. sal 24), vale a dire che sarà elevato da Dio alle altezze spirituali di ineffabile felicità. Tutto questo implica purificazione perché nessuno può dire che egli stesso ha ripulito il suo cuore (Cf. Prv. 20:9).
          Il peccato opprime l'anima e porta alla tristezza, all'allontanamento dal bene. Solo l'amore di Cristo salva. Questo amore è lo stesso del Padre ed è quello che ci offre la Santissima Vergine. Lei conduce al Figlio perché il Figlio per suo amore misericordioso purifichi il nostro cuore.
          Il sentire della Madre del Signore è lo stesso di Dio: che tutti gli uomini si salvino. Dio salva dalla morte, da ogni morte, in Gesù Cristo e in Lui e per Lui ci offre la grazia della salvezza. A noi tocca di accoglierla e renderla fruttifera. E' di Sant' Agostino il famoso aforisma: “Dio, che ti creò senza di te, non ti salverà senza di te”. Questo Padre della Chiesa dell' Occidente, con la sua genialità, in poche parole dichiara la verità che la salvezza, essendo opera primaria di Dio, richiede la partecipazione dell'uomo che accoglie la grazia salvifica.

          In tempi di grande confusione spirituale, di confusione nella dottrina della fede e nella morale; in tempi di silenzio fin'anche all'assenza pastorale (quando solo molte poche voci si innalzano ad annunciare la salvezza di Gesù Cristo, per denunciare il peccato del mondo e per guidare il popolo di Dio); in tempi tanto difficili, Dio ci offre la salvezza attraverso la Santissima Vergine.
          Molti sono anche restii a riconoscere l'autenticità di queste apparizioni straordinarie in terra di Erzegovina, obiettando che mai si videro apparizioni così lunghe (quelle di Laus continuarono per 54 anni, sebbene non erano giornaliere); inoltre che accadono tutti i giorni, che la Madonna parla molto e che i messaggi si ripetono. Ma, sono ciechi e non vedono l'oscurità nella quale è immersa la terra? Non percepiscono che le grandi verità della fede sono taciute e falsificate? Non si rendono conto che Maria è la Madre di tutta l'umanità e quando l'umanità è al limite del cataclisma e dell'autoestinzione, Lei deve essere presente? Giorni scorsi dicevo ad una persona che faceva queste obiezioni –e che molti, soprattutto teologi, fanno- che se davanti a questo momento drammatico per l'umanità, che può cambiare in tragedie per tutti, non esistessero queste apparizioni, allora dubiterei che la Vergine sia nostra Madre. Come può lasciarci da soli?
          P. Slavko raccontava la conversione di uno psicoterapeuta protestante al cattolicesimo per le apparizioni della Vergine a Medjugorie. Quando P Slavko gli chiese come avvenne la sua conversione, lui gli rispose: “Mi convinsi che qui appariva la Vergine quando riconobbi che Lei è Madre. Come psicoterapeuta so che la principale causa dei problemi nelle famiglie in Occidente è dovuta all'assenza della figura materna. Quindi Lei venendo tutti i giorni, ripetendo le stesse cose, sta dimostrando che è Madre, Madre di tutti noi, suoi figli”. Lei viene per sanarci, per riunirci attorno a Lei, per portarci a suo Figlio e Lui alla Vita, alla felicità che non ha fine.

          Termina questo messaggio ripetendo e ammonendo perché non ci si fa caso, che occorre pregare per i pastori (sacerdoti e vescovi) e non giudicarli. Per quanto possiamo essere sbagliati, che possiamo dar scandalo e comportarci indebitamente, dando cattivo esempio e deviando il popolo di Dio, la Madre di Dio non viene per accusarci ma per pregare per ciascuno di noi. Ci chiede di imitarla, che preghiamo tutti per i nostri pastori perché non si condannino, affinché rettifichino la loro direzione, affinché siano buoni pastori del gregge che gli è stato affidato, affinché insegnino la retta dottrina cattolica e la vivano, affinché siano santi e santifichino il popolo di Dio. Già lo disse la Santissima Vergine : Lei trionferà in unione ai suoi pastori.

P. Justo Antonio Lo Feudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org


 

Messaggio della Regina della Pace a Mirjana. Medjugorje. 2 Agosto 2012.

Cari figli, sono con voi e non mi arrendo. Desidero farvi conoscere mio Figlio. Desidero i miei figli con me nella vita eterna. Desidero che proviate la gioia della pace e che abbiate la salvezza eterna. Prego affinché superiate le debolezze umane. Prego mio Figlio affinché vi doni cuori puri. Cari miei figli, solo cuori puri sanno come portare la croce e sanno come sacrificarsi per tutti quei peccatori che hanno offeso il Padre Celeste e che anche oggi lo offendono ma non l'hanno conosciuto. Prego affinché conosciate la luce della vera fede che viene solo dalla preghiera di cuori puri. Allora tutti coloro che vi sono vicini proveranno l'amore di mio Figlio. Pregate per coloro che mio Figlio ha scelto perche vi guidino sulla via verso la salvezza. Che le vostre labbra siano chiuse ad ogni giudizio. Vi ringrazio.


Commento

“ ..non mi arrendo”
          La Santissima Vergine non si arrende, non si da per vinta. E' come se dicesse non mi arrendo anche se non mi ascoltano; anche se leggono i miei messaggi ma non cambiano ; anche se alcuni e non pochi, nella mia Chiesa mi ignorano e si domandano come può essere che parla tanto, che appaia da così tanto tempo. Queste tre parole, “non mi arrendo”, racchiudono già il futuro trionfo della nostra Madre celeste.

Desidero i miei figli con me nella vita eterna..... che abbiate la salvezza eterna”           Perché ci ama così come ci ama ci vuole con Lei.
          In tempi in cui salvezza è un termine che viene usato solo per questa vita e in cui l'anima viene sostituita dal corpo, tanto che la principale preoccupazione è la salute(1) e la palestra si è trasformato in un luogo di culto di massa; quando non si parla di giustizia di Dio e, così neanche di inferno perché si arriva a dire che è vuoto e che tutti si salvano, la Madre di Dio manifesta che la sua preoccupazione è la salvezza di tutti e specialmente di questi suoi figli che vanno verso la dannazione e per questo ci ricorda che cio' che conta è l'eternità.
          Il suo desiderio, cioè che raggiungiamo la salvezza per e in suo Figlio Gesù Cristo, unico Salvatore degli uomini, è la ragione della sua venuta.

“Desidero farvi conoscere mio Figlio... che proviate la gioia della pace”
          Gesù Cristo è Colui che ci salva dalla morte eterna e già da qui ci dona la sua pace che è pienezza e dona gioia alla nostra vita.

“Prego affinché superiate le debolezze umane. Prego mio Figlio affinché vi doni cuori puri... Prego affinché conosciate la luce della vera fede che viene solo dalla preghiera di cuori puri”
          E Lei prega e prega. Prega per darci forze e così superare le nostre debolezze e miserie che ci tengono legati e non ci permettono di avanzare e che anche ci fanno cadere una e altre volte ancora. Queste debolezze e crepature delle quali si serve il Nemico per approfondirle affondandoci e rendendoci schiavi.
          Lei, nostra Madre, ci rende forti e ci rialza. Satana cerca costantemente di distruggerci, portandoci al conflitto, all'odio, al risentimento, alla tristezza e alla totale oscurità e disperazione.
          Lui è il padre della menzogna che per prima cosa fa credere che non esiste nè il peccato, né lui stesso, né l'inferno e , Accusatore, infonde nelle menti che la Chiesa reprime ed è oscurantista, che non lascia fare a nessuno ciò che vuole, colei che limita e perfino cancella la libertà dell'uomo. Che non si può dire alla gente ciò che deve fare, che ci sono cattolici adulti che non devono seguire ciò che dice il Magistero della Chiesa...Poi quando raggiunge il suo obiettivo di morte e rende uno straccio la stessa persona, gli dice che oramai non c'è più salvezza per lei, che la sua vita è un totale fallimento e che la cosa migliore è di uccidersi al più presto.
          La Santissima Vergine ci porta la pace e la gioia, la felicità ora in questa terra, perché ci conduce a suo Figlio che ha il potere di cambiare radicalmente le nostre vite. Per suo Figlio, al quale non importa quanto e per quanto tempo un'anima sia sprofondata nel peggiore dei mali, nessuna vita è persa e, a chi lo cerca sinceramente, le dona la salvezza, lo purifica, gli ridona la dignità persa e cambia la sua tristezza e pianto in canto di giubilo.
          Gesù Cristo purifica i nostri cuori e ci rende capaci di incontrarci con Lui in ogni preghiera. Dall'oscurità passiamo alla luce della verità della fede, della verità dell'amore e della vita.

          Quante volte in questi più di trenta anni la Regina della Pace ci ha invitato alla preghiera e al digiuno! Sono incalcolabili. E in tutti, se si guarda bene, l'enfasi và oltre la pratica della preghiera e del digiuno, arriva direttamente al cuore. Preghiera e digiuno sono strumenti ma ciò che vuole nostra Madre, ciò che Dio vuole da noi, è il cuore. Il cuore è la parte più profonda e intima della persona. Questo nostro cuore, con tante oscurità, con tante debolezze, con tante codardie, doppiezze e negazioni, lo può rendere puro solo il Signore.
          Il santo Curato d' Ars ricordava che nell'unione con Dio, che è la vera preghiera, il cuore puro sperimenta in se stesso una tale soavità e dolcezza che lo ubriaca, si sente circondato da una luce encomiabile. Si crea l'intimità con Dio e per essa arriva una felicità ineffabile.

“... solo cuori puri sanno come portare la croce e sanno come sacrificarsi per tutti quei peccatori che hanno offeso il Padre Celeste e che anche oggi lo offendono ma non l'hanno conosciuto”
          Anche san Giovanni Maria Vianney diceva che il nostro cuore è piccolo ma la preghiera lo dilata e lo rende capace di amare Dio. Quest'amore diventa zelo per la sua gloria e dolore per ogni oltraggio che si compie contro di Lui. Allora, l'amore di Dio si manifesta in riparazione e intercessione per coloro che lo offendono.
          La purezza del cuore implica il sacrificarsi per amore, come ci mostra l'esempio dei pastorelli di Fatima. Il cuore puro è il cuore amante che sopporta la croce con dignità, gioia e generosità. E' quel cuore che sa che il dolore offerto ha il valore della corredenzione.

“Allora tutti coloro che vi sono vicini proveranno l'amore di mio Figlio”
          Sì, la Vergine prega suo Figlio perché ci conceda questa purezza, questa trasparenza. Purezza è quella che lascia penetrare la luce della verità, della fede, della bellezza, dell'amore e che non permette di essere turbata né dall'inganno, né da nessun sentimento negativo. Il cuore puro rende luminosa la persona. La rende trasparente alla Luce, che è Gesù Cristo. Il cuore puro è orante e adorante impregnato del profumo di Dio. Profumo che gli altri percepiscono.

“Pregate per coloro che mio Figlio ha scelto perche vi guidino sulla via verso la salvezza. Che le vostre labbra siano chiuse ad ogni giudizio.”
          Siamo dinanzi alla stessa esortazione dei precedenti messaggi: pregare per i sacerdoti, non criticarli. Non è che noi sacerdoti non siamo criticabili o che siamo possessori di patente di impunità e per questo non dobbiamo essere criticati. Non si tratta di questo. Direi che è il contrario: nella stessa persona è solito mescolarsi il grano buono con la zizzania e insieme con azioni pastorali encomiabili e a disinteressi vediamo che siamo criticabili, facciamo cose che non sono buone. Senza arrivare ai grandi scandali sempre deplorevoli ma che non macchiano la maggioranza dei sacerdoti, ci sono sempre motivi e situazioni che non sono ciò che dovrebbero essere. Ad esempio , dare importanza ad alcune persone più che altre, cadere nell'abitudine, non essere spirituali come si dovrebbe essere e apparire mondano, avere colpi di rabbia o di impazienza, non essere sempre disponibili verso chi ha bisogno, chiudere la chiesa al culto, trascurare la liturgia e tante altre cose. Tutto questo e anche ciò che ognuno può aggiungere. Tuttavia – e questo è valido per qualsiasi persona non solo per i sacerdoti- la critica non fa bene a nessuno, né a chi critica né al criticato. Ma i sacerdoti, più che i comuni mortali, portano un tesoro in vasi di argilla. Che significa questo? Che insieme alla fragilità umana c'è la dignità unica del sacerdote, che fa di un uomo un altro Cristo. Il sacerdote non appartiene a se stesso, appartiene all'Altro. Dalla sua ordinazione non è lui che vive ma Cristo che vive in lui. Il sacerdote è responsabile dell'annuncio della fede nella sua integrità e esigenza, è colui che deve aiutare i molti a conoscere e ad amare Dio. Il sacerdote possiede una dignità unica e agisce nella persona di Cristo realizzando ciò che nessun uomo potrebbe fare: la consacrazione del pane e del vino affinché diventino realmente la presenza del Signore, l'assoluzione dei peccati. Il Signore si fa presente attraverso il suo sacerdote, questa persona che Lui stesso ha eletto, come ci ricorda nostra Madre Santissima. Cristo resuscitato per mezzo dei sacerdoti insegna, santifica e governa. I sacerdoti sono un gran dono per la Chiesa e per il mondo. Senza sacerdozio non esiste Eucaristia e senza Eucaristia non c'è la Presenza del Signore, nè esiste la Chiesa. Attraverso il ministero sacerdotale, il Signore continua a salvare gli uomini e a farsi presente e a santificare. Nel mezzo dell'oscurità e del disorientamento attinge la luce dalla Parola, che è Cristo. Insegna in nome di Cristo presente, propone la verità che è Cristo. Come ricordava il Santo Padre, il sacerdozio è la risposta alla chiamata del Signore, alla sua volontà, per arrivare ad essere annunciatori non di una verità personale, ma della sua verità. Per questo i fedeli devono stare vicino ai propri sacerdoti, vicino con la preghiera e con il sostegno, soprattutto nei momenti difficili, affinché possano essere sempre pastori secondo il cuore di Dio.
          Infine, anche se Dio nel suo giudizio sarà necessariamente esigente verso i sacerdoti poiché “a chi molto si è dato molto si chiederà”, è al tempo stesso geloso dei suoi eletti(2). Per questo, “chiudere la bocca e non giudicare i sacerdoti” e aprire il cuore alla preghiera per loro.

P. Justo Antonio Lo Feudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org
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1 Salute e salvezza hanno la stessa radice etimologica: salus/salutis.

2 Suggeriso di rileggere l'episodio protagonisti Aronne e Miriam e Mosè suo fratello, riportato nel capitolo 12 del libro dei Numeri.


 

Messaggio della Regina della Pace a Mirjana. Medjugorje. 2 Settembre 2012.

Cari figli, mentre i miei occhi vi guardano, la mia anima cerca anime con le quali vuole essere una cosa sola, anime che abbiano compreso l'importanza della preghiera per quei miei figli che non hanno conosciuto l'Amore del Padre Celeste. Vi chiamo perché ho bisogno di voi. Accettate la missione e non temete: vi renderò forti. Vi riempirò delle mie grazie. Col mio amore vi proteggerò dallo spirito del male. Sarò con voi. Con la mia presenza vi consolerò nei momenti difficili. Vi ringrazio per i cuori aperti. Pregate per i sacerdoti. Pregate perché l'unione tra mio Figlio e loro sia più forte possibile, affinché siano una cosa sola. Vi ringrazio.

          Il messaggio è una nuova chiamata alla preghiera per coloro che non hanno conosciuto l'amore di Dio e per i sacerdoti. La Santissima Vergine le da il nome di missione perché è la preghiera che fa uscire da se stessi, dalle proprie necessità per occuparsi dell'altro e questo altro è colui che più ne ha bisogno sia per salvarsi che per essere strumento eletto e imprescindibile di salvezza.
          Nel messaggio ci sono risonanze particolari nelle quali è importante addentrarsi.

“Cari figli, mentre i miei occhi vi guardano”
          Fin dall'inizio ci sta dicendo che ha costantemente il suo sguardo sopra di noi. Com'è il suo sguardo? Quello dell'amore che non conosce limiti. E' penetrante e dolce allo stesso tempo. E' lo sguardo materno dei suoi occhi misericordiosi, che non accusano e si commuovono. E' lo sguardo ripieno di amore attento a tutti e a ciascuno dei suoi figli, tanto a coloro che stanno lontani quanto a coloro che stanno vicino a Lei e a Dio.

“la mia anima cerca anime con le quali vuole essere una cosa sola, anime che abbiano compreso l'importanza della preghiera per quei miei figli che non hanno conosciuto l'Amore del Padre Celeste”.
          Perché abbiamo la tendenza a dimenticarlo, ripete ciò che tanto volte ci ha detto: la preghiera è la prima cosa, la più importante, urgente, assolutamente necessaria.
          Essendo così, allora la domanda che ciascuno di noi si deve fare è fino a dove abbiamo risposto a questi messaggi di pregare per coloro che sono lontani da Dio e nel cammino di perdizione. Ognuno di noi si deve interpellare:quando è stata l'ultima volta che lo feci e se prego per loro con che assiduità. Sempre? Prego per persone concrete o per tutte in generale? Unisco il sacrificio alla mia preghiera? Che cosa serve quando mi incrocio con qualcuno che mi disgusta per il suo atteggiamento aggressivo, immorale o blasfemo? Lo critico dentro di me o a volte esprimo un giudizio riprovevole o lo vedo come qualcuno per il quale devo pregare?
          A coloro che non conoscono Dio, che bestemmiano, che se la ridono di tutto ciò che è santo, la Santissima Vergine non li giudica per condannarli ma nella pienezza della misericordia e con tristezza – perché vede che si stanno perdendo e che possono perdersi per sempre – desidera salvarli ed instancabilmente prega per loro e cerca i figli generosi che si uniscono alle sue preghiere.

          Lo dice chiaramente: cerca anime che si uniscano per essere tutti un'anima sola con la sua. E' una chiamata all'unione e quest'unione è ciò che fa essere Chiesa. Chiesa come fu la prima Chiesa. Sappiamo, perché lo raccontano gli Atti degli Apostoli, che gli Apostoli, gli altri discepoli e i nuovi convertiti al cammino della fede in Gesù Cristo, erano uniti alla Madre del Signore ed erano un cuore solo, un'anima sola, unanimi (1) nella preghiera (Cfr., Atti 4:32), tutto quanto pervaso da uno stesso spirito, nello stesso amore verso Dio e fra di loro.
          E' la stessa unione alla quale esortava san Paolo nella sua lettera agli Efesini, quando diceva: “sforziamoci di mantenere l'unità dello Spirito”. E poi, per chiarire di che unione si tratta, continuava: “Un solo corpo ( la Chiesa ) e un solo Spirito….un Signore, una fede, un battesimo. Un Dio, Padre di tutto, che trascende tutto e tutto penetra e tutto include” (Cf. Ef 4:3-6). L'unione viene dallo Spirito Santo e si manifesta nella stessa fede in Dio, Trino e Uno. Parafrasando l'Apostolo possiamo aggiungere che l'unità viene inoltre da “una sola Madre”, che è costantemente presente e che ci ama, affinché la aiutiamo nell'opera di salvezza che il Signore le ha affidato. Per questo, l'unione a cui aspira la Vergine è la sua, di Madre con i suoi figli, di coloro che la seguono e vivono il suo messaggio.

“Vi chiamo perché ho bisogno di voi”.
          Certe persone sono rimaste impressionate dal fatto che Lei, la Regina di tutto il creato, la creatura più vicina e intima a Dio, dica “ne ho bisogno”. E' certo che, senza queste parole, molte volte lo ha fatto capire. Questa necessità deriva dallo stesso evento di salvezza, la Passione , Morte e Resurrezione di nostro Signor Gesù Cristo.
          Nel senso stretto, alla Passione di Cristo nulla le manca e Lui è l'unico Salvatore. Tuttavia, ha voluto che tutti siamo coinvolti nell'opera di co-redenzione, unendoci con le nostre preghiere e le nostre sofferenze alle sue. In questa opera la prima che unì fu la sua Santissima Madre, che è la Corredentrice per antonomasia. Sebbene Lei sia l'onnipotenza supplicante e la sua preghiera è già nel cuore stesso di suo Figlio, anche –per decisione divina- sono necessarie le nostre suppliche e i nostri sacrifici uniti a quelli della Madre di Dio. Il bisogno, in sintesi, è il bisogno dell'amore che unisce tutti nello stesso atto salvifico.

“Pregate per i sacerdoti. Pregate perché l'unione tra mio Figlio e loro sia più forte possibile, affinché siano una cosa sola”.
          Di nuovo invoca l'unione, ma questa volta fra i sacerdoti e Cristo. L'unione è ciò che collega le due parti del messaggio: l'unione con Lei nell'intercessione per coloro che non conoscono l'amore del Padre e la preghiera – anche unita alla sua – per l'unione dei sacerdoti con Cristo.
          Nel Vangelo secondo san Giovanni, nel passo dell'Ultima Cena, Gesù prega il Padre, e la preghiera conosciuta per molti come preghiera sacerdotale o più propriamente preghiera di Cristo per l'unità della Chiesa. Questa preghiera ebbe luogo nel momento culminante, prima che il Signore lasciasse questo mondo (Cfr. Gv 17).
          Cristo prega il Padre per gli Apostoli, i suoi primi sacerdoti, affinché rimangano uniti e per quelli che verranno ad unirsi nel tempo futuro. In quella preghiera del Padre, che è preghiera permanente, il Signore supplica che li protegga e supplica per l'assenso di fedeltà alla sua persona e al suo messaggio.

          Come Gesù Cristo, coloro che a Lui sono consacrati sono nel mondo ma non sono del mondo.
          Tante sono le forze che rendono imperfetta l'unione del sacerdote con Cristo e una di queste è il mondo: pensare come il mondo, desiderare piacere al mondo o cadere nella tentazione del mondo che lusinga e terminare servendo il mondo al posto di Dio.
          Il mondo può penetrare molto sottilmente nella vita del consacrato, senza che lui stesso lo capisca. Tuttavia attualmente il pericolo non è tanto ciò che viene direttamente dall'esterno ma da dentro dove il mondo si è messo con criteri, false teologie, correnti razionaliste e neomoderniste .

          Cristo supplica il Padre non solo che li protegga ma che li santifichi. Il significato della santificazione è la consacrazione e pertanto la conformità a Cristo (2).

          Se teniamo conto che la preghiera la pronuncia il Signore al momento della prima ordinazione sacerdotale della storia possiamo concludere che, sebbene sia per l'unione di tutta la Chiesa presente e futura, è particolarmente indirizzata ai sacerdoti.
          L'unione per la quale prega Gesù Cristo è l'unione fra loro e di loro con il Padre e il Figlio. Prega affinché quest'unione sia perfetta: “come te, Padre, in me ed io in te, che loro siano uno con noi……perché siano uno come noi siamo uno: io con loro e tu con me, perché siano perfettamente uno” (Cfr. Gv 17:21-23). È l'unione perfetta dell'amore. È uniti a Lui e fra noi sacerdoti che dobbiamo presentarci e andare nel mondo. Andare nel mondo portando Cristo, col quale dobbiamo stare fortemente uniti, affinché il mondo si salvi (3).

“Accettate la missione e non temete: vi renderò forti. Vi riempirò delle mie grazie. Col mio amore vi proteggerò dallo spirito del male. Sarò con voi. Con la mia presenza vi consolerò nei momenti difficili”.
          E' sottointeso che la missione implica una lotta spirituale. E' per questo che la Santissima Vergine promette di non lasciarci soli né senza protezione, al contrario, ci conferma il suo amore di Madre Santissima riempiendoci delle sue grazie, donandoci la sua protezione, rafforzandoci e consolidandoci con la sua presenza nei momenti di tribolazione.
          Lo spirito del male, Satana e la maggioranza dei demoni, avvertono fuggono dinanzi alla presenza della Santissima Vergine. Questa presenza in noi –quella del suo amore nel quale siamo rivestiti – ci dona forza e sicurezza e ci rianima.
          L'abbondanza delle grazie che ci promette sono quelle che la Santissima Vergine ottiene da Dio attraverso le suppliche e poi distribuisce ai suoi figli.

          Nel 1830, nella Rue de Bac a Parigi, la novizia vicentina Catalina Labouré si vide privilegiata dalle apparizioni della Santissima Vergine. In una di quelle apparizioni vede che raggi luminosi salgono dalle mani della Vergine, sono le grazie. Alcuni di questi raggi erano spezzati e non arrivavano a terra,erano – parole della Vergine – “i tanti favori e grazie che io volevo concedere alle persone, ma rimasero non offerti perché la gente non li chiese. Molte grazie e aiuti celesti non si ottengono perché non si chiedono”. Naturalmente coloro che sono lontani da Dio non li chiedono ma sì –e per questo la Santissima Vergine ha bisogno di noi – altri possono chiederli intercedendo per loro.

          Tu, Santissima Madre, non allontanare il tuo sguardo da noi e conosci tutto, le nostre necessità, le nostre debolezze così come la nostra fede e amore. Tu – lo dici – hai bisogno di noi.
         L'amore sempre ha bisogno dell'altro. Quest'amore tuo incommensurabile ha bisogno di noi per amore anche di chi non conosce l'amore.
          Tu ci chiami alla missione e desideriamo dirti di sì, che l'accettiamo e che nulla temeremo perché tu ci ami, perché sei nostra Madre e non ti separi da noi, perché intercedi davanti a Dio per ciascuno di noi.
          Desideriamo essere un'anima sola, tutti noi con te; spogliarci dagli egoismi, staccarci da noi stessi per , con lo stesso cuore e in uno stesso spirito, salvare coloro che si perdono e rafforzare l'unione dei sacerdoti di Cristo con il loro Signore, affinché –come tuo Figlio lo chiese al Padre – siano uno come loro sono uno.
          I nostri cuori aperti ti rendono grazie santa Madre di Dio e si uniscono al tuo, Immacolato, in preghiera perpetua, lode e adorazione a Dio.

          Oh Maria, concepita senza peccato! Pregate per noi che ricorriamo a Voi.

P. Justo Antonio Lofeudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org
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(1)  Il significato della parola unanime è “una sola anima” .
(2)  La consacrazione è alla verità del Vangelo. Cristo è la Verità e Colui che fa conoscere la verità.
(3)  Sappiamo, per ciò che Mirjana spiegò ai pellegrini, che la preghiera per i sacerdoti è soprattutto perché siano forti nei tempi che stanno per arrivare. Perché il Signore ci dia forza già da ora perchè, sempre secondo la veggente, i sacerdoti sono i ponti per mezzo dei quali tutti dobbiamo passare. I ponti fra questo tempo e il tempo nuovo che verrà. Il 24 agosto, nell'apparizione a Ivan, secondo la relazione dello stesso veggente, la Vergine pregò per molto tempo per i sacerdoti, vescovi e per il Papa. Quando Ivan commentò l'apparizione mise enfasi sulla preghiera della Vergine rivolta a loro.


Messaggio della Regina della Pace a Mirjana. Medjugorje. 2 Ottobre 2012.

Cari figli, vi chiamo e vengo in mezzo a voi perché ho bisogno di voi. Ho bisogno di apostoli dal cuore puro. Prego, ma pregate anche voi, che lo Spirito Santo vi renda capaci e vi guidi, che vi illumini e vi riempia di amore e di umiltà. Pregate che vi riempia di grazia e di misericordia. Solo allora mi capirete, figli miei. Solo allora capirete il mio dolore per coloro che non hanno conosciuto l'Amore di Dio. Allora potrete aiutarmi. Sarete i miei portatori della luce dell'Amore di Dio. Illuminerete la via a coloro a cui gli occhi sono donati, ma non vogliono vedere. Io desidero che tutti i miei figli vedano mio Figlio. Io desidero che tutti i miei figli vivano il Suo Regno. Vi invito nuovamente e vi prego di pregare per coloro che mio Figlio ha chiamato. Vi ringrazio.  

Cari figli, vi chiamo e vengo in mezzo a voi perché ho bisogno di voi. Ho bisogno di apostoli dal cuore puro.
          Il 2 luglio scorso, la Santissima Vergine nel suo messaggio dato a Mirjana, ci diceva:”il Padre mi invia affinché io sia per voi mediatrice, affinché con cuore materno vi mostri il cammino che conduce alla purezza dell'anima”. Dire purezza dell'anima è lo stesso che dire purezza del cuore. La Madre di Dio, che viene a insegnarci il cammino che porta ad un cuore puro, ora ritorna a dirci che ha bisogno di noi come apostoli, vale a dire come suoi inviati nel mondo. Apostoli sì, che hanno permesso che il proprio cuore sia purificato. Perché “solo i cuori puri sanno come portare la croce e sanno come sacrificarsi per tutti i peccatori che hanno offeso il Padre Celeste e che anche oggi lo offendono” (1). Cerca allora coloro per inviarli in questo mondo ostile a Dio, che non smette di offenderlo, sono coloro che impegnano la loro vita a Lui, sapendo patire la croce di ogni giorno per amore. Questi sono coloro che purificano con la croce i propri cuori, i veri seguaci di Gesù (2) e apostoli di questi ultimi tempi.

Io desidero che tutti i miei figli vedano mio Figlio. Io desidero che tutti i miei figli vivano il Suo Regno.
          Il cuore puro è il cuore aperto dell'amore pulito. E' il cuore di chi ama e comprende le esigenze dell'amore, e dell'amore di questa Madre nostra che vuole, come vuole Dio, che tutti i suoi figli si salvino, che tutti siano un giorno in Cielo, con Lei, contemplando il volto del Signore, godendo della visione beatifica e che già da ora vivano il Regno di Dio in terra, che è quella della pace, la gioia, l'amore, la felicità.

Sarete i miei portatori della luce dell'Amore di Dio. Illuminerete la via a coloro a cui gli occhi sono donati, ma non vogliono vedere.
          Colui che ama risponde alla chiamata del Cuore per aiutarla in questa opera di salvezza. Sarà questo il figlio che porta la luce dell'amore di Dio, la luce della verità che Dio è Amore. A questi figli generosi che rispondono alla sua chiamata gli dice: “Desidero che i propri esempi aiutino i peccatori affinché ritornino a vedere , affinché arricchiscano le proprie povere anime e che ritornino fra le mie braccia” (3).

Prego, ma pregate anche voi, che lo Spirito Santo vi renda capaci e vi guidi, che vi illumini e vi riempia di amore e di umiltà. Pregate che vi riempia di grazia e di misericordia.
          Lo Spirito Santo è nostra guida che illumina per avanzare e non cadere o deviarci dal cammino e quando questo si biforca ci da il discernimento su quale via camminare . Per vivere nello Spirito ed essere docili alle sue ispirazioni dobbiamo rimanere con il cuore attento. Dobbiamo lasciarci convertire a Dio in un processo di continuo avvicinamento o di purificazione. Ciò comporta la conversione delle lacrime che il cuore contrito e umiliato sparge in ogni confessione sacramentale. Confessiamo le nostre miserie per raggiungere la misericordia di Dio; confessiamo i nostri peccati per ricevere l'assoluzione.
          Quando nel sacramento della penitenza ci avviciniamo alla misericordia di Dio, facciamo nostra la preghiera del salmista: “Oh, Dio, crea in me un cuore puro, rinnova in me uno spirito fermo” (4).
          Con l'amore e l'umiltà siamo portati a destinazione dato che senza questi potremmo conoscere il destino ma mai arriveremmo a raggiungerlo.
          Se la carità è la maggiore di tutte le virtù ordinate a Dio, per la quale lo amiamo sopra tutte le cose e amiamo tutti gli altri come noi stessi per amore di Dio; l'umiltà è la madre delle altre virtù morali.
          Il Signore ci esorta ad essere come Lui: “Imparate da me che sono mite e umile di cuore (5) e raggiungerete la pace per le vostre anime” (6).
          E' nuovamente lo Spirito Santo che ci convince del peccato e che sotto la sua luce ci permette di realizzare un vero e onesto esame di coscienza per riconoscere in ciò che non sono umile e che devo fare per praticare questa virtù.
          Colui che vede il suo nulla, colui che riconosce i suoi molti limiti e miserie non può altro che avere occhi e viscere di misericordia nel suo giudizio e nel suo operare verso gli altri.

Vi invito nuovamente e vi prego di pregare per coloro che mio Figlio ha chiamato.
          La Santissima Vergine non puo' concludere il suo messaggio senza menzionare i sacerdoti. Molte sono le ragioni e diverse di queste le abbiamo già commentate.
          Una principale, senza dubbio alcuno, è che sono i sacerdoti coloro che devono condurre il gregge in ogni tempo ed essendo questi tempi già con molta confusione dottrinaria e morale, devono essere pastori fermi, illuminati e fortificati specialmente dallo Spirito Santo. Devono essere i primi apostoli perché la missione di ogni sacerdote è quella di portare Cristo e di essere l'altro Cristo nell'opera di salvezza delle anime.
          E' nella Chiesa che si incontrano, e solo in lei, tutti i mezzi di salvezza e i sacerdoti sono i suoi ministri. Ministri dei sacramenti. Per questo i maggiori attacchi coincidono tanto all'Eucaristia – la quale si intende banalizzare attraverso liturgie desacralizzate e negazioni di falsa teologia – come il sacerdozio ministeriale che si cerca di eguagliarlo a quello comune dei battezzati e dove un femminismo estemporaneo assurdamente pretende che ci siano donne sacerdotesse. L'intenzione è diabolica e chiara: eliminato il sacerdozio ministeriale non c'è Eucaristia né assoluzione dei peccati; svalutati i sacramenti a semplici simboli il sacerdozio perde la sua ragione di essere.
          Questi sono i tempi nei quali c'è bisogno di profeti che non solo annuncino ma che soprattutto denuncino il male che affligge il mondo dedito all'allontanamento da Dio.
          Per tutto questo, perché –lo dice la Madre di Dio- insieme ai sacerdoti sarà il trionfo del suo Cuore Immacolato e perché sono i più attaccati dal Nemico da tutte le parti possibili, ripete la richiesta di non smettere di pregare per coloro che suo Figlio ha chiamato.

          Regina degli apostoli e Madre di tutti i sacerdoti, figli tuoi prediletti, accompagna il nostro cammino e non permettere che ci perdiamo né che veniamo meno essendo infedeli a tuo Figlio. Prega per noi perché sempre fedelmente lo seguiamo e siamo sacerdoti secondo il suo Cuore. Amen.

P. Justo Antonio Lofeudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org
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(1) Messaggio del 2 di agosto 2012
(2) Cf. Lc 9, 23
(3) Messaggio del 2 di giugno 2012
(4) Sal 50, 12
(5) Dice san Tommaso d' Aquino: “L'umiltà non è propria di Dio per non avere un superiore, essendo in cima a tutto… Ma sebbene la virtù dell'umiltà non si possa applicare a Cristo nella Sua natura divina, la si può applicare alla sua natura umana e la Sua divinità fa sì che la sua umiltà sia degna di lode perché la dignità della persona si sommi al merito dell'umiltà. E non può esserci dignità più grande per un uomo che essere Dio. Quindi la maggiore delle lodi va all'umiltà del Dio Uomo, colui che per riscattare i cuori degli uomini dalla gloria del mondo all'amore della gloria divina, scelse di accettare non una morte comune ma la morte più infamante” (Suma Contra Gent. Ib. IV, cap. iv; cf. ib. III, cap. CXXXVI).
(6) Mt 11, 29


 

Messaggio della Regina della Pace a Mirjana. Medjugorje. 2 Novembre 2012.

Cari figli, come Madre vi prego di perseverare come miei apostoli. Prego mio Figlio affinché vi dia la sapienza e la forza divina. Prego affinché valutiate tutto attorno a voi secondo la verità di Dio e vi opponiate fortemente a tutto quello che desidera allontanarvi da mio Figlio. Prego affinché testimoniate l'amore del Padre Celeste secondo mio Figlio. Figli miei, vi è data la grande grazia di essere testimoni dell'amore di Dio. Non prendete alla leggera la responsabilità a voi data. Non affliggete il mio Cuore materno. Come madre desidero fidarmi dei miei figli, dei miei apostoli. Attraverso il digiuno e la preghiera mi aprite la via affinché preghi mio Figlio di essere accanto a voi ed affinché attraverso di voi il Suo Nome sia santificato. Pregate per i pastori, perché niente di tutto questo sarebbe possibile senza di loro. Vi ringrazio.

“Cari figli, come Madre vi prego di perseverare come miei apostoli”
          In questo messaggio c'è una chiamata concreta con un nome anche concreto: essere apostoli suoi e perseverare in quanto tali.
          Sentire che siamo parte di quei figli che ascoltano la Madre, non è necessariamente lo stesso che dire che la si segue e si soddisfa il suo desiderio. La sequela va oltre il sentimento di amore che diciamo di professarle. La sequela è l'azione concreta nell'amore. Seguirla significa andare verso l'altro e non racchiudersi in un ridotto, è diventare un suo inviato giacché apostolo significa proprio inviato. Essere apostolo non è una questione di esibire un titolo, ma di esercitarlo. E l'apostolato, dice Lei, è quello di testimoniare l'amore di Dio rivelato nel suo Figlio, Gesù Cristo.

“Prego mio Figlio affinché vi dia la sapienza e la forza divina”.
          Nostra Madre non smette di pregare per noi, perché siamo degli autentici inviati, perché perseveriamo nella missione affidata a noi e perché il Signore ci dia la saggezza e la forza, che sono doni dello Spirito Santo. Saggezza per avere la luce del discernimento in questa grande confusione attuale, e l'ancora maggiore confusione che sovrasta il mondo: la grande apostasia, l'impostura della menzogna che nega Dio, nega la sua salvezza –addirittura sotto la trappola diabolica che dice che essendo Dio buono non può condannare nessuno e tutti, alla fine, si salvano-, e nega Gesù Cristo come l'unico Salvatore degli uomini.
          La persecuzione, per il potere nelle sue varie forme, che ha iniziato e man mano che passi il tempo diventerà più grande, più evidente e feroce, richiederà tenacia ed eroismo per poter testimoniare la verità della vera fede, e quindi dobbiamo essere rivestiti di fortezza. Fortezza per il combattimento spirituale, e in mezzo alla battaglia, poter testimoniare la vera fede nell'amore di Dio. L'amore di Dio è lo stesso amore che invia la Madonna per guidarci e rivelarci il tempo che stiamo vivendo. Per questo motivo, una delle strategie del Nemico -per seminare più confusione, che è proprio una sua arma, e per sviare il vero cammino ai fedeli e a ogni persona che vuole avvicinarsi a Dio- è quella di mascherarsi del Signore o della Madonna e per mezzo dei falsi veggenti, con messaggi che imitano quelli di Medjugorje e così inoculare il veleno della falsità. Per fare questo utilizza le nostre molte debolezze e una, non certamente minore, è la curiosità.
          La curiosità, molte volte associata alla malsana morbosità di conoscere dove certe calamità andranno ad abbattersi, porta a molti a mettersi in rete per sapere che cosa dice in questo o quel luogo la presunta Vergine, e a informarsi quale nuove apparizioni ci sono, e in aggiunta, per mancanza di discernimento, a diventare propagatori di quelle menzogne che non hanno nulla di innocente. Ebbene, l'esortazione è di lasciare tutte quelle cose e vivere i messaggi e a impegnarsi a pregare e digiunare. Mettendo sempre il cuore nel digiuno e nella preghiera, perché esse siano veramente del cuore. La chiamata è inoltre a confessarsi frequentemente, ma non di routine bensì con il proposito di purificare il cuore, convinti del male che abita in noi, accusando i propri peccati (non degli altri!) con uno spirito contrito e così per mezzo della riconciliazione avvicinarsi sempre di più a Dio. L'esortazione è di vivere l'Eucaristia che si celebra e adorarla, che è adorare Dio. E' anche di leggere e pregare la Parola di Dio, in particolare i Vangeli. E sempre di vivere nella carità, nell'amore, amando e perdonando.

“Prego affinché valutiate tutto attorno a voi secondo la verità di Dio e vi opponiate fortemente a tutto quello che desidera allontanarvi da mio Figlio. Prego affinché testimoniate l'amore del Padre Celeste secondo mio Figlio”
         
Discernere il bene dal male, e non solo, ma anche distinguere quello che è migliore, perfetto, ciò che piace a Dio, tutto ciò significa agire dopo in conformità a quanto si è discernito, a ciò che abbiamo passato attraverso il setaccio della verità e dell'amore, e, quindi, di scegliere e di vivere il vero, il puro, il vero bello per camminare nella santità.
          La santità è l'unione con Cristo, la santità è progredire nell'amore e opporsi con tutte le forze all' inganno, alla menzogna, alla seduzione del male in tutte le sue forme.
          Opporsi fortemente, come richiesto dalla nostra Madre, a tutto ciò che ci vuole allontanare da Cristo, significa tolleranza zero per il male, anche se viene travestito di bene per sé o per altri.
          La nostra opposizione al male è combattuta dalla falsa tolleranza che ci accusano di essere intolleranti. La falsa tolleranza è la tolleranza al male, alle offese a Dio e l'intolleranza di ogni cosa buona e santa. La falsa tolleranza si veste con l'abito del linguaggio falso, uno che dice pane ciò che non è, e lo fa per confondere le anime ignare e deboli nella fede e nella morale. Pertanto, si deve costantemente chiedere da Dio la luce del discernimento.
          Non si può avere tolleranza alcuna con il peccato, con tutto quello che allontana da Dio. L'unica tolleranza dovuta è quella della carità verso il peccatore. La rivelazione di Dio non è una questione di opinione. L'ordine morale non è relativo, la legge di Dio è esplicita, chiara, inequivocabile. Il male o il bene non sono prodotti dalle culture, non stanno in funzione del momento storico in cui si vive, non possono essere scambiabili secondo i tempi. La Verità è per tutti i tempi e luoghi. Non si tratta di vedere quando si può uccidere e quando no, quando l'adulterio è lecito e in quali circostanze, non lo è. Non uccidere è legge per sempre e in ogni circostanza. Un'unione illegittima anche se per gli uomini sia lecita, perché la legge che loro hanno creato l'ha reso ammissibile, è ancora illegale. Il peccato contro natura è peccato contro natura, e non c'è più niente da dire.
          Non si può dialogare con la menzogna, non si può accettare che in materia di morale quello che per alcuni è sbagliato per gli altri sia buono, e che per non condividere questo credo si diventi intollerante. Il male penetra nella vita delle persone con la forza dell'abitudine, di vedere l'anormale come se fosse "normale". Non dobbiamo permettere che ci invada e diventare compiacenti con esso.
          Il male seduce e non dobbiamo lasciarci sedurre. E ogni volta che si cade, in pensieri, opere, parole e omissioni di fare il bene che abbiamo potuto dare, bisogna andare rapidamente dal Salvatore, perché Lui ci rialzi ancora una volta, e ci trasmetta la grazia e ci faccia recuperare la dignità di figli di Dio cha abbiamo perso. In parole povere: ci dobbiamo confessare dinanzi a un sacerdote confessore.
          Non è possibile testimoniare Dio con la sola volontà. La nostra volontà è debole e di per sé non può realizzare il bene a cui siamo chiamati. Solo la grazia di Dio, ci permette di respingere le tentazioni che costantemente subiamo, solo la grazia ci da la forza per la dura battaglia, solo la grazia ci invierà al mondo per rendere testimonianza di Dio che ama e salva.

“Attraverso il digiuno e la preghiera mi aprite la via affinché preghi mio Figlio di essere accanto a voi ed affinché attraverso di voi il Suo Nome sia santificato”
         
La preghiera e il digiuno non sono solo le nostre armi per la lotta contro Satana, ma anche la via, che apriamo con la nostra partecipazione, perché nostro Signore esaudisca la preghiera di Sua Madre e sia accanto a noi.
          Cioè, noi dobbiamo fare la nostra parte. Non posso rimanere nel fatto, per esempio, che sono un prete, e che sono consacrato alla Madonna, o perché diffondo o commento i messaggi per questo divento il suo apostolo se poi nei fatti non vivo quello che sta chiedendo, se non prego né faccio né offro i miei sacrifici perché Dio mi converta in portatore del suo amore.

“Figli miei, vi è data la grande grazia di essere testimoni dell'amore di Dio. Non prendete alla leggera la responsabilità a voi data. Non affliggete il mio Cuore materno. Come madre desidero fidarmi dei miei figli, dei miei apostoli”

         
Il momento è molto grave, la missione troppo importante da prendere alla leggera. I doni che ci danno non sono da nascondere. Non cadere in una falsa umiltà, che in questo non ha nulla a che fare con quanto sei conosciuto o che posizione hai nella vita, perché solo Dio e la Vergine conoscono l'importanza di ognuno di noi in questo dramma della salvezza. Non posso e non devo dirmi che sono nulla, che non sono apprezzato da nessuno, chi può ascoltarmi, perché questo porta allo scoraggiamento e al quietismo. Naturalmente, non sono nulla e devo tutto all'amore di Dio e alla sua grazia, ma questo nulla è amato da Dio, dalla Madonna, e questo nulla ora è chiamato alla missione di essere inviato a questo mondo come testimone dell'amore di Dio, e che questo amore suo, che passa attraverso di me, si rivolge a tutti, perché il mondo sia salvato. Allora sì, pregando, digiunando, vivendo i messaggi della Madonna che sono quelli della Chiesa (anche se non si parla più di digiunare e poco di pregare) possiamo essere apostoli, inviati dalla Madre di Dio, per questi tempi, dando - con la forza che viene dallo Spirito Santo- testimonianza dell'amore di Dio Padre, in Cristo, con Cristo e per Cristo.

“Pregate per i pastori, perché niente di tutto questo sarebbe possibile senza di loro”
         
Perché è molto importante, nostra Madre continua a ripetere in ogni messaggio la sua richiesta di pregare per i sacerdoti. Il trionfo del suo Cuore Immacolato accadrà insieme ai suoi sacerdoti. Poiché come sarebbe possibile purificare il cuore e ottenere il perdono di Dio senza un sacerdote che ti confessi? Dove ti potresti nutrire spiritualmente e dove prenderesti le forze per il cammino e per il duro combattimento senza l'Eucaristia? Dove potreste trovare una guida spirituale e consigli in tempi di confusione? Pregare per i sacerdoti è pregare perché loro siano santi e possano essere veritieri, luminosi, pastori coraggiosi di questi tempi turbolenti.

Sia lodato Gesù Cristo!

P. Justo Antonio Lo Feudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org


 

Messaggio della Regina della Pace a Mirjana. Medjugorje. 2 Dicembre 2012.

“Cari figli, con materno amore e materna pazienza vi invito di nuovo a vivere secondo mio Figlio, a diffondere la sua pace ed il suo amore, ad accogliere con tutto il cuore, come miei apostoli, la verità di Dio ed a pregare lo Spirito Santo affinché vi guidi. Allora potrete servire fedelmente mio Figlio e, con la vostra vita, mostrare agli altri il suo amore. Per mezzo dell'amore di mio Figlio e del mio amore, io, come Madre, cerco di portare nel mio abbraccio materno tutti i figli smarriti e di mostrare loro la via della fede. Figli miei, aiutatemi nella mia lotta materna e pregate con me affinché i peccatori conoscano i loro peccati e si pentano sinceramente. Pregate anche per coloro che mio Figlio ha scelto e consacrato nel suo Nome. Vi ringrazio”.


“Cari figli, con materno amore e materna pazienza vi invito di nuovo a vivere secondo mio Figlio”

          Come si vive secondo Gesù ? In unione obbediente con Dio e con cuore umile e puro.

“a diffondere la sua pace ed il suo amore”
          Non è questione solamente di diffondere l'annuncio evangelico, il Kerigma. Vale a dire che non basta annunciare che Gesù Cristo morì e resuscitò, che è Dio fatto uomo che venne a salvare l'uomo e che non esiste altro Salvatore se non Lui. Sì, bisogna farlo ma non basta se non lo si vive in noi stessi. La Buona Novella la si propaga diffondendo, insieme al messaggio di salvezza, la pace e l'amore di Cristo.

“come miei apostoli”

          Risulta chiaro allora che l'apostolo della Santissima Vergine è colui che vivendo secondo il Signore, obbediente a Dio, mite e umile di cuore, porta la pace e l'amore nell'ambiente dove viva e vada.

“ad accogliere con tutto il cuore, come miei apostoli, la verità di Dio ed a pregare lo Spirito Santo affinché vi guidi”.

          Questa parte del messaggio è di grande intensità perché oggi più che mai non solo viviamo immersi nell'oscurità più nera dell'errore, della falsità, del peccato ma la società tutto questo che è intrinsecamente cattivo lo prende per un bene. Così si vive in modo tale che in materia di morale e di fede nulla vi è da correggere e non c'è nulla di cui pentirsi. Si vive senza Dio.
          L'avvertimento di Dio è tremendo e non lascia posto a dubbi quando dice, per bocca del suo profeta Isaia: “Guai a quelli che chiamano bene il male, e male il bene, che mutano le tenebre in luce e la luce in tenebre” (Cfr. Is 5:20).

          Il vero apostolo è l'apostolo della verità e può essere guida per gli altri perché, a sua volta, è guidato dallo Spirito Santo. E' lo Spirito Santo che mostra la verità e illumina la Parola sempre viva, che è la Verità stessa, perché la Parola sia annunciata, così com'è affinché possiamo essere da lei interpellati.

          Alla verità di Dio si oppone la menzogna del Demonio. Nostro Signore nel Vangelo lo chiama Padre della Menzogna e anche Principe di questo mondo.
          La menzogna si insinua nel mondo mascherandosi di verità e nelle occasioni di carità. E' il caso, ad esempio, di ciò che si chiama eufemisticamente “morte degna”. La Chiesa parla di difesa della vita dal momento del concepimento fino a quello della sua morte naturale. Per morte naturale si intende che l'uomo non spezzi la vita dell'altro, ammazzandolo, né che prolunghi la sua morte con l'accanimento terapeutico. Usando questa espressione, che suona così bene, “morte degna”, si cela l'eutanasia.
          Sotto i falsi nomi di legge della salute riproduttiva e di interruzione della gravidanza si uccide un innocente e a questo gli si da il nome di diritto.
          Questo tipo di bugie criminali a forza di ripetersi soffocano le coscienze ed entrano a far parte della categoria dei beni.
          Bugia, altro esempio, è dire che tutte le religioni sono uguali. Bugia è sostenere che, essendo Dio misericordioso, non ci può essere castigo eterno e che alla fine tutti si salvano.
          Diabolico è incolpare Dio del male del mondo. E' diabolico perché l'Accusatore non solo accusa noi ma Dio stesso. Per questo, davanti al male che patiscono gli innocenti alcuni -interpellando Dio- si dichiarano atei e altri davanti allo stesso male interpellano se stessi. Questi ultimi sono coloro che percorrono il cammino di santità, coloro che si domandano che posso fare io per alleviare il dolore e per combattere il male.

          Nel grande libro della menzogna i falsi profeti insieme ai falsi maestri occupano tutto un capitolo a parte.
          Fra i falsi profeti ci sono falsi teologi e falsi veggenti. I primi formulano congetture che portano al livello della verità. Se le proprie teorie sono smentite dalla realtà, allora peggio per la realtà. Mai si contraddicono, mai ammettono errori. Per loro il Magistero non è infallibile, solo loro sono infallibili. Attaccano costantemente il Magistero. Attaccano il Papa perché l'unica autorità è la loro. Se sono biblisti, usano la Parola come colui che seziona un cadavere. Partono dal pregiudizio della non soprannaturalità e così i miracoli e il mondo soprannaturale come quello angelico non esistono e non sono esistiti ma sono state invenzioni posteriori, ricorsi o stili letterari propri della Bibbia se non elaborazioni teologiche il cui fine è di dare un insegnamento. Questi falsi teologi sono coloro che sostengono che ci fu un “Gesù storico”, del quale si conosce molto poco o nulla, in tanto si predica e si crede in un “Cristo della fede”, che è sorto posteriormente come decantato dalle prime comunità cristiane. Una fra le vili conseguenze di questa eresia è il mettere in dubbio (oppure negare insidiosamente) l'avvenimento centrale della fede che è la Resurrezione. San Paolo lo mette in risalto molto chiaramente quando dice: “Ma se Cristo non è resuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede” (1 Cor 15:14). E continua: “Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini. Ora invece Cristo è resuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti” (1 Cor 15:19-20).

          Falso veggente è colui che inganna o che è ingannato e crede che ciò che riceve viene da Dio quando non è così. Gli avvertimenti su questo tema non saranno mai sufficienti. C'è una grande diffusione di tali personaggi, alcuni già di vecchia data e altri che si stanno aggiungendo. Decisamente questo è un segno dei tempi: l'aumento di falsi veggenti con falsi messaggi, veri agenti di confusione sommato all' altro segno, l'apostasia generale.
          Fra questi ci sono quelli che si fanno passare per autentici veggenti che ricevono messaggi ma non vengono da Dio. Per questo motivo, oggi più che mai è importante il discernimento degli spiriti.
          Molte persone di buona fede ritengono erroneamente, per il fatto che qualcuno abbia la conoscenza di quelle realtà che sono occulte alla maggioranza e che anticipano alcuni avvenimenti futuri, che per questo sono veri profeti. Per illustrare questo pericoloso equivoco è necessario ricorrere alla Parola di Dio. Concretamente agli Atti degli Apostoli, il capitolo 16 dove Luca parla dell'episodio di una schiava che seguiva Paolo e i suoi compagni gridando: “Questi uomini sono servi del Dio Altissimo, che ci annunciano un cammino di salvezza”.
          Se semplicemente ci attenessimo all'annuncio diremmo che questa donna era nel giusto. Certamente quello che diceva era vero, quello che le si era rivelato fino a lì era vero. Però –ci informa san Luca- lei era posseduta da uno spirito di divinazione. Lo spirito maligno può in certe circostanze dire la verità ma mai può essere spirito di verità e dunque fonte di verità. Se usa la verità è per mascherare un inganno maggiore. Cosa fa san Paolo? La esorcizza. Dice allo spirito: “In nome di Gesù Cristo, ti comando di uscire da lei” , e lo spirito in quello stesso istante uscì (Cf. Att 18:16s).
          Mancando il discernimento si corre il pericolo di cadere nella trappola e di credere autentico ciò che è falso, credere a qualcosa di Dio ciò che in realtà viene dal Diavolo. Questo è ciò che oggi succede e non poche volte. Così è per la medianità, essendo di origine diabolica, la si prende per un carisma. La medianità consiste nel penetrare la realtà e arrivare a conoscere gli eventi lontani geograficamente o nel tempo o delle sofferenze di una persona. Così, senza ulteriori indugi, è divinazione e la pratica della divinazione è abominevole davanti a Dio, come chiaramente lo dice la Parola nel Deuteronomio, capitolo 18 versetti 9 e seguenti. Certamente ci sono coloro che si dichiarano indovini e sono semplici bugiardi, ma ci sono altri che hanno veri poteri di divinazione e questo è demoniaco. Naturalmente colui che inganna e mente lo fa sotto l'azione del Padre della Menzogna, ma la conseguenza del danno è più limitata.
          Il falso veggente di maggior attenzione è quello che veramente riceve i messaggi ma che non vengono da Dio e al quale il Maligno trasmette un potere di seduzione.

          Si trasmettono anche i falsi insegnamenti di falsi maestri. I loro scritti di solito si presentano o come auto aiuto o come una specie di guida spirituale. Dicono di essere cattolici, avendo fra loro e fra i falsi teologi, sacerdoti e qualche religiosa. Per aumentare la confusione i loro libri si vendono nelle librerie cattoliche e le loro opinioni appaiono in alcune riviste anche queste cattoliche. Uno di questi, molto rinomato e con i suoi libri molto venduti, sostituisce direttamente Cristo con Freud.

          Perché l'oscurità è così grande, perché il fumo di Satana –come denunciava Papa Paolo VI all'inizio degli anni settanta- penetrò fin dentro la stessa Chiesa, è per questo che la Santissima Vergine viene e viene come Madre di ciascuno di noi e Madre della Chiesa. Viene per dirci di rimanere uniti a Lei, che significa rimanere uniti a Cristo, di spargere il profumo del Signore portando la sua pace e il suo amore in ogni parte. Di rimanere fedeli alla verità, che è la verità di Cristo, che è la verità del Magistero della Chiesa che lo troviamo nel Catechismo e ci esorta affinché preghiamo lo Spirito Santo perché, in ogni momento, possiamo avere la luce della verità nel mezzo delle tenebre dell'errore e della menzogna.

          Pregare lo Spirito Santo, che possa essere d'aiuto dire anche questo, non è semplicemente fare una novena o cercare una preghiera più o meno lunga ma predisporre il cuore a chiedere la sua guida poiché senza la sua guida l'anima si perde.

“Allora potrete servire fedelmente mio Figlio”

          E' partendo dall'illuminazione che viene dalla verità che si potrà essere fedeli a ciò che il Signore vuole da noi. Perché colui che, anche se in buona fede, è nell'errore, colui che permane nella confusione, non seguendo le avvertenze del Magistero e che non discerne i segni cadendo nell'inganno, per esempio dei falsi profeti, non sta seguendo il Signore e si diffonde la menzogna, non lo sta servendo ma, pur non volendo, serve il Nemico.
          La seduzione della menzogna si esercita soprattutto, come dice san Paolo nella sua seconda carta ai cristiani di Tessalonica, in coloro che non accettano l'amore della verità.
          Sono, nelle parole della nostra Santissima Madre, in questo stesso messaggio coloro che non “accolgono con tutto il cuore la verità di Dio”. Al non accoglierla, con passione, con tutto il cuore, rimangono con la “verità” del Diavolo, che è l'inganno che porta alla perdizione (Cfr. 2 Ts 5:16-17).

“e, con la vostra vita, mostrare agli altri il suo amore”.
La superbia, la testardaggine orgogliosa nell'errore, il rifiuto nel seguire la verità, oscura il cuore e lo mantiene freddo, incapace di amare.

          Ricapitolando: Questo cammino per seguire Cristo sotto la guida sicura di nostra Madre – che si manifesta in ogni messaggio – è quello dell'apostolato dei figli di Maria. Di questi apostoli che vedeva brillare san Luigi Maria Grignion di Monfort negli ultimi tempi. E' l'apostolato dei figli della Donna, “quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù” (Ap 12:17).
          L'apostolo della Vergine è colui che combatte con la preghiera e fra queste principalmente il Rosario e che convince più che con la parola con l'esempio della testimonianza, per il suo amore di donazione e per la sua generosa spogliazione.

“Per mezzo dell'amore di mio Figlio e del mio amore, io, come Madre, cerco di portare nel mio abbraccio materno tutti i figli smarriti e di mostrare loro la via della fede”.
          Per l'amore dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria, la Vergine avvia la battaglia per riscattare i figli che sono fuori dal cammino della fede. E Lei lotta per strapparli dagli artigli del Demonio e proteggerli instradandoli alla fede in Cristo che salva.

“Figli miei, aiutatemi nella mia lotta materna e pregate con me”
          Ci sta dicendo: “Voi che volete essere o che siete già miei apostoli – voi che vivete nella pace e nell'amore di Dio- unitevi alla mia lotta portando questa pace e questo amore dove siete e dove andate. Che questo amore vi spinga a unirvi alla mia preghiera affinché “per la preghiera e la testimonianza della vostra vita – i peccatori possano diventare coscienti dei loro peccati e sinceramente pentirsene”.

          Coloro che hanno allontanato Dio dalla loro vita per l'indifferenza o per la ribellione di una falsa autonomia pretendono di vivere liberi senza la verità. Quando la libertà non è ordinata alla verità, quando la volontà non è da lei governata allora sono le sensazioni, le emozioni e gli istinti che governano la volontà. Quando questo accade si pecca senza sapere che si ha peccato, perché si è perso la coscienza morale, ma questo non toglie né diminuisce le conseguenze. Per questo, non possono mai essere felici coloro che seguono questo cammino. Quelli che vivono così, dandosi una propria regola o nessuna, non sanno perché non hanno pace, non vedono perché le loro vite sono caotiche e senza senso, non arrivano a capire perché il calore dell'amore non arriva a loro né nasca da loro. Percorrono un ampio cammino in declino che li porta alla totale perdizione. Senza notarlo, senza rendersene conto. Non conoscono la gioia del cuore. Non c'è contentezza sui loro volti né sorrisi sulle loro labbra perché non c'è speranza, tutto è effimero e breve, molto breve e l'orizzonte è il nulla.
          Per questi figli che sono addormentati in un letargo mortale, perché vivono in peccato grave senza neanche rendersene conto, perché sono anestetizzati e incapaci di discernere obiettivamente quello che gli presentano come buono quando non lo è, perché sono imbrogliati spiritualmente e si indirizzano alla rovina spirituale, per tutti questi, nostra Madre ci chiama a unirci nella lotta.

          Il nostro accompagnamento all'opera di salvezza di nostra Madre è la preghiera di intercessione per loro e il nostro esempio di vita affinché confrontandosi si rendano conto da dove viene la vera pace e la gioia che manca a loro.

          La consegna è pregare, non smettere di pregare. E anche, sempre, per i sacerdoti dei quali oggi li identifica come coloro che Cristo ha eletto e consacrato.

P. Justo Antonio Lofeudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org


 

Messaggio della Regina della Pace a Mirjana. Medjugorje. 2 Febbraio 2013

“Cari figli, l'amore mi conduce a voi, l'amore che desidero insegnare anche a voi: il vero amore. L'amore che mio Figlio vi ha mostrato quando è morto sulla croce per amore verso di voi. L'amore che è sempre pronto a perdonare e a chiedere perdono. Quanto è grande il vostro amore? Il mio Cuore materno è triste mentre nei vostri cuori cerca l'amore. Non siete disposti a sottomettere per amore la vostra volontà alla volontà di Dio. Non potete aiutarmi a far sì che coloro che non hanno conosciuto l'amore di Dio lo conoscano, perché voi non avete il vero amore. Consacratemi i vostri cuori ed io vi guiderò. Vi insegnerò a perdonare, ad amare il nemico ed a vivere secondo mio Figlio. Non temete per voi stessi. Mio Figlio non dimentica nelle difficoltà coloro che amano. Sarò accanto a voi. Pregherò il Padre Celeste perché la luce dell'eterna verità e dell'amore vi Illumini. Pregate per i vostri pastori perché, attraverso il vostro digiuno e la vostra preghiera, possano guidarvi nell'amore. Vi ringrazio”.

Dalla contemplazione della Croce di Cristo, dalla meditazione sulla sua Passione s'impara il vero significato della parola amare. Amare, non essere attratto dalle passioni del momento cercando di soddisfare gli istinti, godendo dell'altro come se fosse un oggetto usa e getta. L'amore è tutta un'altra cosa! L'amore è donarsi e procurare sempre il bene, quel bene che viene da Dio, che è seguire la sua perfetta volontà. Non è un appropriarsi ma un rispettare e un darsi. L'amore vero esige perdono. Perdono donato, perdono richiesto e per primo a Dio. Perdonare è purificare il cuore. Senza un cuore puro non si può salire sul monte spirituale dell'amore.

Tutti noi abbiamo bisogno di essere perdonati da Dio, siamo bisognosi della sua misericordia, e abbiamo anche bisogno di perdonare perché nulla oscuri la nostra anima, perché nessun sentimento negativo ci allontani dal Signore.

Ci sono molti che non sanno nemmeno che hanno peccato perché si è persa la coscienza di peccato e quindi la coscienza è offuscata oppure soffocata per la contumacia nel peccare. Ciò, però, non toglie che il peccato commesso distrugga ugualmente la persona. Lo stesso accade per il perdono non dato: il rancore come ogni sentimento negativo corrode l'anima, l'odio l'annienta e così facendo la persona si auto esclude dal perdono di Dio. Perché il perdono di Dio è condizionato al nostro perdono. Lo diciamo in ogni Padre nostro: “…rimetti” –ossia perdona- “i nostri debiti” –cioè le nostre offese a Dio, i nostri peccati- “come noi li rimettiamo” –perdoniamo- “ai nostri debitori”, cioè a quelli che ci hanno ferito, offeso.

Perciò, dobbiamo chiedere perdono a Dio per le nostre mancanze di amore e di verità. Che ci perdoni per la nostra superbia e orgoglio che si manifestano quando la minima cosa ci ferisce. Che ci dia il suo perdono per le volte che non siamo stati strumenti di pace ma di discordia e per le volte che abbiamo indurito il cuore e non abbiamo visto il dolore altrui o non siamo stati capaci di offrire una parola di consolazione, di conforto, di vicinanza a chi ne aveva bisogno. Il Signore sia misericordioso con noi per quando siamo rimasti nell' odio, nel rancore. Che ci perdoni per non avere perdonato; per le volte che non siamo stati misericordiosi. Come con il perdono accade lo stesso con la misericordia: essere misericordiosi è la condizione che il Signore ci impone per ricevere la sua misericordia. “Siate misericordiosi, perché il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio” (Lc 6:36-38) e pure “Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia” (Mt 5:7).

Dobbiamo metterci davanti al Santissimo o a un Crocefisso e inginocchiati rivolgendo il nostro sguardo e il nostro cuore a Lui, dirgli: “Nel tuo Nome, Signore, rinuncio all' odio e perdono tutti quelli che lungo la mia vita mi hanno ferito, offeso, calunniato. Li perdono, perdona loro, Tu O Signore. Benedici loro e benedicimi”.

Abbiamo paura di Dio, della Sua Volontà. Cosa mi chiederà Dio? E questo perché siamo meschini. Dobbiamo smettere di essere meschini nell'offerta a Dio e nel dare agli altri. Abbiamo la mano aperta per chiedere ma il pugno chiuso per dare. Richiediamo attenzione e poi non siamo capaci di dare il nostro tempo a Dio né agli altri. Dove c'è meschinità non c'è amore. Per il meschino tutto è piccolo, molto piccolo, il suo cuore è piccolo, chiuso. E' chiuso all'amore, che vuol dire chiuso anche alla grazia. Chi non da non può accogliere.

Siccome la sola volontà senza la grazia nulla può fare, per ricevere la grazia nostra Santissima Madre ci chiede di consacrare i nostri cuori al suo Cuore Immacolato, perché possiamo –come il bimbo che si nutre dalla madre- ricevere da Lei i suoi stessi sentimenti. La Madonna cerca di ingrandire i nostri cuori, di insegnarci ad amare, come Lei ha amato e ama, come il Signore vuole che amiamo. Lei che come suo Figlio ha amato e perdonato sino in fondo, ci insegnerà cosa significa perdonare e ci mostrerà che il perdono è la condizione e la conseguenza del vero amore.

Lei cerca il nostro bene e allo stesso tempo sa che l'amore che noi riceveremo non finirà in noi. Quando si ama si va sempre verso l'altro. Allora sì, potremo essere i suoi strumenti per la salvezza di altri figli che non conoscono l'amore di Dio.

La Madonna ci porterà alla Fonte dell'Amore: Dio stesso. La Via è Cristo. Gesù Cristo è la Via al Padre e all'altro che, da lontano o ignorato che era per noi, diventa prossimo. Lei è sempre con noi, accanto a noi e intercedendo per noi. Intercede perché Il Padre Celeste invii lo Spirito Santo su di noi, perché lo Spirito che viene per Gesù ci illumini con la verità e il vero amore.

Come è già consuetudine, dettata dalla necessità e dall'urgenza dei tempi, la Regina della Pace chiede la preghiera e il digiuno per i pastori. A ciò ora si aggiunge la notizia delle dimissioni del Santo Padre. Rivolgiamo le nostre preghiere a Dio per il nostro carissimo Papa, Benedetto XVI, e preghiamo anche per tutti i cardinali che dovranno scegliere il nuovo Papa. Preghiamo per tutti i sacerdoti:

Signore Gesù che hai voluto fondare la tua Chiesa sulla roccia di Pietro, ti ringraziamo per la luminosa guida di Benedetto XVI in questi tempi bui, per la sua umiltà e per tutte le grazie con le quali Tu lo hai rivestito. Ti preghiamo perché ora ritrovi le forze dell'anima e anche del corpo e possa ancora darci preziose riflessioni pervenute dagli incontri intimi con Te. Ti preghiamo anche per il Conclave dei Cardinali e per il nuovo Papa che dovrà condurre la Tua Barca in questi tempi così difficili.

Signore Gesù, presente nel Santissimo Sacramento dell'altare, che hai voluto perpetuare la tua presenza tra noi per il tramite dei tuoi sacerdoti, disponi affinché sempre le loro parole siano le tue, i loro gesti siano i tuoi gesti, la loro vita sia fedele riflesso della tua vita, il loro amore per Te nell'Eucaristia si specchi nelle loro celebrazioni e prediche, che essi siano quegli uomini che parlano a Dio degli uomini e agli uomini di Dio, non abbiano paura del dover servire, servendo la Chiesa nel modo in cui essa ha bisogno di essere servita, siano testimoni dell'Eterno nel nostro tempo, camminando per le strade della storia con i tuoi stessi passi e facendo a tutti del bene, siano fedeli ai loro impegni, gelosi della propria vocazione e della propria donazione, specchio luminoso della propria identità, vivano nella gioia per il dono ricevuto.

Te lo chiediamo per la tua Madre Maria Santissima: lei che è stata presente nella tua vita sarà sempre presente nella vita dei tuoi sacerdoti. Amen.

P. Justo Antonio Lofeudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org


 

Commento Messaggio della Regina della Pace a Mirjana. Medjugorje. 2 Marzo 2013.

"Cari figli, vi invito di nuovo maternamente: non siate duri di cuore! Non chiudete gli occhi sugli ammonimenti che per amore il Padre Celeste vi manda. Voi lo amate al di sopra di tutto? Vi pentite che spesso dimenticate che il Padre Celeste per il suo grande amore ha mandato suo Figlio, affinché con la croce ci redimesse? Vi pentite che ancora non accogliete il messaggio? Figli miei, non opponetevi all'amore di mio Figlio. Non opponetevi alla speranza ed alla pace. Con la vostra preghiera ed il vostro digiuno, mio Figlio con la sua croce scaccerà la tenebra che desidera circondarvi e impadronirsi di voi. Egli vi darà la forza per una nuova vita. Vivendola secondo mio Figlio, sarete benedizione e speranza per tutti quei peccatori che vagano nella tenebra del peccato. Figli miei, vegliate! Io, come Madre, veglio con voi. Prego e veglio particolarmente su coloro che mio Figlio ha chiamato, affinché siano per voi portatori di luce e portatori di speranza: per i vostri pastori. Vi ringrazio".

E' necessario –e si vedrà in seguito il perché- iniziare la riflessione di questo messaggio così importante dando uno sguardo indietro su tutti questi più di 31 anni di presenza manifesta della Santissima Vergine in mezzo a noi caratterizzati, diremo, da uno stile ben preciso. Questo stile è stato quello di non accusare mai nessuno, nemmeno di non angosciare mai nessuno, di non parlare mai di calamità né imminenti né future. Non li si troverà tra gli innumerevoli messaggi né se vogliamo nemmeno in uno solo fra essi. Il suo tono è stato sempre quello della fiducia e di esortazione e invito, si è lamentata sì della nostra mancanza di risposta e sempre con pazienza ha ripetuto l'essenziale per la nostra salvezza, cominciando dalla preghiera, che è la nostra relazione con Dio e che se manca nulla è possibile. Certamente che chi analizza tutti i messaggi non troverà nemmeno che possa minimamente rappresentare una devianza dalla fede o dalla morale cristiana.

Ha detto ciò che la Chiesa conosce, ma che –e questo è bene riconoscerlo- nella maggioranza dei casi ha tralasciato di dire. In diverse occasioni ha parlato anche dell'azione e del potere del Nemico. Costantemente ci chiama alle realtà trascendenti e a vivere e a operare per l'eternità. Ci porta la speranza, ci chiama alla fede e ci mostra il cammino dell'amore. Questo stesso cammino le fa percorrere la distanza infinita dalla sua realtà di eternità alla nostra. Arriva attraverso questa modalità straordinaria in tutti i sensi (1) perché ci ama moltissimo più di quello che noi possiamo immaginare. “ Se sapeste come vi amo piangereste di gioia ”, ha detto. Il suo segno è il vento. Arriva portata attraverso lo Spirito . Viene per insegnarci, per avvertirci, per chiamarci a operare per la salvezza insieme a Lei. La Santissima Madre viene per portarci a suo Figlio, per riscattarci e per salvarci. Non ci sono dubbi: la sua presenza ci apre alla grande battaglia fra Lei, la Madre, ed il Nemico di Dio e nostro, Satana, suo nemico.

Non è possibile obiettare nulla dei messaggi che ha dato e che continua a dare a Medjugorie. Si vedono gli innumerevoli frutti di conversione e le grazie che si diffondono. Sono alla vista di chi vuole vederle. Quando si cerca di dare spiegazioni alla grazia si cade nell'assurdo e non si riesce a spiegare nulla. Come ad esempio, affermare che dove si prega succedono queste cose. Ma perché non si risponde che là si prega come in nessun altro luogo? E che questo è il frutto della grazia non della semplice volontà? Fu la corrente di grazia ciò che generò il fenomeno di Medjugorie e non il contrario. In e per Medjugorie ogni giorno avvengono nuovi miracoli di conversione. Conversione della vita verso Dio è un miracolo di ordine morale. Perché non si risponde che là si confessa come in nessun altra parte, incluso gli altri santuari mariani? E non solo confessioni in quanto quantità ma anche come qualità. Persone che dopo tutta una vita, 30, 40 anni e oltre, arrivano penitenti con l'anima addolorata alla riconciliazione con Dio. Se questo è così spiegabile, allora coloro che lo spiegano non perdano tempo e imitino Medjugorje. Che si mettano a pregare e a sperare che ci siano vere conversioni. E questo detto senza ironia. Perché sicuramente se si prega, se i sacerdoti danno l'esempio della preghiera, se mantengono le loro chiese aperte, se trascorrono ore davanti al Santissimo e nel confessionale accadranno grandi cose. Questo è così e ci sono le prove di questa evidenza.

Il cardinale Schönborn dichiarò che decise finalmente di andare a Medjugorje perché “da 20 anni godo dei suoi frutti ed ora ho deciso di conoscere l'albero”. Il gran teologo svizzero Hans Urs von Balthasar diceva che per conoscere l'autenticità di Medjugorje si doveva andare là direttamente a confessare e questo lo raccomandava ai sacerdoti.

Perché parlare di tutto questo? Certamente perché molte volte lo dimentichiamo e si disconosce. Come, per esempio, dimentichiamo che quando iniziarono le apparizioni, il villaggio era in un paese comunista, contrario alla religione (e questo lo sperimentavamo quando andavamo là in quei tempi) e che nonostante alcuni ragazzi cercassero di ingannare la gente quando c'era il regime contrario e anche la chiesa (perché all'inizio il parroco non gli credeva, pensava che i comunisti avevano montato tutto per screditare la Chiesa), non solo non sarebbero riusciti ad avere nessun beneficio di fama, denaro o altro, bensì loro correvano il rischio di essere rinchiusi in carcere o in manicomio e i suoi genitori di essere severamente castigati. Sì, tutto questo occorre ricordarlo, ma il proposito va oltre. E' la guerra che si scatena ogni volta di più contro Medjugorje perché bisogna far tacere la Madonna. Farla tacere malgrado, come vediamo, non ci sia niente che lo giustifichi. Né messaggi ostili per nessuno, né deviazioni di nessun tipo o zone grigie, né spirito di fama o di lucro da parte degli attori principali (2), ma al contrario conversioni, persone che pregano e digiunano e imparano ad amare la Chiesa e a compromettersi con essa, ritorno alla sacralità, adorazioni, gruppi di preghiera, famiglie che recitano il Rosario, riavvicinamento ai sacramenti.

Così non c'è nulla che giustifichi il fare tacere la Madonna, nemmeno nulla che cambi la prassi al riguardo dei pellegrinaggi – non ufficiali (3) ma accompagnati dalla guida pastorale – quando è dimostrato che i frutti sono grandi.

La Chiesa fino ad ora –c'è da sottolineare il “fino ad ora” – non ha riconosciuto l'origine soprannaturale delle apparizioni. A questo proposito rimane valida l'ultima dichiarazione ufficiale, quella di Zara dell'aprile del '91 (pochi mesi prima che iniziasse l'inaspettata guerra dei Balcani, della quale la Vergine già ci aveva avvertito per 10 anni). La Chiesa non ha riconosciuto la soprannaturalità perché non può farlo mentre le apparizioni sono ancora in atto. Ma nemmeno nega la soprannaturalità. Lascia la questione aperta. Rimangono solo i fatti.

Tuttavia, Satana ha fretta, molta fretta. Gli rimane poco tempo. Far terminare Medjugorje è la prioritaria intenzione diabolica. Queste apparizioni e la diffusione dei messaggi e dei frutti per tutto il mondo, i vari milioni di fedeli che sono passati di là e tutti gli altri, forse ancora più numerosi che seguono i messaggi senza mai esserci stati , m ettono in evidenza che in questi tempi solo Lei si trova in questa guerra contro il Nemico e che Lei è portatrice di grazie sovrabbondanti.

Farla tacere significa oscurare il mondo, aumentando la confusione per deviare dal retto cammino. Farla tacere implica che si fanno forti le voci dei falsi profeti, delle false apparizioni.

L'oscurità, le tenebre, ci dice in questo messaggio, desiderano metterci in ginocchio e dominarci. Ma anche, ci ricorda che la vittoria è di Cristo. La Croce vince e vince in noi quando preghiamo e digiuniamo. Vince quando uniamo i nostri piccoli sacrifici e le nostre suppliche al Sacrificio redentore del Signore. Potrà essere il futuro, il prossimo futuro, caotico e non saremo noi che dissolveremo le tenebre ma Cristo vincerà su di noi e con noi.

La Santissima Vergine ci chiede anche fede e ci chiama a confessarla, ma non semplicemente recitando gli articoli di fede, ma interpellandoci affinché sappiamo se la nostra fede è solo a parole oppure è fede viva. Per questo ci domanda se amiamo e mettiamo Dio al primo posto sopra ogni cosa. In questo modo ci sta anche esortando affinché nulla, nessun avvenimento, nessuna preoccupazione riguardo il futuro, nessuna distrazione, nessuna oscurità ci devi da ciò che è più importante: amare Dio al di sopra di tutte le cose. Amare, adorarlo, darGli continuamente grazie. Il nostro principale “fare” è fare in modo che Lui agisca in noi: lasciarci trasformare, lasciarci convertire il cuore. Per questo la nostra comunicazione e vicinanza devono intensificarsi.

Dobbiamo essere sinceri con noi stessi e rispondere nel nostro cuore quanto amiamo Dio e quanto ci amiamo o sentiamo più attrazione per le creature e mettiamo Dio al secondo posto.

Continua a interpellarci affinché siamo coscienti della grandezza dell'amore di Dio che nel Padre dona il Figlio e il Figlio la sua vita di uomo per la nostra salvezza. Lo ringraziamo? Lo dimentichiamo subito. Forse ci pentiamo di questo? In che cosa consiste il nostro ringraziamento? Trascorriamo ad esempio del tempo col Signore in adorazione davanti al Santissimo Sacramento? Rispondiamo al suo amore amando tutti e soprattutto assistendo i più deboli? Cosa facciamo nel concreto come risposta al suo amore?

“Non opponetevi” ripete. Parole che risuonano come supplica, perché Lei sa molto bene che queste resistenze si trasformeranno in tragedia. “Non resistete all'amore di mio Figlio: non resistete alla speranza e alla pace”. Ciò significa che resistere all'amore di Gesù Cristo, nel riconoscerLo come unico Salvatore e farLo Signore delle nostre vite, implicherà cadere nella disperazione e non incontrare né la luce né la pace da nessuna parte.

Non accettare il messaggio è non accettare il Vangelo, non accettare il Signore, non accettare ora questa chiamata straordinaria della Vergine per il momento attuale. Non accettare il messaggio significa permanere nella durezza del cuore, nella cecità che impedisce di vedere i segni dei tempi che il Padre, dal suo amore, ci invia. Segni grandi come questa lunga e costante presenza della Santissima Vergine con i suoi messaggi di amore.

Per questo siamo – come ci chiede nostra Madre- vigilanti, vegliamo (4) con le lampade sempre accese della preghiera, della adorazione permanente. Rimaniamo all'erta.

Anche quando in questo messaggio non ci chiede di pregare per i sacerdoti, dice che Lei veglia e prega per loro, specialmente affinché siano –siamo!- portatori di luce dove vi sia oscurità, portatori della luce di verità e della fede, e portatori di speranza quando la situazione nella quale dobbiamo vivere faccia in modo che questa si indebolisca.

Apriamo anche maggiormente il nostro cuore all'amore di Dio e amiamoLo con tutte le nostre forze, con tutta la nostra anima, con tutto il nostro essere e così potremo anche servire, insieme e guidati da nostra Madre, alla salvezza di tanti altri fratelli che sono sprofondati nelle tenebre.

Queste tenebre che minacciano di avvolgerci e di dominarci.

Per questo, vegliamo con nostra Madre. Rimaniamo all'erta in continua preghiera e offrendo sacrifici gradevoli a Dio.

P. Justo Antonio Lofeudo
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(1)  Straordinario per la durata e la frequenza, perché anche a Laus la Vergine apparve a Benoîte Rencurel per 54 anni, ma non lo fece quotidianamente come a Medjugorje. Straordinario perché non si limita al luogo ma accompagna i veggenti e così loro possono “portare la Madonna” (vale a dire avere le sue apparizioni) in varie parti del mondo. Straordinario anche per la conseguenza a livello mondiale.

(2)  Questo non toglie che poi molti abbiano cambiato la loro situazione economica e che qualcuno possa approfittare della grande affluenza dei pellegrini e quindi di denaro per migliorare la propria situazione economica. Di questo pericolo avvertiva P. Slavko Barbaric. Ma per anni , dal 1981 e durante tutta la guerra fino al 1995 è da escludere alcuna intenzione di lucro quando ciò che portava a sostenere le apparizioni e ancor più all'essere attore principale, era la persecuzione.

(3)  Pellegrinaggi ufficiali di parrocchie o diocesi implicherebbero il riconoscimento ufficiale delle apparizioni ciò che non corrisponde.

(4)  Notiamo che non ci dice che sta vegliando “per” noi ma “con” noi. Vegliare per noi potrebbe supporre un lasciarci stare: “Beh, tanto la Madonna veglia per me”.


Commento Messaggio della Regina della Pace a Mirjana. Medjugorje. 2 Giugno 2013.

"Cari figli, in questo tempo inquieto io vi invito di nuovo ad incamminarvi dietro a mio Figlio, a seguirlo. Conosco i dolori, le sofferenze e le difficolta, ` ma in mio Figlio vi riposerete, in Lui troverete la pace e la salvezza. Figli miei, non dimenticate che mio Figlio vi ha redenti con la sua croce e vi ha messi in grado di essere nuovamente figli di Dio e di chiamare di nuovo "Padre" il Padre Celeste. Per essere degni del Padre amate e perdonate, perche ´ vostro Padre e ` amore e perdono. Pregate e digiunate, perche ´ questa e ` la via verso la vostra purificazione, questa e ` la via per conoscere e comprendere il Padre Celeste. Quando conoscerete il Padre, capirete che soltanto Lui vi e ` necessario (la Madonna ha detto questo in modo deciso e accentuato). Io, come Madre, desidero i miei figli nella comunione di un unico popolo in cui si ascolta e pratica la Parola di Dio. Percio, ` figli miei, incamminatevi dietro a mio Figlio, siate una cosa sola con Lui, siate figli di Dio. Amate i vostri pastori come li ha amati mio Figlio quando li ha chiamati a servirvi. Vi ringrazio!"

…“in questo tempo inquieto” I tempi attuali


La Santissima Vergine considera il nostro tempo come agitato, tumultuoso, al quale manca la pace perché ` vive come se Dio non esistesse. Vivere senza Dio a poco a poco si trasforma in una vita contro Dio ed e ` questo cio ` che stiamo vedendo da ogni parte. Per esempio, molto recentemente, fra le notizie dei giorni scorsi ci presentarono non tanto la pretesa ma l'imposizione di rendere matrimonio l'unione fra omosessuali. Nel piano inclinato in cui la morale va scivolando e questo nel mezzo del letargo della maggioranza, che si oppone quando ormai e ` gia ` troppo tardi si e ` passati 1) dall'ignoranza del peccato di sodomia alla 2) giustificazione e da li ` 3) al reclamo dei diritti civili delle unioni di fatto di due persone dello stesso sesso per arrivare 4) all'equiparazione al matrimonio naturale fra uomo e donna e poi 5) a quella della famiglia dalla quale ha origine con conseguenza nefasta il 6) permettere in questo pseudo matrimonio di adottare bambini. Con questo che sta succedendo di fronte ai nostri occhi, che non solo degrada la famiglia ma che anche la distrugge e distrugge la vita dei bambini che sicuramente gia ` arrivano portandosi la tragedia dell'abbandono, arriviamo all'annientamento di tutta la societa. ` La tragedia della situazione passa attraverso momenti di comicita ` assurda. Come chiamare matrimonio quello che risulta un assurdo cosi ` grande che porta ad altri assurdi non meno gravi come quello di cancellare i nomi di “padre” e “madre” per mettere nei registri quello di “progenitore 1” e “progenitore 2”. Tuttavia il tema non si ferma all'aspetto comico, perché ` da tutta questa pazzia derivano altri fatti come quello di affittare uteri e spermatozoi e ovuli. Andiamo oltre. Una donna in Francia, dove si e ` sancita la legge del soprannominato “matrimonio” fra omosessuali , ha detto con tristezza: “Sono arrivati a togliermi il nome di madre per mettermi quello di “progenitore 2!”.

A questo punto conviene fermarsi affinché sia chiaro, chiarissimo, che la Chiesa che e ` Madre non ha come missione di condannare ma di salvare perché questo e ` il mandato del Signore. Cio ` che e ` stato detto e ` giudizio obiettivo di denuncia e non di condanna. In tutto questo, la condanna e ` auto condanna per colui che commette il grave peccato. Si sa che Dio aborrisce il peccato ma non il peccatore e desidera che si salvi, questa e ` la nostra inquietudine e questo e ` la continua richiesta della Santissima Vergine.

Ritornando ora a quel piano inclinato dal quale precipitano le societa ` occidentali, poiche´ ` non c'e ` il freno alla discesa verso i falsi matrimoni, a questi gia ` stanno seguendo la pedofilia come imposizione sociale e quello che ora chiamano “poliamore” ovvero una versione attuale della poligamia e gia ` si potra ` vedere come il prossimo passo sara ` accettare l'incesto. E, in cima a tutto, la dittatura del relativismo pretende di obbligarci a chiamare bene il male. “Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro!” (Is 5:20).

Ma, chi osa chiamare le cose con il suo nome, chiamare male il male e bene il bene, questo e ` perseguitato, tacciato di essere intollerante o anche reo di carcere per essersi manifestato contro una legge. La legge dell'uomo contraria alla Legge di Dio. Ora per esempio, lo stesso aborto da delitto e ` passato ad essere diritto (!) e la denuncia di inversione malata viene tacciata di omofobia, nome inventato per condannarti penalmente o accusarti come disadattato sociale e finanche come nemico dell' umanita. ` E' cosi ` che all'attacco alla vita, all'omicidio e alla distruzione di innocenti si somma la persecuzione. Persecuzione che in molte parti e ` addirittura cruenta. Quale mente umana ha potuto ordire tutto questo? Umana nessuna. Pertanto sappiamo chi ne e ` l'autore.

Si, ` questi tempi sono piu ` che tumultuosi, sono agitati dall'uragano della perversione distruttiva. Gia ` la Santissima Vergine lo aveva detto: ”Oggi il mondo sta peggio di Sodoma e Gomorra”. E gia ` sappiamo che cosa avvenne con Sodoma e Gomorra. Ma la storia ci mostra che dopo Sodoma e Gomorra arrivo ` il Salvatore, Gesu ` Cristo e la fede ci dice che non esiste male che non sia stato vinto dal Signore ne ´ che attraverso di Lui non possa essere perdonato a condizione che il peccatore si penta.

Il Signore realizzo ` tutta la sua opera salvifica nella croce e fondando la Chiesa, istituzione divina, lego ` ad essa per sempre la continua permanenza del sacrificio redentore e tutti i mezzi di salvezza. E fece anche altro: in questi ultimi tempi tremendi ha inviato sua Madre affinche ´ il mondo possa salvarsi. E questa nostra Madre, inviata dal Figlio, oggi ci ripete: “nuovamente vi invito, vi esorto a seguire mio Figlio, a camminare seguendo Gesu, ` vostro unico Salvatore”.

Conosco i dolori, le sofferenze e le difficolta”

E certo che li conosce! E' al corrente delle sofferenze fisiche, morali, spirituali di ognuno di noi. Ogni madre avverte immediatamente, prima di qualsiasi persona, quando qualche male affligge il proprio figlio. Lo intuisce seppur non conosca quale sia la ragione. E chi e ` piu ` madre di questa madre del Cielo che il Signore ci diede ai piedi della sua croce? Lei si ` che conosce il motivo del nostro male, conosce nel profondo quale sia la radice. Lei, come Gesu, ` e ` donna di dolori che conosce bene il patire (cf Is 53:3), e oggi patisce per i suoi figli.

Oggi si rivela a noi come la Donna vestita di sole, coronata di stelle che soffre il tormento per le doglie e il travaglio del parto (Cf Ap 12:2). Questi intensi dolori sono del parto di questi figli che siamo noi. Sono i dolori della Madre della Chiesa che sebbene non li soffri ` nel misterioso e miracoloso parto di suo Figlio, in cambio li soffre per la nascita alla conversione verso Dio di ognuno di noi. Sono le lacrime di tante immagini con le quali manifesta questa profonda e a volte misteriosa realta. ` Lei soffre per amore e viene all'incontro con ogni figlio con la sua consolazione e con qualcosa di piu grande: con il rimedio a tutto questo male.

Per questo, poi dice:
in mio Figlio vi riposerete, in Lui troverete la pace e la salvezza”.

La risposta per vincere il male e ` solo una . Colui che concede la vera pace e che e ` lo stesso cammino di salvezza e ` uno solo: Gesu ` Cristo.

E poi continua:

Figli miei, non dimenticate che mio Figlio vi ha redenti con la sua croce e vi ha messi in grado di essere nuovamente figli di Dio e di chiamare di nuovo "Padre" il Padre Celeste. “

La Madonna allude alla giustificazione e riconciliazione con Dio per mezzo della croce del Signore. Dal sangue di Cristo viene la liberazione dalla schiavitu ` alla quale siamo sottomessi per il peccato e per Satana. Quando accettiamo Cristo come nostro Salvatore, come Colui che ci ha riscattati da questa schiavitu ` , recuperiamo la dignita ` persa di figli di Dio. La chiamata a non dimenticare un tale privilegio immenso non si esaurisce semplicemente nell'essere cosciente di questa realta ` e nel ringraziare e lodare per questo il Signore, ma -ci dice- deve essere la motivazione ad amare e perdonare.

“Per essere degni del Padre amate e perdonate, perche ´ vostro Padre e ` amore e perdono.”

Essere degni del Padre significa essere come il Figlio. Solo Lui e ` totalmente degno, solo Lui e ` l'Unigenito del Padre . Noi siamo figli per la grazia, non per natura e lo siamo grazie al Figlio, Gesu ` Cristo, che ci perdono ` nella croce perche´ ` ci amo ` fino all'estremo e ci concesse il perdono di Dio, che non conosce altro limite di quello che noi stessi gli diamo nel non ricorrere a Cristo affinche ´ ci perdoni. Essere degni del Padre e, ` come il Figlio, amare e perdonare sempre. La nostra grandezza di figli di Dio si manifesta nell'amore verso Dio e ai fratelli e nel perdono che questo stesso amore di misericordia ci spinge a dare a coloro che ci hanno offeso.

“Pregate e digiunate, perche
´ questa e ` la via verso la vostra purificazione, questa e ` la via per conoscere e comprendere il Padre Celeste.”

La conversione, che e ` di ogni giorno, la si compie con la preghiera e col digiuno, come lo insegna la Santissima Vergine dall'inizio delle apparizioni. La preghiera e ` vincolata all'umilta ` come il digiuno all'abbandono in Dio. La preghiera deve partire da un cuore umile che sa di essere nulla di fronte a Dio e che dipende in tutto da Lui. “Della mia debolezza tutto temo, della tua misericordia e bonta, ` o Signore, tutto spero” (dall'atto di consacrazione al Sacro Cuore).

Dai nostri egoismi, dai nostri protagonismi, dalle nostre meschinita, ` dai nostri timori ed anche dalle nostre sicurezze e appagamenti umani siamo purificati. Purificati da tutto cio ` che ci attacca alle cose del mondo e al tempo stesso ci allontana da Dio. Quando il nostro cuore e ` umile, quando la nostra spogliazione da cio ` che e ` materiale e superfluo ci conduce all'abbandono fiducioso in Dio, siamo poveri davanti a Dio, con questa poverta ` evangelica che il Signore ci chiede. E' allora che Dio si fa conoscere come Padre provvidente e misericordioso. Per questo,

“Quando conoscerete il Padre, capirete che soltanto Lui vi e ` necessario”

Con santa Teresa di Gesu ` e con tutti i santi che hanno conosciuto e conoscono il Padre che il Figlio ci rivelo, ` potremmo dire “solo Dio basta”, anche “a chi tiene a Dio nulla le manca”.
Quando si raggiunge la contemplazione di Dio si arriva a cio ` che e ` piu ` importante e necessario. “Una sola cosa e ` necessaria, Maria ha scelto la parte migliore che non le sara ` mai tolta”, lo dice Gesu ` a Marta (Lc 10:4142).
Di cosa parla il Signore? Della contemplazione e dell'ascolto attento della Parola di Dio.

Precisamente e ` cio ` che dice come proseguimento la Regina della Pace ( e secondo Mirjana lo dice con enfasi):

“Io, come Madre, desidero i miei figli nella comunione di un unico popolo in cui si ascolta e pratica la Parola di Dio.”

Maria nella sua vita terrena custodi ` la Parola, la custodi ` nel suo cuore e le diede vita incarnandola nel Figlio, vivendola in unione perfetta con il Figlio. Questo e ` il cammino al quale ci chiama: creare comunione di vita e di testimonianza della Parola. Un unico popolo e ` un'unica Chiesa che ascolta Cristo e che vive come Cristo gli insegna. `

“Amate i vostri pastori come li ha amati mio Figlio quando li ha chiamati a servirvi.”

L'esortazione finale che non manca in ogni messaggio del 2 di tutti i mesi e ` dedicata ai sacerdoti. Con questo sono racchiusi tutti i sacerdoti di Cristo e in particolare i vescovi. A volte chiede preghiere, a volte che non vengano criticati, oggi fa appello all'amore. Mirjiana ha spiegato il perche´ ` di questa insistenza verso i sacerdoti: perche´ ` saranno loro il ponte attraverso il quale tutti devono passare a partire dal tempo attuale fino a quello del trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

Ricordiamolo: non giudicarli e invece pregare per loro, amarli, perche´ il ponte dovra` essere molto resistente per arrivare a cio` che deve ancora venire e in un certo senso e` gia ` qui.

P. Justo Antonio Lofeudo
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Commento Messaggio della Regina della Pace a Mirjana. Medjugorje. 2 Luglio 2013.

"Cari figli, con amore materno vi prego di donarmi i vostri cuori perche´ io possa presentarli al mio Figlio e liberarvi, liberarvi da tutto quel male che vi rende sempre piu` schiavi e vi allontana dall'unico Bene - mio Figlio, da tutto cio` che vi guida sulla via sbagliata e vi toglie la pace. Io desidero guidarvi verso la liberta` delle promesse di mio Figlio perche´ desidero che qui si compia completamente la volonta` di Dio, perche´ attraverso la riconciliazione con il Padre Celeste, il digiuno e la preghiera nascano apostoli dell'amore di Dio, apostoli che liberamente e con amore diffonderanno l'amore di Dio a tutti i miei figli, apostoli che diffonderanno l'amore fiducioso nel Padre Celeste e apriranno la porta del cielo. Cari figli, offrite ai vostri pastori la gioia dell'amore e del sostegno cosi` come mio Figlio ha chiesto a loro di offrirlo a voi. Vi ringrazio".

"Cari figli, con amore materno vi prego di donarmi i vostri cuori perche´ io possa presentarli al mio Figlio e liberarvi, liberarvi da tutto quel male che vi rende sempre piu` schiavi e vi allontana dall'unico Bene - mio Figlio, da tutto cio` che vi guida sulla via sbagliata e vi toglie la pace."

E` nostra abitudine dimenticare che la chiave dei messaggi di Medjugorje sia il cuore. Quando e` richiesto il digiuno, lo richiede dal cuore; quando richiama alla preghiera, e` quella del cuore. E` il cuore cio` che deve cambiare e convertirsi a Dio "perche´ e` dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, adulteri, cupidigie, malvagita`, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive escono dal di dentro e contamino l'uomo” (Marco 7: 21-23).

Questi nostri cuori devono essere purificati, liberati dal male che imprigiona e impedisce di essere felici. La liberta` usata contro Dio e` sempre schiavitu` della volonta`, prigione dell'anima, sottomissione al demonio, principe di questo mondo.

Il mondo dominato dal demonio, perlomeno da tre generazioni -un poco alla volta al principio e poi piu` rapidamente fino al sopraggiungere di un ritmo attuale accelerato- e` disceso a partire da una decadenza nei costumi fino ad arrivare ad una perversione generalizzata e convalidata tutt'oggi dalle leggi.

Si e` passato drammaticamente dall'infiltrazione di correnti neomoderniste nell'ambito religioso all'attuale perdita della fede in seno alla stessa Chiesa.

Il mondo si muove agitato di crisi in crisi, totalmente disorientato. Le maggiori vittime sono i giovani, prede di mode e comportamenti distruttivi. Il mondo non conosce la pace perche´ disconosce e rifiuta il Salvatore e la sua croce. Per questo la Santissima Vergine chiede a tutti coloro, che mossi dalla grazia ascoltano la sua chiamata, di offrire il loro cuore malato, ferito, contaminato affinche´ Gesu` Cristo lo liberi da ogni male.

“Io desidero guidarvi verso la liberta` delle promesse di mio figlio perche´ desidero che qui si compia completamente la volonta` di Dio”.

La madre di Dio conduce i suoi figli a suo Figlio che e` la Verita` , la Verita` che ci fa liberi, che ci fa scoprire la bugia nella quale siamo immersi. Suo Figlio che e` la Via , l'unica via di uscita dal male e di entrata nella salvezza. Suo Figlio che e` la Vita , la vita piena, la vita bella e vera che non ha fine.

Maria Santissima vuole che nel "qui" di Medjugorje e da questo luogo eletto si compia totalmente la volonta` di Dio che e` la volonta` di salvezza dell'umanita` persa. La volonta` di Dio che non cambia con il mondo ne´ con il tempo, la volonta` della Legge di amore che Gesu` venne ad insegnare e a portare al suo perfetto compimento. Una legge che non ammette sconti ne´ adattamenti a nessuna epoca perche´ e` legge eterna.

“Perche´ attraverso la riconciliazione con il padre celeste il digiuno e la preghiera nascano apostoli dell'amore di Dio...”

Nuovamente nel cammino di conversione appaiono in primo luogo la riconciliazione con Dio -come lo fece presente nel primo messaggio che diede al mondo - insieme al digiuno e alla preghiera. Preghiera e digiuno come mezzi indispensabili insostituibili di conversione. Preghiera e digiuno per raggiungere Dio. Preghiera e digiuno affinche´ Dio faccia di questi nuovi figli degli inviati nel mondo per dare testimonianza del suo amore.
La missione dei nuovi apostoli di questa nuova evangelizzazione che vuole il padre e` riassunta nel seguente paragrafo del messaggio:

“...apostoli che liberamente e con amore diffonderanno l'amore di Dio a tutti i miei figli, apostoli che diffonderanno l'amore fiducioso nel Padre Celeste e apriranno la porta del Paradiso”.

Potremmo riassumere la missione dei nuovi apostoli come la missione della Santissima Vergine per questi tempi. Lei viene per condurci al nuovo cielo e alla nuova terra promessi. La volonta` del Padre e` che questo progetto non sia portato avanti solo dalla Santissima Vergine ma attraverso di Lei in unione con i suoi figli che abbiano sinceramente e pienamente risposto alla chiamata, e pertanto pieni di Dio, del suo amore e della fede in Lui, nella sua misericordia, la trasmettano a tutti gli altri, li contagino di amore, di fervore e di fiducia.

Probabilmente questo e` stato uno dei messaggi piu` rivelatori della missione della Santissima Vergine a Medjugorje.

In tutto il messaggio c'e` un punto: l'esortazione alla preghiera e al digiuno che, nonostante conosciuto e tante volte reiterato e commentato da angolazioni diverse, e` doveroso di nuovo ritornare a commentarlo per un motivo particolare ma di principale importanza.

Si tratta niente meno che dell'omelia di Papa Francesco nella casa di Santa Marta del 3 luglio scorso.

Il Papa cosi disse: "nella storia della Chiesa ci sono stati errori lungo il cammino che conduce a Dio. Alcuni credettero che il Dio vivo, il Dio dei cristiani noi lo possiamo incontrare nel cammino della meditazione e arrivare molto in cima nella meditazione. Questo e` pericoloso. Quanti si persero in questo cammino e non arrivano! Arrivano forse a conoscere Dio ma non Gesu` Cristo, Figlio di Dio, seconda Persona della Trinita`. A questo non arrivano. E` il cammino degli gnostici.

Altri pensarono che per arrivare a Dio dobbiamo mortificarci, esseri austeri e scelsero il cammino della penitenza, del digiuno e neanche questi arrivarono al Dio vivo, a Gesu` Cristo Dio vivo. Sono i pelagiani, che credono che con il loro sforzo possano arrivarci "

Poi continuava spiegando che il cammino per incontrarlo e` nell' incontrare le piaghe del fratello ferito, che non ha nulla da mangiare, che e` umiliato, che e` in carcere, che e` in ospedale.

Ci furono coloro che leggendo l'omelia pensarono che il Papa era in aperta opposizione alla la richiesta della Madonna perche´ interpretarono che negasse l' ascetica, la mortificazione, il digiuno, la penitenza mentre la Santissima Vergine a Medjugorje sempre chiede -come lo sta facendo ora- il digiuno. Il digiuno accompagnato e sostenuto dalla preghiera.

La Santissima Madre non vuole da noi soltanto pratiche esteriori vuote di fede e di amore, ma cio` che ci chiede vuole che venga dal cuore. Chiede di mettere il cuore nel digiuno perche´ sia un vero sacrificio offerto a Dio, cosi` come anche per la preghiera perche´ sia vera ed efficace deve partire dal cuore.

Se si guarda bene, si vedra` che non ci sono contraddizioni ne´ contrasti di nessun tipo fra il detto del Papa e la richiesta della Madonna, perche´ il Santo Padre si riferisce al semplice volontarismo e a pratiche esteriori. D'altra parte e` impensabile che il Papa vada contro una pratica della Chiesa da sempre, uno dei tre pilastri della pieta` cristiana. Risulta impensabile anche conoscendo la sua vita personale di preghiera e di austerita`.

Il pelagianismo (IV e V secolo) e il semipelagianismo posteriore (V e VI secolo) prendono il nome dal monaco Pelagio e sono eresie che disconoscono la grazia -che solo viene da Cristo- come necessaria per la salvezza. Queste eresie condannate dalla Chiesa reiterate varie volte, sostengono che la giustificazione non ha bisogno di alcun aiuto soprannaturale, che l'uomo puo` arrivare ad essere totalmente senza peccato per i suoi propri sforzi e meriti. Per mezzo di pratiche ascetiche e dell'esercizio di virtu` morali si potra` -secondo i pelagiani- raggiungere la vita eterna. Pertanto la salvezza e` gia` nell'uomo stesso. In tal caso Gesu` Cristo non e` il Salvatore ma soltanto un modello da seguire.

La Chiesa invece insegna che la grazia data gratuitamente attraverso Dio e` sempre necessaria e non esiste nulla che la precede, e che la salvezza non si raggiunge con i propri sforzi ma per mezzo di Gesu` Cristo.

Percio`, quando il Papa Francesco critica coloro che credono che si salveranno attraverso i digiuni, e li chiama pelagiani, e` a questo che si riferisce, a questa attitudine quando cioe` il bene lo si raggiunge per il proprio merito, al volontarismo nella vita spirituale che arriva a negare quella vita. E` quest'attitudine interiore di chi si indirizza a Dio in apparente preghiera quando in realta` gli sta dicendo che non ha bisogno di Lui. Questo e` tipico dei farisei: Compio tutto cio` che mi si dice che devo fare e raggiungo la perfezione e la giustificazione (1)

“Cari figli offrite ai vostri pastori la gioia dell'amore e del sostegno cosi` come il mio figlio ha chiesto a loro di offrirlo a voi”.

Il Signore ha chiesto ai suoi pastori, ai sacerdoti, ai vescovi, di essere il sostegno del gregge custodendolo con amore come lo fece Cristo, fino ad arrivare a donare la vita per loro se fosse necessario.
La Madonna Santissima sta ora dicendo “non giudicate i vostri sacerdoti, i vostri vescovi, anche se loro non vi danno ne dimostrano amore, ne´ vi sostengono quando ne avete bisogno o quando siete tristi o non avete la gioia di sapervi da loro protetti, voi invece si` dategli amore e siate motivo di gioia per l'appoggio che gli offrite".

Non entra nei dettagli ne´ in acerbe critiche, ma come Madre di Cristo sa che e` l'amore, l'amore autentico, quello del Signore, il suo proprio, quello che trionfa.

Inoltre, come Madre dei sacerdoti sa quanto sono soli e incompresi e criticati e quanti di loro sono caduti in depressione.
San Giovanni della Croce diceva: "dove non c'e` amore mettete amore e estrarrete amore".

A tutti noi, pastori e gregge, Lei ci chiama per darle il cuore. Cosi` sia.

P. Justo Antonio Lofeudo
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(1) D'altra parte molte sono e sono state le correnti gnostiche ma tutte hanno in comune la pretesa di accedere a sfere superiori di ordine spirituale, occulte ai comuni mortali , attraverso la conoscenza.
Questa conoscenza o gnosi e` cio` che porta –secondo loro- alla salvezza e non la fede in Gesu` Cristo e al perdono dei peccati grazie al suo sacrificio redentore. Dicono gli gnostici che esiste una conoscenza data a tutti e un'esoterica solo per iniziati che perseguono l'illuminazione.

La nuova Era (New Age) ha presso molto dallo gnosticismo. Per gli gnostici esistono due principi di forze opposte e uguali: quelle del mondo spirituale creato da Dio o essere supremo inaccessibile a chi non sono iniziati, e quelle della materia che si corrompe. Quindi, l'universo materiale, della materia, e` creazione delle forze del male. Il manicheismo, i catari condividevano queste idee.

Cio` che viene chiamato gnosticismo cristiano fa di Gesu` Cristo un essere spirituale che non e` ne´ Dio ne´ uomo ma una emanazione dell'essere supremo che d'altra parte non era il Dio creatore della materia. La sua Passione e` apparente, non reale. Lui e` venuto per darci le conoscenze e per cosi` sfuggire dalla prigione del corpo. Pertanto per loro non ha avuto una morte redentrice ma una fonte di conoscenza per raggiungere la salvezza.

Nella storia del cristianesimo, lo gnosticismo fu la prima eresia che venne fuori e anche la prima ad essere condannata. Basta leggere San Giovanni con la condanna ai nicolaite o ai docetiste denunciati nelle sue lettere. Anche se non li chiama per nome si riferisce a loro, a coloro che negano l'incarnazione del Verbo di Dio.


 

Commento Messaggio della Regina della Pace a Mirjana. Medjugorje. 2 Agosto 2013.

"Cari figli se solo sapeste, se solo vorreste, in piena fiducia, aprire i vostri cuori, capireste tutto, capireste con quanto amore vi chiamo, con quanto amore desidero cambiarvi, per rendervi felici, con quanto amore desidero rendervi seguaci di mio Figlio e donarvi la pace nella pienezza di mio Figlio. Capireste l'immensa grandezza del mio amore materno, percio`, figli miei, pregate, perche´ solo attraverso la preghiera cresce la vostra fede e nasce l'amore, amore con il quale anche la croce non sara` piu` insopportabile perche´ non la porterete da soli. In unione con mio Figlio, glorificate il nome del Padre Celeste. Pregate, pregate per il dono dell'amore, perche´ l'amore e` l'unica verita`, l'amore perdona tutto, serve tutti e vede tutti come fratelli. Figli miei, apostoli miei, grande e` la fiducia che il Padre Celeste, attraverso me, la Sua serva, vi ha dato, per aiutare coloro che non lo conoscono, affinche´ si riappacifichino con Lui, affinche´ Lo seguano, percio` vi insegno ad amare, perche´ solo se avrete amore potrete risponderGli. Nuovamente vi invito: amate i vostri pastori, pregate affinche´ in questo tempo difficile il nome di mio Figlio si glorifichi attraverso la loro guida. Vi ringrazio".


"Cari figli se solo sapeste, se solo vorreste, in piena fiducia, aprire i vostri cuori, capireste tutto, capireste con quanto amore vi chiamo, con quanto amore desidero cambiarvi, per rendervi felici, con quanto amore desidero rendervi seguaci di mio Figlio e donarvi la pace nella pienezza di mio Figlio. Capireste l'immensa grandezza del mio amore materno”.

Questo messaggio, che ciascuno di noi legge e rilegge, ci lascia profonde e gioiose risonanze. Cercare di dire di piu` di quello che ci comunica sarebbe un' audacia non felice. Leggiamolo una e una volta ancora e chissa` forse cosi` potremmo iniziare a capire qualcosa di piu` di un cosi` tanto incommensurabile e ineffabile amore. Amore che la spinge verso di noi, verso ciascuno di noi, amore che la incita a chiamare e che non tiene conto delle nostre distrazioni ne´ delle nostre infedelta`. Amore che non si arrende. Amore che desidera tutto il bene per i suoi figli, ovvero per ciascuno di noi in particolare. Amore che sa che solo si puo` essere felici uniti a Cristo, seguendo il Signore, ricevendo la sua pace e il suo perdono.

“…percio`, figli miei, pregate, perche´ solo attraverso la preghiera cresce la vostra fede e nasce l'amore...”


Per questo, per capire questo cosi` tanto grande ci puo` essere d'aiuto solo la preghiera. La Santissima Vergine ci dice (e lei sa molto bene cio` che dice!) che la nostra piccola e fragile fede puo` solo crescere e rimanere stabile con la preghiera. E non solo il dono della fede ma lo stesso amore nasce e cresce a partire dalla preghiera. Questo e` cio` che dice la nostra Madre in questo messaggio.

La preghiera arriva alle labbra o alla mente a partire dal cuore di chi sta o desidera stare vicino a Dio, di chi si comunica con Lui, direttamente o per mezzo dell'intercessione dei santi. E non si pensa solo alla preghiera formale ma a qualsiasi comunicazione sincera del cuore umano.
Conosco un caso di una persona che da giovane era completamente persa, lontanissima dalla fede, dipendente dalla droga, nella promiscuita` sessuale e di ogni tipo, per dirla brevemente stava nell'inferno stesso e solo cosi` disse al Signore: “Gesu`, che facciamo?” che era come dirgli “guarda il mio stato, guarda questa morte che mi porto dentro, fai qualcosa!”. Fu la sua preghiera, non sapeva ne´ poteva dirGli altro e il Signore lo ascolto` e dal quello stesso momento smise di drogarsi e cambio` interamente la sua vita, al punto di parlare a tutti della Misericordia di Dio.
Conosco un altro caso, di un altro uomo che era nella piu` totale oscurita` e non vedeva nessuna possibile uscita nella sua vita, lo opprimeva il presente e il futuro lo minacciava di portarlo alla disperazione. In quel momento si trovava in un bel luogo dove era giunto per trovare rifugio, ma invano. Quando si sta male dentro non esiste nessuna bellezza esteriore che possa essere apprezzata ne´ che consoli. Per provvidenza incontro` (il mondo direbbe per caso) una cappella nella quale avevano lasciato una stampa di una Venerabile (che un giorno verra` dichiarata Beata) e lesse la sua storia. Cosi`, rivolgendosi a quell'anima le disse: “Tu, che sei vicina a Dio, intercede per me”. Non oso` rivolgersi a Dio e ,senza saperlo molto bene, ebbe l'ispirazione di supplicare l'intercessione di quell'anima beata. La risposta non si fece aspettare e la sua vita cambio` velocemente. Nuovamente, Dio aveva ascoltato la preghiera, in quel momento di chi intercedeva per lui. In entrambi i casi, e` stato il ricorrere semplicemente a Dio con le scarsissime forze del pozzo esistenziale nel quale queste persone si trovavano. Da quelle povere, ma potenti preghiere per la Misericordia del Signore perche´ venivano dalla stessa miseria, nacque la fede, nacque l'amore verso Dio e verso gli altri.

L'amore si nutre con il Pane della Vita che e` l'Eucaristia. L'Eucaristia e` lo stesso Gesu` Cristo, e` l'Amore che alimenta l'amore. Per questo, i figli di Dio si nutrono della carita` di Cristo donata nell'Eucaristia. Perche´, infine l'amore si rafforzi e` necessario che l'Eucaristia sia celebrata, partecipata, vissuta, adorata con pieno rispetto e piena attenzione e conoscenza. Per esempio, la partecipazione attiva dei laici nella Messa, cio` di cui parla il Concilio Vaticano II, non si riduce a leggere la Parola o a esser parte del ministero di musica o ad aiutare in certe occasioni a dare la comunione, ma a partecipare con tutto l'essere al sacrificio redentore che si compie in ogni celebrazione. Partecipare attivamente e` offrirsi con Cristo che si dona al Padre per la nostra salvezza.
La fede, l'amore sono doni che Dio da ed accresce a chi lo supplica, a chi si avvicina a Lui, a chi desidera rimanere unito a Lui.
Chiediamo al Signore, come lo fecero gli Apostoli, “aumenta la nostra fede!” Ne abbiamo bisogno per non cadere nella maggiore indigenza; perche´ quando non si ha la fede non si ha nulla.

...amore con il quale anche la croce non sara` piu` insopportabile perche´ non la porterete da soli. In unione con mio Figlio, glorificate il nome del Padre Celeste. Pregate, pregate per il dono dell'amore, perche´ l'amore e` l'unica verita`, l'amore perdona tutto, serve tutti e vede tutti come fratelli”.

L' amore e` paziente, e` benevolo; l'amore non ha invidia; l'amore non e` superbo, non cerca il proprio interesse, non si compiace dell'ingiustizia ma della verita`, tutto perdona, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta (1); l'amore accetta la sofferenza e l'accetta con amore, accetta la croce con amore. Non accetta solo di portare la propria croce ma aiuta altri a portarla. L'amore mai sara` indifferente al dolore altrui e mai guardera` all'altro come estraneo.

“Figli miei, apostoli miei, grande e` la fiducia che il Padre Celeste, attraverso me, la Sua serva, vi ha dato, per aiutare coloro che non lo conoscono, affinche´ si riappacifichino con Lui, affinche´ Lo seguano, percio` vi insegno ad amare, perche´ solo se avrete amore potrete risponderGli”.


La Madre Santissima ci chiama apostoli, come dire suoi inviati, per raggiungere coloro che non conoscono l'amore di Dio, coloro -come ci dice il nostro Papa- che abitano le periferie esistenziali, coloro che lo offendono offendendo il suo amore, ferendolo nella carne e nell'anima di altri fratelli e in loro stessi. A loro, che sono nostri fratelli lontani, ci invia la Regina della Pace, per recuperarli, per attirarli, per quando non vogliono ascoltare ne´ capire ragioni per pregare e sacrificarci per loro. Lei e` l'Inviata del Padre e del Figlio, che a sua volta, come lo fece il Figlio coi primi apostoli – invia noi. Oggi e` la Madre, non il Figlio, che lo fa perche´ questo e` il tempo che Dio pose sotto la sua cura e protezione.
Questo e` il tempo della missione di Maria, della Donna della Scrittura. Questa Donna che deve schiacciare il capo al serpente che la insidia attaccando, seducendo, accusando, distruggendo i suoi figli. Lei e` questa Madre che fa la guerra al Dragone che volle divorare il Figlio del suo grembo e non ha potuto, ma continua a farlo con ogni figlio che nasce alla grazia. Lei e` quella stessa Donna che fu fatta Madre di tutti noi, poveri peccatori, un mezzogiorno nel Calvario. Lei e` la Donna che e` Madre e Maestra, che ci insegna ad amare, a imitare e seguire suo Figlio Gesu` Cristo. E' l'Inviata di Dio in questi tempi alla quale ha riposto fiducia. Per questo, chiamandoci all'apostolato, confidando in noi, piccoli e fragili figli suoi, per questa missione da giganti, e` Dio stesso che confida in noi. E la nostra sicurezza e` che Lui, attraverso la Santissima Vergine, ci dona tutte le grazie necessarie per portarla a termine.
La risposta definitiva che ci chiede di dare e` l'amore.
Per arrivare a questo amore la prima risposta che dobbiamo soddisfare e` quella della preghiera. L'amore nascera` e crescera` con la preghiera nel segreto dell'abitazione, nell'intimo del cuore; con la preghiera davanti all'altare del sacrificio del Signore di ogni Messa; con la preghiera davanti alla Presenza Divina nell'adorazione dell'Eucaristia. La risposta e`, si`, l'amore che permette di rispondere alla chiamata di Dio per mezzo di Maria.

“Nuovamente vi invito: amate i vostri pastori, pregate affinche´ in questo tempo difficile il nome di mio Figlio si glorifichi attraverso la loro guida”.

La Santissima Vergine non viene a sostituirsi alla Chiesa gerarchica istituita attraverso suo Figlio ma ad insegnarci ad essere Chiesa, a sentire con la Chiesa, per questo chiama sempre a pregare per i pastori. La Chiesa, dobbiamo ricordarlo, e` un'istituzione divina ed e` santa perché` Dio e` Santo. Ma e` un'istituzione alla quale appartengono uomini che -sebbene tutti chiamati alla santita`- non sono santi, tutt'al piu` in cammino per diventarlo. I pastori siamo fragili, tuttavia tutti dovremmo ammirare e non scandalizzarci per la fiducia che Cristo mise sopra a questi uomini fragili che siamo (Pietro nego` la croce e lo stesso Signore per tre volte) e soprattutto dobbiamo ringraziarli per il mistero per il quale la Chiesa continua nel suo pellegrinaggio a sopportare di tutto, sostenuta dalla preghiera del Signore e dalla promessa che le porte dell'Inferno non prevarranno sopra di lei.

Gesu` Cristo deve essere conosciuto, amato, adorato, il suo nome glorificato e questa missione e` di tutti i sacerdoti. A partire dal Papa e dai vescovi fino all'ultimo sacerdote. Sono i pastori che glorificano il nome di Cristo, salvando le anime attraverso la Parola di Vita, dando i sacramenti, attirandole alla Verita` della vera fede, accogliendole nella Chiesa, perdonando, nutrendo, consolando nel nome del Signore chi rappresentano e per chi agiscono, amandole con lo stesso zelo con il quale il Signore le amo` e le ama.
L'amore ai pastori, che reclama la Madre di Dio, si manifesta nella preghiera per loro. Che siano sempre presenti: in ogni Rosario, in ogni Messa, in ogni momento di adorazione.

P. Justo Antonio Lofeudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org
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(1) Cf.1Cor13:4s


 
Commento Messaggio della Regina della Pace a Mirjana. Medjugorje. 2 Febbraio 2014.

“Cari figli, con materno amore desidero insegnarvi l'onestà affinché nel vostro operare come miei apostoli siate corretti, decisi e soprattutto sinceri. Desidero che con la grazia di Dio siate aperti alla benedizione. Desidero che, con il digiuno e la preghiera, otteniate dal Padre Celeste la consapevolezza di ciò che è naturale, santo e divino. Colmi di consapevolezza sotto la protezione di mio Figlio e mia, sarete miei apostoli che sapranno diffondere la parola di Dio a tutti coloro che non la conoscono e saprete superare tutti gli ostacoli che troverete sulla vostra strada. Figli miei, attraverso la benedizione la grazia di Dio scenderà su di voi, e la potrete conservare con il digiuno e la preghiera, con la purificazione e la riconciliazione: avrete così l'efficacia che vi chiedo. Pregate per i vostri pastori affinché il raggio della grazia di Dio illumini la loro strada. Vi ringrazio”. 

Commento

In una versione italiana si legge “desidero insegnarvi l'onestà”, in quella inglese “la sincerità”, il termine originale croata sicuramente si presta, come tante altre volte, ad una o ad un'altra traduzione, ma ciò che conta è capirne il senso. Quando si dice di solito che qualcuno è onesto ci si riferisce all'onestà in un certo senso esteriore a se stesso, per esempio non si appropria di nulla che non sia suo.

L'essere sincero offre un'altra idea, cioè l'onestà con se stesso e con gli altri, è colui che rimane o si sforza di rimanere sempre nella verità, essere vero più che veritiero. Il significato più appropriato di questo essere sincero al quale allude la Santissima Vergine , è l'impiegato per il Signore nell'elogio fatto a Natanaele , che incontriamo in Gv 1:47, dove leggiamo: “Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità” (in qualche traduzione dice “senza inganno” oppure “senza doppiezze”).

Quindi questo è ciò che desidera nostra Madre dai suoi apostoli(1): che non ingannino e che non si ingannino, che non abbiano paura della verità e la proclamino e la cerchino sempre, che si oppongano e non siano partecipi di nessuna manipolazione e inganno. Completa il profilo con altri due attributi: rettitudine e decisione nell'operare.

L'apostolo di Maria deve riunire così le tre virtù richieste- sincerità, rettitudine, decisione- senza mancare a nessuna di queste poiché correzione e sincerità senza la necessaria decisione, che stimola la missione e vince gli ostacoli, non servono al proposito del mandato(2). Sono come i talenti sotterrati della parabola. Allo stesso modo, decisioni imprudenti, smisurate e che mancano di verità frustreranno l'opera. Né falsità né indecisioni.

Poi esprime altri suoi desideri che si vincolano al precedente, cioè colui che sarà suo apostolo si aprirà ad una benedizione. Dal momento che non c'è nulla che preceda la grazia, è la grazia di Dio che apre all'altra grazia: quella di poter accogliere il dono e di farlo fruttificare. In questo vediamo come attua il dono gratuito di Dio e la nostra libertà. La prima grazia (desiderio che per la grazia di Dio siate aperti ) permette di uscire dalla chiusura in se stessi, di questo rimanere chiusi che impedisce alla benedizione – portatrice di altra grazia – di penetrare e operare.

Le cause di questo stare chiusi all'azione divina sono diverse e vanno dall'ostinazione nell'errore che, a sua volta, di norma ha origine da pregiudizi o da fatti e interpretazioni che sono solo nell'immaginazione della persona, dalle ferite profonde che non lasciano vedere nient'altro che il proprio dolore, alla mancanza di perdono o ad una reazione di protezione davanti a pressioni di ambienti ostili. Per questo, la prima grazia che Dio da è quella di poter aprirsi, vincendo gli ostacoli dall'interno per poi poter ricevere la grazia della benedizione che conduce all'apostolato. La benedizione di ricevere il discernimento- sapere cosa è santo e cosa invece appare santo ma in realtà non lo è, sapere ciò che è buono e ciò che è perfetto per Dio, sapere dove si nasconde il male- e questa luce del discernimento proiettarla a tutti nei momenti di gran confusione come quelli che stiamo vivendo. La benedizione riguarda anche la Parola che gli apostoli diffonderanno a coloro che non conoscono Dio, e lo faranno con tanta conoscenza, fervore, convinzione, fede e tenacia che – sempre per la grazia di Dio – riusciranno a raggiungere lo scopo nonostante tutte le avversità.

Queste grazie che discendono sopra i chiamati all'apostolato di questi tempi, come unzione pervenuta dal Padre Celeste, devono essere accolte e diciamo conquistate dai cuori retti, sinceri, non timorati, e conservati e custoditi attraverso una vita santa fatta di preghiera e digiuno(3). Non solo preghiera e digiuno ma – aggiunge - purificazione e riconciliazione. Sappiamo che la prima riconciliazione è con Dio ma anche con tutti. La purificazione è quella che viene quando la misericordia di Dio trasforma il male che l'uomo fa in bene per le anime che fanno un cammino di conversione e di quelle che si avvicinano a Lui.

In questi messaggi, del giorno 2, non manca mai la sollecitudine per i pastori: sacerdoti, vescovi. Così anche questa volta, la richiesta di preghiera affinché ricevano la grazia della luce che illumini il cammino sacerdotale, pastorale, quello di essere strumenti eletti di salvezza.

P. Justo Antonio Lo Feudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org
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(1) E' da notare che il termine “miei apostoli” è recente nei messaggi dato che prima mai lo aveva utilizzato. Questo ci fa pensare nella venuta di questi tempi annunciati dal santo e profeta mariano san Luigi Maria de Monfort, quando parla degli apostoli (di Maria) e li riferisce agli ultimi tempi. Questi ultimi tempi sono caratterizzati dalla lotta fra la Donna e il suo lignaggio e il Demonio e la sua stirpe, ovvero tutte le forze che si oppongono a Cristo e che ora sono evidenti. E' anche da tener presente che, prima di partire, Cristo Resuscitato inviò gli apostoli al mondo e la forza per una tanto sovrumana missione venne loro dallo Spirito Santo nella Pentecoste, che il Signore aveva già soffiato sopra di loro.
(2) L'apostolo nell'essere inviato è munito di tutto il necessario per compiere la missione assegnatagli. E' anche chiaro che questi apostoli porteranno al mondo che non conosce Dio, a chi non conosce il suo amore, la Parola e la Vita , che è Cristo stesso, la verità della salvezza dell'umanità che viene dal suo sacrificio redentore, salvezza che diviene effettiva nella misura dell'accettazione della verità del Vangelo. E potranno portare la Parola per la grazia dello Spirito Santo, colmati dalla conoscenza di ciò che è santo.
(3) Nei messaggi della Santissima Vergine che vengono da Medjugorje preghiera e digiuno hanno la precedenza al fine di ottenere grazie, per non perderle.


 

Commento Messaggio della Regina della Pace a Mirjana. Medjugorje. 2 Giugno 2014.

"Cari figli, invito ed accolgo voi tutti come miei figli. Prego che voi mi accogliate ed amiate come Madre. Ho unito tutti voi nel mio Cuore, sono scesa in mezzo a voi e vi benedico. So che voi volete da me consolazione e speranza, perché vi amo e intercedo per voi. Io vi chiedo di unirvi con me in mio Figlio e di essere miei apostoli. Perché possiate farlo, vi invito di nuovo ad amare. Non c'è amore senza preghiera, non c'è preghiera senza perdono, perché l'amore è preghiera, il perdono è amore. Figli miei, Dio vi ha creati per amare, amate per poter perdonare! Ogni preghiera che proviene dall'amore vi unisce a mio Figlio ed allo Spirito Santo. Lo Spirito Santo vi illumina e vi rende miei apostoli: apostoli che, tutto ciò che faranno, lo faranno nel nome del Signore. Essi pregheranno con le opere e non soltanto con le parole, poiché amano mio Figlio e comprendono la via della verità che conduce alla vita eterna. Pregate per i vostri pastori, perché possano sempre guidarvi con cuore puro sulla via della verità e dell'amore, la via di mio Figlio. Vi ringrazio."

Commento

C ari figli, invito ed accolgo voi tutti come miei figli. Prego che voi mi accogliate ed amiate come Madre. Ho unito tutti voi nel mio Cuore, sono scesa in mezzo a voi e vi benedico. So che voi volete da me consolazione e speranza, perché vi amo e intercedo per voi.

La Santissima Vergine ci accettò nella croce, quando nostro Signore disse a sua Madre: “Donna, ecco il tuo figlio!” (Gv 19:26).
Gesù è nostro Salvatore, Maria è colei che non ci permette che deviamo e ci conduce a suo Figlio. Dio vuole la nostra salvezza, ma fra la volontà di Dio, che è anche della stessa Vergine, e la nostra salvezza personale vi è in mezzo la nostra propria volontà. Vale a dire, nella nostra libertà risiede anche l'accettazione della Madre del Signore come Madre nostra. Per questo, sebbene Lei accettò di essere nostra Madre e mai smetterà di esserlo, la Vergine non ci impone la sua maternità. Lei, la Madre sempre fedele e Regina di tutto il creato, nella sua grande accondiscendenza ci chiama e ci supplica di ascoltare le sue chiamate di amore e di salvezza.

La maternità di Maria è di natura soprannaturale e il luogo nel quale siamo stati generati e nel quale rimaniamo custoditi e amati è il suo Cuore. Lei viene a noi da sempre e specialmente, in maniera totalmente unica, in questo tempo che è anche straordinario. A chi si domanda il perché, è sufficiente rispondere di osservare i segni. Questi tempi non sono per caso di grande perversione e grande confusione, dove il pericolo di perdizione è ogni volta sempre maggiore? Non si osserva per caso da ogni parte nuvoloni oscuri di crisi, di guerre? Soprattutto non si vede l'apostasia della fede nel modo in cui sono messi in discussione gli stessi comandamenti e i fondamenti del dogma e come si fa opposizione alla sana dottrina del Magistero da sempre? I pericoli accecano ovunque. Si vuole distruggere la famiglia e di fatto la si distrugge pervertendo, a partire dall'insegnamento, i bambini e i giovani e eliminando di fatto e di diritto la patria potestà. Da ogni parte la Legge di Dio viene attaccata.

Sono questi tempi oscuri di gran peccato e confusione e di silenzi complici e codardi o di applausi cinici. Per questo la Madre Santissima discende fino a questa miserabile nostra realtà e lo fa come mai prima. A Medjugorje appare tutti i giorni già da 33 anni. E ci benedice e porta le grazie di Dio ravvivando – per sua guida, protezione e consolazione- la nostra speranza. Viene a mostrarci tutto il suo amore e ad assicurarci la sua perenne intercessione davanti a Dio.

Io vi chiedo di unirvi con me in mio Figlio e di essere miei apostoli.

Viene a condurci sul cammino della conversione e per farci suoi inviati, suoi apostoli, affinché siano molti coloro che si salvano.
Apostoli non sono solo quelli che annunciano la Parola di salvezza e denunciano il male e si oppongono ad esso con la forza della preghiera e della riparazione, ma anche coloro che spinti dall'amore di Dio e per la sete di salvezza delle anime, intercedono per coloro che si perdono per l'eternità e si rivolgono a loro con opere di amore. Per questo continua dicendo:

Perché possiate farlo, vi invito di nuovo ad amare. Non c'è amore senza preghiera, non c'è preghiera senza perdono, perché l'amore è preghiera, il perdono è amore.


L'amore viene da Dio, solo da Lui può venire. E' lo Spirito che ci infonde l'amore; amore per il quale abbiamo la libertà di accoglierlo, di nutrirlo o di appagarlo. Se ci chiudiamo in noi stessi, cioè se siamo egoisti, seccheremmo questo amore, perché l'essenza dell'amore è la generosità, il donarsi. Lo ridurremo anche nella misura che coltiviamo sentimenti negativi come l'invidia o ci rallegriamo dell'ingiustizia o ci facciamo prendere da sentimenti di superbia e siamo boriosi e superbi o siamo irritabili e non controlliamo le nostre reazioni o quando non siamo autentici e ci sono doppiezze in noi e la bugia abita nel cuore (Cf 1 Cor 13, 4s). L'amore tutto perdona e questo è molto importante, il perdonare, che oggi nostra Madre del Cielo ce lo presenta in totale nitidezza.

Costantemente, durante questi decenni, ha insistito riguardo la preghiera, non una qualsiasi ma quella del cuore. Questa preghiera è quella del cuore che sa e vuole perdonare. Per maggior chiarezza ora dice che non c'è preghiera senza perdono e procedendo in questo aggiunge che non c'è amore senza preghiera, già che la preghiera è in se stessa desiderio di unione con Dio, è il laccio che ci unisce a Dio, la fonte dell'amore. E ci dice anche qualcosa in più che dimentichiamo e che è la prima verità sopra ogni cosa:

Figli miei, Dio vi ha creati per amare, amate per poter perdonare!

Dio ci ha creati per il Cielo, affinché godiamo eternamente di Lui. Il fine della creazione dell'uomo è di vivere immersi nell'amore di Dio e godere della sua essenza. Siccome per la nostra natura caduta, ferita dal peccato originale, non possiamo raggiungere tale beatitudine, per arrivare in Cielo, il Figlio Unigenito si fece uomo.
Per la sua immolazione al Padre e per la sua Resurrezione ci salva e fa il possibile affinché siamo elevati per Lui, con Lui e in Lui.
Gesù Cristo è il cammino verso il Padre. Per questo al cielo si arriva attraverso Cristo, attraverso l'amore. In primo luogo, si arriva attraverso l'amore redentore di Dio. Poi attraverso l'amore che siamo chiamati a dare.
Il Cielo, in qualche modo è anticipato in terra attraverso la nostra unione con Cristo, rimanendo nel suo amore. “Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti rimarrete nel mio amore” (Gv 15:9-10).

Il suo comandamento è l'amore con l'esigenza propria dell'amore. Nei momenti di rilassamento morale e spirituale, quando sembrerebbe che a Dio, perché è misericordioso, le sia impedito di giudicare e castigare, è bene leggere il capitolo 5 di san Matteo nel quale mostra che Gesù Cristo non venne per fare sconti sulla Legge ma anzi per applicarla in profondità. L'amore non può essere separato dalla verità né confuso con la permissività di una falsa misericordia.
Egli ci creò per amare, cioè affinché un giorno possiamo raggiungere il Cielo. Colui che non ama, chi rifiuta i suoi comandamenti non potrà godere di Dio, non supererà il giudizio che a tutti noi ci spetta dopo la morte. “Nel tramonto della nostra vita saremo giudicati nell'amore” (san Giovanni della Croce) e senza perdono non c'è amore.

Cio' che segue è la conclusione di quello che precedentemente ci disse e che abbiamo commentato:

Ogni preghiera che proviene dall'amore vi unisce a mio Figlio ed allo Spirito Santo. Lo Spirito Santo vi illumina e vi rende miei apostoli: apostoli che, tutto ciò che faranno, lo faranno nel nome del Signore. Essi pregheranno con le opere e non soltanto con le parole, poiché amano mio Figlio e comprendono la via della verità che conduce alla vita eterna.


E conclude chiedendo che preghiamo per i nostri pastori:

Pregate per i vostri pastori, perché possano sempre guidarvi con cuore puro sulla via della verità e dell'amore, la via di mio Figlio.

I sacerdoti insieme a tutti i fedeli, devono pregare per i vescovi ed anche per gli altri confratelli sacerdoti oltre che per loro stessi. I fedeli laici sia per gli uni che per gli altri.
Perché – potremmo chiederci- tanta insistenza per pregare per i sacerdoti?
Perché grande è il bisogno che abbiamo noi sacerdoti della vostra preghiera per non deviare dalla verità e affinché non cadiamo né nelle compiacenze né nelle adulazioni che ci allontanano dalla verità della fede, affinché non insegniamo l'errore né creiamo più confusione, affinché , attraverso lo Spirito Santo, siamo luce e abbiamo la fortezza di affrontare il mondo che rifiuta Cristo, che lo disprezza, lo combatte e lo vuole vedere sparire dai cuori dei credenti.
I nemici della Chiesa, da fuori e da dentro, sono molto forti e attivi più che mai. La richiesta di pregare affinché i pastori seguano il cammino di suo Figlio, è perché nessuno rinunci alla croce perché – non dimentichiamo mai- la gloria di Cristo passò attraverso la croce e non attraverso la gloria del mondo.

P. Justo Antonio Lo Feudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org


 

MESSAGGIO della REGINA DELLA PACE
2 AGOSTO 2014
dato a MIRJANA a MEDJUGORJE

“Cari Figli, il motivo per cui sto con voi, la Mia missione e' di aiutarvi affinché vinca il bene, anche se questo adesso a voi non vi sembra possibile. So che molte cose non le comprendete, come anche io non avevo compreso, tutto quello che Mio Figlio mi insegnava mentre cresceva accanto a Me. Ma io gli credevo e l'ho seguito questo chiedo anche a voi di credermi e di seguirmi. Ma figli miei, seguire me significa amare Mio figlio al di sopra di tutti, amarlo in ogni persona senza distinzione. Per poter fare tutto ciò Io vi invito nuovamente alla rinuncia alla preghiera e al digiuno. Vi invito affinché la vita per la vostra anima sia l'Eucaristia . Io vi invito ad essere miei apostoli della luce , coloro che nel mondo diffonderanno l'amore e la misericordia. Figli miei, la vostra vita e' solo un battito confronto alla vita eterna . Quando sarete di fronte a Mio Figlio , Lui nei vostri cuori vedrà quanto amore avete avuto. Per poter nel modo giusto diffondere l'amore io prego Mio Figlio affinché attraverso l'amore vi doni l'unione per mezzo Suo. L'unione tra di voi e l'unione tra voi e i vostri pastori. Mio Figlio sempre vi si dona nuovamente attraverso di loro e rinnova le vostre anime. Non dimenticate questo. Vi ringrazio”

Mirjana disse che vide la Vergine decisa quando apparì e diede il messaggio.

COMMENTO

Azzardo ad esprimere un'opinione che molti di noi al ricevere il messaggio abbiamo pensato con gioia: “che bello!”. E' stata la mia prima reazione prima di iniziare ad analizzare ogni frase del messaggio.

Poi, almeno nel mio caso, arrivò la conferma, una specie di intuizione che và oltre a quello che la Vergine Santissima dice con le parole. Forse una deduzione direi audace.

Questa intuizione arriva da una parola, letta altre molte volte, “missione”. Sì, sappiamo molto bene che Lei è l'inviata dal Signore in questi tempi.

Non si tratta di questo, ma dell'intuizione piena di speranza che Lei essendo Chi è, essendo nostra Madre, e contando sul permesso di Dio non ci abbandonerà, non smetterà di darci i suoi messaggi fino a che continua questa lotta fra la Donna e il Dragone, l'antico serpente, Satana, che venne a distruggere i figli della Donna e la stessa creazione. In poche parole la missione non rimarrà incompiuta.

La Santissima Vergine è venuta per questa missione affinché il bene vinca definitivamente sul male e non se ne andrà fino a che la vittoria non si realizzerà. Tutto ciò fa in modo che le apparizioni siano speciali e non ce ne saranno altre come queste . E questo è ciò che fa così speciali queste apparizioni e che non ce ne siano state né ce ne saranno altre come queste. Non perché siano le ultime - perché la stessa Mirjana lo ha smentito - né neppure per la loro durata né per la frequenza giornaliera sono eccezionali, ma per la missione. La missione di una battaglia finale fra la Santissima Vergine e il Demonio, che è ciò che diceva suor Lucia di Fatima nelle sue memorie. Medjugorje, lo disse la Gospa , è il culmine di Fatima.

Quando Lei dice che molte cose non si comprendono si riferisce ai molti, compresi coloro che seguono le apparizioni, che si domandano: il perché di così prolungate apparizioni, il perché di tante ripetizioni, il perché certe cose non le dice e non c'è nulla di nuovo (o molto poco se l'osservatore è acuto, nuovo sì come l'aver da poco iniziato a parlare di apostoli). Tuttavia ci sono risposte a questi perché. La prima è che nella sua insistenza negli stessi messaggi ci sta mostrando ciò che è più importante e urgente per la nostra salvezza e che sia a noi ben chiaro. Poi perché non viviamo ciò che ci chiede o perché lo facciamo solo per un certo periodo o perché smettiamo di farlo o se lo facciamo non è con lo stesso fervore dell'inizio. E finalmente, molto importante, perché molto pochi, pochissimi nella Chiesa dicono ciò che Lei dice.

E se nessuno mai lo dice o ce lo ricorda Lei deve farlo perché in tutto ciò c'è di mezzo la nostra salvezza.

Perché se non fosse per Lei , quando è che si ascolta qualcosa sulla salvezza delle anime o sulla possibile condanna eterna?

Quando è che si esorta alla preghiera e la si pone come prioritaria? Quando è che si parla di adorazione e quando o dove la si porta a termine? Si sente per caso parlare di digiuno o di sacrificio? Si insegna che abbiamo bisogno come necessità primaria, irrinunciabile e insostituibile di vivere l'Eucaristia? Che l'Eucaristia è il cuore della Chiesa perché è Gesù Cristo in mezzo a noi facendo la sua Chiesa e donandosi a noi come cibo di vita eterna?

Si parla e si insegna che l'Eucaristia è sacrificio, l'unico sacrificio redentore del Signore, che si perpetua in ogni Messa che si celebra? O la si considera semplicemente come un banchetto conviviale fra di noi e non un banchetto sacro? La Regina della Pace ci invita affinché l'Eucaristia sia la vita delle nostre anime. In altra occasione ci invitò a innamorarci dell' Eucaristia. Per comprendere la sua insistenza, fermiamoci a pensare come si celebra e come si partecipa all'Eucaristia, quale cura si ha dell'Eucaristia e come si tratta il Signore.

Molte, moltissime volte neanche la si tratta come se fosse un oggetto sacro, che non lo è, perché è niente meno che il Signore, Dio. In moltissime parti non c'è rispetto né decoro né reverenza alcuna durante la Messa , a partire dall'abbigliamento delle donne e degli uomini (neanche parlarne se si tratta dell'estate!) fino al modo di celebrare e di comunicare. L'Eucaristia viene presa come un simbolo, come una cosa, non come ciò che è: la Persona Divina del Signore. I protestanti che non credono alla presenza reale (e nel loro caso hanno ragione perché non avendo un vero sacerdozio non possono avere Eucaristia) hanno più rispetto perché il pane, che chiamano eucaristico, lo considerano un bene spirituale.

Nonostante siano già più di 33 anni della sua presenza permanente a Medjugorje e ai suoi messaggi la Madonna si lamenta che tuttavia il bene non vince.

Vale a dire che il male non è sconfitto dalla forza del bene. La seconda cosa che dice è che a noi sembra impossibile questa vittoria.

Sappiamo che siamo parte importante di questa se non frustrazione almeno posticipazione della vittoria del bene sopra il male e questo fa che ci appaia impossibile, che non si avanzi verso la vittoria. Incluso si pensa che tutto sia perduto. Sotto l'aspetto puramente umano ciò è vero, ma in questo caso non è che siamo stati lasciati soli alla mercè delle nostre forze con un Nemico potente. No, perché c'è Dio con noi che non ci abbandona, che non vuole che ci perdiamo per sempre e che invia la Santissima Vergine in nostro aiuto. La nostra parte, come è detto, la conosciamo ed è la caduta nel compimento dei messaggi, la perdita della forza iniziale, dell'entusiasmo degli inizi quando digiunavamo seriamente, quando mettavamo il cuore nella preghiera, quando tutto si faceva non per abitudine ma per amore. Ora ad alcuni i sacrifici costano più che prima, la tensione e l'attenzione diminuiscono. Per molti è il mondo che li distrae e a volte li abbaglia. Ma c'è di più e questo di più viene da azioni concrete delle forze oscure del male nel mondo e nella stessa Chiesa.

Non c'è dubbio alcuno che il Nemico farà, come sta già facendo dall'inizio delle apparizioni, di tutto perché le apparizioni vengano screditate e affinché qualsiasi ostacolo impedisca la loro diffusione e l'arrivo in Medjugorje.

Già lo fece nel passato, basta ricordare i primi anni e poi la guerra dal '91 al '95. Tuttavia Medjugorje non venne colpita e anzi in mezzo alla guerra la Madre del Signore lasciò un cammino aperto attraverso il quale arrivavano i pellegrini. Al punto che un giornalista esclamò: “Che strano! Arrivano persone in un paese in guerra per cercare la pace”.

Sì, il Nemico non smetterà di attaccare Medjugorje da ogni parte compreso e direi prima di tutto gli stessi veggenti, tentandoli e causandogli ogni tipo di male tutto intorno come per obbligarli o per invalidare la missione tanto importante che loro hanno.

La stessa cosa fa e farà coi sacerdoti a loro vicini, specialmente coi francescani, a volte seducendone alcuno, come fece, con falsi veggenti perché siano elementi di confusione e per poter ottenere di penetrare nel cuore di Medjugorje.

Nonostante tutto ciò che possa succedere e che possiamo immaginare o ciò che realmente accade, i veggenti continuano tranquilli perché sanno che la Gospa tiene tutto nelle sue mani, ce lo ha detto, e perché prega per loro e per tutto ciò che significa Medjugorje (cioè i veggenti, francescani, sacerdoti in generale che sono stati chiamati al sacerdozio o nutrito la loro vocazione e che hanno sostenuto le apparizioni, comunità che nacquero là o crebbero alla sua ombra, pellegrini, parrocchiani, gruppi che diffondono i messaggi in tutto il mondo). La Vergine prega Suo Figlio per tutti e le sue preghiere sono ascoltate.

Lei, intanto ci chiede che le crediamo e la seguiamo, come Lei stessa fece con suo Figlio quando non comprendeva tutto.

Ma seguirla, ci spiega, è seguirla nell'amore davanti a tutto e sopra tutto in Gesù Cristo. Amare Gesù Cristo è la vera sequela di Maria.

E per amarlo dobbiamo centrare la nostra vita nell'Eucaristia di modo che sia la nostra stessa vita, che non possiamo vivere senza l'Eucaristia. Tutto ciò và accompagnato e al tempo stesso implica rinuncia, preghiera e digiuno. Questo è il programma della Santissima Vergine ed è alla portata di tutti. Nessuno può dire che ci sta chiedendo cose irrealizzabili. Che costa digiunare e fare rinunce, chiaro che costa ma in questo sta la grazia che il Signore, attraverso sua Madre, ci dona. Inoltre vale di più l'amore che si mette nel digiuno ed in qualsiasi sacrificio come anche nella preghiera che la quantità di digiuni o di preghiere che si fanno. L'invito è di essere apostoli in questi tempi. L'apostolo si forgia alla scuola della preghiera, del digiuno, della rinuncia a piaceri e soprattutto al peccato. L'apostolo di Maria pone al centro della sua vita l'Eucaristia, ossia il Signore. Apostolo della Vergine è, come Lei lo intende, colui che è il portatore di luce, che è Cristo.

L'apostolo è inviato a portare l'amore e la misericordia di Dio nella verità o, detto in altro modo, il vero amore, la vera misericordia. Le grandi parole come amore, misericordia sono state prostituite e questo è il lavoro principale del Nemico. Per questo, il falso apostolo, il falso profeta parla di amore e di misericordia ma falsificando totalmente questi termini. Amore, misericordia non è quello che il mondo intende ma ciò che il Signore venne ad insegnare per mezzo di parole e della sua vita, che rimasero plasmate nei Vangeli e che il Magistero della Chiesa da sempre custodisce e insegna.

L'apostolo ama Cristo e Cristo lo si ama nell'Eucaristia e nell'altro. L'altro lo si ama a partire da Dio e così si può amare tutti senza distinzioni.

Una volta la Vergine disse che amare non è –come noi lo intendiamo- amare solo alcuni ma amare tutti. Ci ricorda che la nostra vita in terra è effimera, passa senza che ce ne rendiamo conto e che alla fine della vita saremo giudicati dal Signore, suo Figlio, nell'amore.

Il Nostro Giudice è colui che ha detto di se stesso che è la Luce e davanti alla Luce nulla rimane nascosto.

Già questo lo possiamo sperimentare a partire dall'adorazione stessa. L'adorazione ci avvicina a Dio, ci rende intimi al Signore. Ma, oltre, quando –per l'adorazione- rimaniamo esposti davanti al Santissimo Sacramento, noi siamo davanti a Colui che è la Luce e vediamo tutte le nostre macchie, anche le più piccole. Per questo motivo l'adorazione ci purifica e ci chiama alla purificazione. L'adorazione eucaristica ci nutre anche di amore e ci fa diventare riflessi della luce che riceviamo in questi momenti davanti al Signore.

La Madre del Signore ci ricorda anche che senza unione non c'è amore. Unione e amore si attraggono reciprocamente perché è certo anche che senza amore non può esserci unione.

Ed è affinché ci sia unione fra di noi e con i pastori che Lei stessa sta pregando, facendo appello all'amore di suo Figlio perché ci possa concedere tale unione. Non perché Gesù Cristo non è disposto a donarcela ma perché vinca gli impedimenti che noi poniamo all'unione. Senza unione, senza testimonianza di questa unione fraterna e filiale ci è impossibile diffondere l'amore perché sarebbe una menzogna, una contraddizione ai fatti.

Come da diversi mesi sta facendo, in questi messaggi del 2 di ogni mese, le ultime parole si riferiscono ai pastori ossia ai sacerdoti in generale e ai vescovi in particolare. Oggi ci ricorda che il Signore è presente nella parola che i pastori predicano e insegnano e nei sacramenti che loro amministrano.

Ha detto ripetutamente che Lei prega per i pastori e chiede che tutti preghino per loro. Pregare perché siano buoni pastori, perché siano sacerdoti fedeli al Signore secondo il Cuore di Cristo.

Prega e chiede preghiera per i pastori perché siano difensori della verità e portatori di amore.

Un pastore che non dica la verità, che la nasconda per convenienza apparente, che la posticipi o la oscuri non può essere mai un buon pastore. Questo pastore non porta a Cristo ma allontana da Lui.

Un pastore che non rispetta e non veneri l'Eucaristia né la faccia rispettare né venerare non è un buon pastore. Un pastore che non le interessino le sue pecore, che non le ama non è un buon pastore. Chi è permissivo con il peccato o che non chiami male ciò che lo è, quando Gesù Cristo venne a rivelarci che lo è, non è un buon pastore, non ama le sue pecore. Chi distorce i comandamenti e insegna eresie deviando dalla verità della fede, confonde il gregge, lo disperde e lo abbandona alla morte perché è un falso pastore. Maria non ci chiede di unirci a questi sacerdoti perché significherebbe unirci all'errore, al peccato, alla confusione, all'apostasia, all'eresia, al mondo e non a Dio. L'unione è con coloro che seguono Cristo, il Buon Pastore che diede la sua vita per le pecore. Con questi sacerdoti ci sarà il trionfo del suo Cuore. E' importante ricordare che, attraverso sempre Mirjana, la Vergine dice che fra questo tempo e quello del trionfo del suo Cuore Immacolato c'è un ponte dal quale tutti dovranno passare e questo ponte sono i sacerdoti. I sacerdoti fedeli a Cristo.

Gli altri, gli apostati, coloro che non gli interessa la verità ma la compiacenza del mondo e i suoi applausi, coloro che sono in crisi di fede o di morale, tutti questi non li condanna ma chiede di pregare per loro, come Lei stessa non smette di farlo. Non dimentichiamo nulla di questo e lavoriamo tutti per essere veri apostoli di luce.

P. Justo Antonio Lo Feudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org


 

Messaggio del 2 settembre 2014 a Mirjana

Cari figli, io vostra madre vengo di nuovo in mezzo a voi dall'Amore che non ha fine, dall'incommensurabile amore dell'incommensurabile Padre Celeste. Mentre guardo nei vostri cuori vedo che molti di voi mi accolgono come madre e con cuore puro e sincero desiderano essere miei apostoli, ma io sono la madre anche di voi che non mi accogliete e nella durezza del vostro cuore non desiderate conoscere l'amore di mio Figlio. Non sapete quanto soffre il mio cuore e quanto prego mio Figlio per voi. Lo prego affinché guarisca le vostre anime perché Lui può farlo. Io prego affinché vi illumini col miracolo dello Spirito Santo per smettere di continuare sempre ad offenderLo, bestemmiarLo e ferirLo. Con tutto il cuore prego affinché comprendiate che solo mio Figlio è la salvezza e la luce del mondo. Voi, figli miei, apostoli miei cari, portate sempre mio Figlio nel vostro cuore e nei vostri pensieri e così porterete amore. Tutti coloro che non lo conoscono, lo riconosceranno attraverso il vostro amore. Io sarò sempre accanto a voi. In modo particolare, sarò accanto ai vostri pastori, perché mio Figlio li ha chiamati a guidarvi sulla via verso l'eternità. Vi ringrazio, apostoli miei per i vostri sacrifici e per il vostro amore.

La Madonna è apparsa triste ma piena di amore verso di noi.

COMMENTO

Insieme al dolore manifesto della Santissima Madre c'è la nostra responsabilità di essere inviati nel mondo portando Cristo che significa portare l'amore e la luce. La Piena di grazia, che non soffrì i dolori del parto per essere, giustamente, Colei che ricevette la pienezza della grazia di Dio già dal momento in cui fu concepita – Concezione Immacolata di Maria – ora si rivela a noi così: Madre Dolorosa. E' la Madre di tanto dolore, Colei che soffre – come vedeva l'apostolo Giovanni nell'Apocalisse – i dolori del parto di questi nuovi figli che la bestia satanica desidera divorare e divora nell'incredulità e nel disprezzo per Cristo, nelle offese al suo Santo Nome, nello sdegno per la sua Passione e Morte nella Croce, che Egli offrì per salvarci. E la Madre si appella ai cuori dei suoi figli, che la accettino come Madre e che desiderino nel proprio intimo essere suoi apostoli per questi ultimi tempi annunciati. Quei figli che hanno un cuore purificato e sincero, attratto dall'amore della Vergine Santissima, espressione e riflesso perfetto dell'amore infinito di Dio. Questi figli, gli apostoli, sono coloro che si lasciano bruciare dalla chiamata ardente dell'amore di Maria. Questa fiamma che accecherà satana e che avvolgerà col suo fuoco divino coloro che sono lontani e che non conoscono l'amore di Dio.

Come la madre che corre in aiuto al figlio che è in pericolo, Lei prega suo Figlio per tutti, ma soprattutto per coloro che rifiutano il Salvatore e con Lui la stessa salvezza e che si perderanno per sempre. La Vergine prega affinché il Figlio li illumini con il miracolo, dice, dello Spirito Santo. Perché l'opera di conversione è dello Spirito che inonda di luce il cuore dell'uomo, di luce dell'amore divino e lo converte a Dio. La conversione di un cuore duro, del cuore di pietra dell'uomo e ancora forse di più, della tiepidezza e insensibilità, è uno dei maggiori miracoli dello Spirito Santo. Un miracolo morale, un miracolo spirituale.

A noi che desideriamo consolare nostra Madre, ci è indirizzato questo messaggio che ci dice che la consolazione è nell'aiutarla essendo strumenti di salvezza per coloro che si perdono, per coloro che si lasciano inghiottire dalle astuzie e cattiverie di satana e, comunque non lo dice ora, lo ha detto in altre occasioni per riparare anche tante offese commesse contro Dio, contro di Lei e verso tutto ciò che è santo.

Che forse sia questo il motivo perché alla fine ringrazia i suoi apostoli per il sacrificio. Sacrificio, capiamo, di riparazione e offerta di salvezza.

La Santissima Vergine deve mostrarci il suo dolore di Madre, e lo fa così continuamente per mezzo di immagini e quadri che piangono in tutto il mondo, lo fa ora in questo messaggio.

E' soprattutto negli ultimi tempi che appaiono rappresentazioni della Santissima Vergine che piangono e solo per citare alcuni approvati: il quadro della Madonna delle Lacrime di Siracusa: la statuina in legno della Vergine di Tutti i Popoli, di Akita; la statuina della Regina della Pace, portata da Medjugorje a Civitavecchia, riconosciuta da Monsignor Grillo, vescovo locale e testimone delle lacrimazioni; la Portaitisa icona greco-ortodossa approvata dalla chiesa Ortodossa e le tantissime immagini che da ogni parte piangono lacrime e sangue, compreso ultimamente quelle in Irak e in Siria.

Non possiamo essere insensibili ai suoi messaggi, a questi appelli e non possiamo lasciarci distrarre, come molte volte si distraggono molti nella Chiesa, in fatti mondani e in discorsi puramente umani. Intanto, la Madre Dolorosa ci chiama a concentrarci sull'opera salvifica che Gesù Cristo, con la testimonianza di amore e, come sempre ci ripete, con la preghiera e il digiuno.

Non è con mezzi umani che si vince la battaglia, non è con ricorsi mediatici e diplomatici che si ferma il vorace Nemico. Solo l'amore del Cuore di Maria, come quello di suo Figlio, più forte del male, può accecare il Maligno Avversario. Lei con il suo esercito dei suoi apostoli, coloro che rispondono alla chiamata di rimanere impregnati di Cristo, nella mente e nel cuore, può vincerlo. I suoi figli sono coloro che stanno col Signore e non Lo rinnegano. Sono coloro dei quali parla il libro della Rivelazione quando dice: “Questi (si riferisce a coloro che sono con la Bestia ) faranno guerra all'Agnello, ma l'Agnello, poiché è il Signore dei Signori e Re dei Re, lo vincerà insieme ai suoi, ai chiamati, agli eletti e ai fedeli” (Ap. 17:14).

Questi temibili guerrieri dell'Agnello possono essere la donna anziana, nascosta alla luce del mondo, che in diverse ore del giorno sgrana la corona del suo rosario nella preghiera; colui che lotta – nel mezzo delle sue occupazioni – per farsi spazio e tempo al fine di pregare Dio con la preghiera della Vergine e mortifica il suo corpo opponendosi agli impulsi della carne; colui che digiuna e fa astinenza e lo fa per Dio; colui che ha sbagliato nella sua vita (e chi non lo ha fatto?) e decide di romper con una sua parte per non essere di scandalo e offendere Dio; il bambino che recide un fiore per metterlo ai piedi di un'immagine della Vergine o del Signore, quelle signore che portano un'immagine pellegrina e insegnano ad altri a pregare e dicono loro che Dio li ama; giovani che recitano il rosario insieme alle madri coi loro figli in ospedale. Guerrieri dell'Agnello, infine sono tutti gli apostoli di Maria di qualsiasi condizione e età che amano e ancor più desiderano amare con cuore puro e sincero.

Sì, la guerra è contro Cristo e si è scatenata con maggior furore. La guerra contro Cristo non la fanno solo questi pazzi assassini, figli di satana, che decapitano cristiani e non cristiani, uomini e bambini, in Irak e in altri paesi del Medio Oriente, ma anche tutti coloro che in Occidente come in Oriente, in regimi comunisti e in quelli che chiamano democratici, sono in guerra contro il Signore, perché lo odiano, vogliono lasciarlo sparire dalla vita pubblica ed anche da quella privata, buttandosi contro la Legge di Dio e ad ogni valore cristiano.

Malgrado tutte le atrocità che vediamo e quelle che sappiamo, che nessuna cosa ci opprima né ci faccia perdere la fiducia né la pace del cuore, perché Lei, ancora una volta ci rassicura, è con noi, al nostro fianco. E lo è sempre ed anche insieme ai buoni sacerdoti e a quelli che non lo sono perché lo siano, perché nessuno arriva da solo alla salvezza ma seguendo il sacerdote, che , a sua volta, si lascia guidare dall'Unico Supremo Pastore: Gesù Cristo.

P. Justo Antonio Lo Feudo
www.mensajerosdelareinadelapaz.org


 

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